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LA LETTERA

Cari nostalgici delle mezze stagioni...

 

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Giuseppe mascambruno Cari nostalgici delle mezze stagioni,

Vi hanno maltrattato e vilipeso, additati come insopportabili retori del banale, presi a esempio dell’incomunicabilità umana e cacciati ai margini di un mondo che non accetta più compromessi. Neanche dalla natura, condannata dagli scienziati alla glaciazione o al surriscaldamento, a seconda di quale effetto ha avuto sulla loro digestione l’ultimo film di Al Gore.

 

No, inutile che insistiate, rassegnatevi: per voi e per le mezze stagioni non c’è più spazio. A meno che non facciate il grande passo, la scelta che può salvare il salvabile per conservare gli ultimi esemplari della specie in via di estinzione: buttatevi in politica. E fregatevene se vi rifiutano apparentamenti e posti sicuri, siate orgogliosi del vostro lungo passato di certezze e date a tutti gli scettici uno schiaffo morale: correte da soli.

 

Un robusto partito delle mezze stagioni, magari con l’immagine di un bell’involtino primavera, non avrebbe certo sfigurato in mezzo ai 177 simboli che sono stati presentati al Viminale per concorrere alla prossima tornata elettorale. Sette in più rispetto al 2006. Un record che assume uno straordinario valore beffardo, visto che siamo tutti presi dall’idea di vivere la grande svolta della coraggiosa e storica semplificazione del quadro politico nazionale.

 

Pensate, si è presentato persino il partito degli «impotenti esistenziali», promosso da un encomiabile dottor Cirillo che ha stracciato in fantasia i pur avventurosi promotori della lista «Casinò Centro Italia». Almeno voi, con quell’inequivocabile «Mezze stagioni» non avreste avuto neanche l’imbarazzo di una antica e goliardica rima baciata con lo spillo o di un accento malriposto.

di Giuseppe Mascambruno

  • 03/03/2008 16:13

    Speriamo che gli italiani sappiano difendersi da questa indecenza ignorandone almeno .... 173! Ma è scoraggiante già il solo pensiero che per presentare queste liste c'è pur sempre molta gente che ha fornito la propria firma.
  • 04/03/2008 08:35

    Quando ho visto la Mega Lista di ben 173 sinboli ho che i politici siano nella più completa confusione mentale.Ribadisco che le ideologie sono finite :DESTRA-CENTRO - sinistra sono state messe in un frullatore e ne è venuto fuori una classe politica omogenea:Quasi tutti imprenditori,operai,comuni cittadini ecc.si alzano tutte le mattine e tutti si comportano in maniera uguale.Le classi sono finite tutti si vestono alla stessa maniera .Io non ho ancora capito che differenza passa tra PD,PDL,sinistra arcobaleno,destra di sinistra,sinistra di centro,ecc
  • 04/03/2008 08:46

    MALEDETTI!'DIVIDE ET IMPERA!'-LA CASTA LO SA BENE!FINCHè GLI ITALIANI SI LASCERANNO DIVIDERE AVREMO GOVERNI FATTI DA ORDE DI PARTITINI.Speriamo che noi, il popolo, votiamo solo per due simboli e ignoriamo gòli altri.
  • 04/03/2008 13:58

    Dovremmo essere in una democrazia rappresentativa! Sarebbe un bel sondaggio sapere quanti sono oggi in Italia quelli che si sentono in qualche modo rappresentati dai vari partiti!
  • 04/03/2008 14:56

    Bene ! così non ne andrò a votare 177...
  • 07/03/2008 19:27

    Presentare un contrassegno elettorale non vuol dire avere la possibilità effettiva di partecipare alle elezioni: Chi non ha sponsor in Parlamento è costretto a raccogliere migliaia di firme autenticate per ogni circoscrizione (ad occhio e croce, circa centomila per partecipare per tutte le circoscrizioni della Camera e del Senato, comprese le circoscrizioni estere). Il problema non sono i contrassegni presentati al Viminale che in ogni caso sono indice di voglia di partecipazione. Il problema reale sono quei partiti mobili che sotto simboli e slogan apparentemente seri (libertà, democrazia, ecc.)vengono fatti e disfatti sempre dai soliti per mantenere il potere, per impoverire ancora di più la gente e per precarizzare l'esistenza. I contrassegni che riportano i nomi dei rispettivi leaders,non danno estrema fiducia, almeno per quel che riguarda l'espressione vera di democrazia. Se avete voglia, leggete il programma del PARTITO DIPENDENTI PUBBLICI, ospitato nel sito www.comirap.it.
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