BRESCIA—
NON SALVA nessuno: del resto come potrebbe? Arrigoni non è uno abituato a nascondersi dietro a un dito. Quando in fondo all’intervista gli chiedono quanto abbiano pesato gli errori della difesa, ti guarda come un marziano: «Non mi sembra che i nostri due centrali abbiano giocato peggio di tutti gli altri…».
Traduzione: hanno giocato male tutti. Anzi: non hanno giocato proprio. Pessima notizia considerato che quello di ieri era il primo scontro diretto del girone di ritorno. Arrigoni sa dove la domanda andrà a parare: se il Bologna è questo, non scatta l’allarme?
«Non sono preoccupato _ è la sua risposta _. Gli scontri diretti dovranno giocarli anche gli altri. E non è detto che per noi vada sempre come oggi».
Ecco, com’è andata: malissimo, senz’ombra di dubbio. Ma secondo Arrigoni c’è un perché: «Avevamo preparato la partita in un certo modo, ma il loro bellissimo gol dopo tre minuti ha cambiato tutto. Loro sono stati più bravi, senza tanti giri di parole. Ma siamo stati bravi anche noi a regalargli il secondo gol: sull’1-0 la partita era ancora aperta, sul 2-0 ci siamo rassegnati».
Allarga le braccia: «Per quanto ci riguarda è stata una partita giocata male da tutti. Quando incappiamo in giornate così c’è poco da fare: per fortuna è solo la seconda volta che ci succede (Arrigoni etichetta come ‘prima volta’ la sconfitta di Avellino, ndr)».
E’ andata malissimo: ma Arrigoni non cerca alibi. «Le assenze di oggi non c’entrano niente con questa prestazione. Noi abbiamo fatto davvero poco, poi sul piatto bisogna mettere anche la forza del Brescia».
In realtà bisogna mettere anche la prestazione impalpabile di Adailton, nel primo tempo, sulla fascia destra. Non era meglio accentrarlo per avere un po’ più di fantasia in mezzo al campo? Spiegazione: «I loro due attaccanti ripartivano sempre, creandoci problemi. Ho preferito tenerlo sulla fascia per contenerli». Arrigoni guarda la classifica, che è assai meno brutta del Bologna visto ieri: «Siamo tornati alla situazione di due settimane fa, con quattro squadre in due punti».
NIENTE allarmismo, dunque: «Quando gli altri sono più bravi di noi non ho nulla da eccepire: mi arrabbio solo quando possiamo vincere e non lo facciamo, come a Ravenna. Adesso proviamo a rialzarci in fretta, come abbiamo sempre fatto». Cazzola in tribuna non fiata. Nel primo tempo – tra tante facce note rossoblu: da Gigi Maifrdi a Nedo Sonetti - subisce in silenzio gli sberleffi di un paio di esagitati («ritira adesso la squadra», gli urlano quando Bonetto stende De Zerbi in area), poi fila via al novantesimo in un clima di relativa calma. Cosmi, invece, rende agli sconfitti l’onore delle armi: «Noi abbiamo i nostri meriti, ma oggi non abbiamo affrontato il miglior Bologna». Gli preme anche mettere i puntini sulle i attorno al famoso ‘fattore C’ che ha agitato le acque della vigilia. «Fattore C è un termine che non ho mai usato _ dice il tecnico perugino. Ho solo detto che per vincere il campionato serve anche la fortuna: ma l’ho detto dopo aver precisato che il Bologna era meritatamente primo».
di Massimo Vitali