Stessa pena chiesta per la figlia Stefania Nobile. Per Francesco Campana il procuratore generale Piero De Petris ha chiesto invece 4 anni e 19 giorni, mentre per il mago Donascimento 4 anni e due mesi
Milano, 27 febbraio 2008 - Dieci anni e quattro mesi per Wanna Marchi e la figlia Stefania Nobile, quattro anni e 19 giorni per Francesco Campana e due mesi, che si aggiungono ad una condanna già passata in giudicato a quattro anni, per il mago Mario Donascimento.
Sono queste le condanne chieste oggi dal sostituto procuratore generale Piero De Petris ai giudici della Corte d'Appello di Milano nell'ambito del processo avviato contro la teleimbonitrice che accorpa due processi diversi celebrati in primo grado. Gli imputati sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa poichè vendevano ai telespettatori numeri vincenti del lotto, sale e oggetti vari.
Per l'accusa quella messa in atto da Vanna Marchi e 'soci' è stata "una grande intuizione imprenditoriale delinquenziale che faceva leva sulla credulità popolare, dal momento che la tv canonizza tutto e anche un cameriere diventa un grande mago".
In primo grado sia Vanna Marchi che la figlia erano state condannate a dieci anni nell'ambito di un procedimento e a due anni e sei mesi al termine di un secondo processo. Ma, per la prescrizione intervenuta su alcuni episodi, il calcolo complessivo per la rideterminazione della pena è stato rivalutato dall'accusa in 10 anni e quattro mesi anche dopo che è caduta per entrambe, l'aggravante dei motivi abbietti.
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