Roma, 1 marzo 2008 - "Siamo riformisti, non di sinistra. I cittadini sono prima di tutto cittadini, non si svegliano al mattino dicendo io sono di centrodestra". Walter Veltroni risponde così, in un'intervista al quotidiano spagnolo 'El Pais', a chi gli fa notare che, in giro per l'Italia a bordo del bus per la campagna elettorale, evita di pronunciare la parola 'sinistrà e che la sinistra radicale si sente abbandonata per la sua decisione di correre da solo.
"Con loro abbiamo chiuso l'alleanza -spiega il candidato premier del Pd- perchè c'erano differenze abissali in molti campi. Abbiano avuto il coraggio di dirlo e ora le cose sono molto più chiare".
Al quotidiano spagnolo che dedica anche un articolo alla tappa di Perugia, titolando «Veltroni ringiovanisce la politica italiana», l'ex sindaco di Roma assicura che non ci saranno grandi alleanze in caso di pareggio con Silvio Berlusconi: «No -risponde Veltroni- Riforme istituzionali, sì, accordi di governo, no».
Quanto all'avversario del Pdl, Veltroni, che come sottolinea il quotidiano spagnolo evita sempre di nominare Berlusconi, rileva che «ha governato sette anni e non ha nè modernizzato, nè trasformato il Paese. Gli italiani lo sanno -aggiunge- Tutto quello che dice lo abbiamo già sentito».
Il candidato premier del Pd dice poi che una vittoria in Spagna di Josè Luis Rodriguez Zapatero alle politiche del prossimo 9 marzo lo aiuterà «di certo». «Ho parlato con Josè Luis, siamo vecchi amici -dice Veltroni- due mesi fa l'ho incontrato alla Moncloa e l'ho trovato fiducioso e determinato. Ha lavorato molto bene, l'ho ripetuto in tutta Italia e la sua uscita al Vertice Iberoamericano in difesa di Aznar contro Chavez è stata stupenda.
Quel sentimento di identità nazionale e democratica -commenta Veltroni- è difficile vederlo in Italia».
BOSELLI: NON DICA BUGIE
''Raccontare agli italiani che non e' mai stato comunista, e' una bugia ed anche un errore'', lo attacca il leader socialista, Enrico Boselli, spiegando che "Veltroni sbaglia per due ragioni: primo perche' non e' vero; secondo perche' non c'e' nulla da vergognarsi del proprio passato comunista. Magari qualche autocritica e' utile, ma e' una storia che ha avuto un peso nella vita del Paese''.
''Il nuovo - ha concluso - non passa cancellando la storia di ciascuno di noi. Quella e' la fiction televisiva, non il nuovo''.
Qualcuno ha pernottato nei pressi del ministero dell'Interno, altri si sono messi in fila nelle prime ore del mattino. Per primo è arrivato il 'Grillo parlante'