Luciano Spalletti aveva chiesto alla Roma di giocare la partita perfetta e la Roma l'ha esaudito. La splendida vittoria dei giallorossi al Bernabeu è destinata a rimanere a lungo fra le imprese più belle della squadra capitolina che ha ammutolito il Bernabeu con una prestazione magistrale. Tutto ha fatto bene la Roma che ha brillantemente eliminato gli ex Galacticos, puniti prima di ogni altra cosa dalla loro insopportabile spocchia.
Schuster, al solito, non ci ha capito nulla: alla vigilia aveva strigliato i tifosi e la stampa, rei di essere pessimisti sul Real che "certamente" avrebbe eliminato la Roma. Il successore di Capello (a proposito: così un'altra volta Calderon impara a cacciare Don Fabio) ha sbagliato l'impostazione tattica della gara. La Roma ha dominato per larghi tratti il Real in virtù di un possesso palla e di un'organizzazione di gioco che Schuster se la sogna.
La Roma ha colpito un palo e una traversa cui ha risposto l'incrocio dei pali centrato da Baptista, ma la supremazia dei giallorossi è stata tanto evidente che se avessero vinto con due o tre gol di scarto avrebbero raccolto ciò che meritavano. Spalletti ha steso Schuster inserendo lo scatenato Vucinic nella ripresa: da solo, il montenegrino ha letteralmente sfasciato la difesa spagnola e la rete del raddoppio non poteva che essere firmata da lui su intuizione di quel veterano che risponde al nome di Panucci e che non tradisce mai, giochi da titolare o venga mandato in campo negli ultimi cinque minuti.
Come l'Arsenal a San Siro ha demolito il Milan così la Roma a Madrid ha smontato il Real pezzo per pezzo, rendendo risibile anche il nervosismo di Robinho, uno che ogni giorno litiga con il mondo e dovrebbe imparare ad essere più calmo, prima dn tutto nei rapporti con i compagni. Totti non ha segnato, ma ha preso un sacco di botte e la sua sola presenza ha tenuto costantemente in allarme gli avversari. Buone notizie per Donadoni: Aquilani e Perrotta hanno giocato benissimo, solisti di un collettivo che ha superato l'esame europeo di maturità. Adesso, nei quarti può capitare chiunque: ma, al Bernabeu, la Roma ha capito che la finale non è più un sogno.
di Xavier Jacobelli
Qualcuno ha pernottato nei pressi del ministero dell'Interno, altri si sono messi in fila nelle prime ore del mattino. Per primo è arrivato il 'Grillo parlante'