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LA DENUNCIA

Cgia Mestre: "Italia ultima in Europa
per rapporto tasse-servizi"

Sono i dati che emergono dalle analisi degli esperti dell'associazione artigiani mestrina. Tra i principali paesi dell'area Euro solo la Francia sta peggio di noi. Ma si tratta di un "peggio" relativo Commenta

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contribuenti alle prese con le tasse Roma, 23 febbraio 2008 - Se su ciascun italiano grava un peso fiscale annuo pari a 6.747 euro, in Germania la quota pro capite raggiunge i 6.026 euro. Tra i principali paesi dell'area Euro solo la Francia sta peggio di noi. Ma si tratta di un "peggio" relativo, perchè i cugini transalpini pagano una media di 7.490 euro di tasse allo Stato ma vengono ricompensati da una spesa sociale pro capite che è pari a 9.868 euro. Sempre in termini di spesa sociale i tedeschi ricevono 8.800 euro pro capite l'anno, mentre a noi italiani tra spese per la sanità, l'istruzione e la protezione sociale si raggiungono appena i 7.210 euro: vale a dire circa 2.660 euro in meno della Francia e 1.590 in meno della Germania. È la Cgia di Mestre a mettere nero su bianco, con i numeri alla mano, il rapporto tra quanto pagano di tasse i cittadini di Italia, Francia e Germania e quanto ritorna loro in termini di spesa sociale.


"La situazione è fortemente sconfortante- commenta il segretario della CGIA di Mestre Giuseppe Bortolussi - perchè dimostra ancora una volta come pur in presenza di un peso tributario tanto elevato, in Italia non vengano destinate risorse adeguate per la casa, per aiutare le famiglie indigenti, i giovani, i disabili e chi vive ai margini della società".


È un quadro caratterizzato da contorni pessimistici quello raccontato e commentato dal segretario dell'associazione artigiani mestrina che aggiunge: "è evidente a tutti che le tasse così elevate nel nostro Paese sono la conseguenza di una spesa pubblica eccessiva".


A chi poi sostiene che probabilmente le tasse sono alte per colpa degli evasori, la risposta di Bortolussi è secca: "è innegabile che il problema degli evasori pesi sull'Italia. Ma allora sarebbe anche opportuno studiare una strategia efficace affinchè venga fatta emergere l'economica sommersa e si faccia pagare chi è completamente sconosciuto al fisco".


Questo non è certo un dato da sottovalutare. Da una delle indagini dell'Ufficio Studi della Cgia di Mestre emerge, infatti, che sono 22 mila 500 le imprese completamente in nero "stanate" l'anno scorso dagli ispettori del Ministero del lavoro, dell'Inps e all'Inail per un totale di oltre 55.000 lavoratori in nero.


Ecco come i dati e le analisi degli esperti dell'associazione artigiani mestrina diventano lo spunto per lanciare un appello: "Non c'è giustizia ed equità nel continuare a pagare più degli altri avendo in cambio servizi più scadenti in qualità e quantità - dice ancora Bortolussi - È giunto, ormai da tempo, il momento di voltare pagina; sarebbe sufficiente tagliare le intollerabili inefficienze della Pubblica amministrazione per ridurre le imposte. Razionalizzando così la spesa pubblica come avviene in tutti gli altri Paesi europei".

  • 23/02/2008 12:07

    ma chi sono questi artigiani e piccole imprese di mestre? come si permettono di attaccare la "sacra mangiatoia unita"? che pensino a lavorare!!! a governare l'italia sono delegati i politici e i partiti,il vaticano ed il clero,i sindacati,le banche e le assicurazioni,le televisioni ed i giornali e la burocrazia statale ! le tasse sono solo al loro servizio !! gli altri si arrangino !!
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