New York, 7 marzo 2008 - Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu non è riuscito a raggiungere un accordo di condanna del sanguinoso attentato contro la scuola rabbinica di Gerusalemme, perchè alcuni Paesi insistevano per inserire nel testo un riferimento ai civili palestinesi uccisi nelle azioni militari israeliane a Gaza. Gli Usa hanno addossato la rispettabilità alla Libia, mentre Israele ha detto che il fallimento è frutto dell'infiltrazione di "terroristi" nel Consiglio di Sicurezza. L'assenza di una dichiarazione di condanna "fa sì che ci si chieda che cosa faccia il nostro Paese in questo edificio", ha osservato l'ambasciatore israeliano all'Onu, Dan Gillerman.
Il testo sul tavolo del Consiglio, preparato dagli Usa che speravano in un appoggio unanime, esprimeva la condanna per l'attentato nella scuola talmudica di Gerusalemme, il peggiore nell'escalation di violenza degli ultimi quattro anni, costato la vita ad almeno 8 studenti e il ferimento di una decina.
Secondo fonti diplomatiche, il presidente di turno dell'organo, il russo Vitaly Churki, aveva proposto una formula di compromesso per cui nel testo si sarebbe fatto riferimento a tutte le vittime nella regione, ma il rappresentante libico si è opposto anche a quello. Mentre l'ambasciatore statunitense all'Onu, Zalmay Khalilzad, non ha voluto porre sullo stesso piano le vittime dell'attentato di Gerusalemme con le decine di civili degli attacco israeliani contro Hamas a Gaza: "Andare in una scuola e uccidere studenti, secondo noi, non è la stessa cosa che la morte di civili in operazioni militari, nelle quali l'obiettivo non è la popolazione civile".
Dello stesso avviso l'ambasciatore russo: "Vedere persone che fanno irruzione in una scuola religiosa e aprono il fuoco contro studenti, è qualcosa che davvero dovrebbe farci fermare a riflettere, soprattutto quelli che hanno a a cuore la religione".
La riunione convocata d'urgenza era la seconda in meno di una settimana del Consiglio di Sicurezza, a conferma della delicata fase che attraversa il Medio Oriente. Ma neanche sabato scorso il Consiglio era riuscito a mettersi d'accordo sulla risoluzione presentata dalla Libia per condannare le vittime civili a Gaza e neanche su un testo più generale sulla situazione a Gaza, perchè la Libia si era opposto all'uso del termine "terrorismo" per indicare i razzi palestinesi lanciati verso Israele.
Qualcuno ha pernottato nei pressi del ministero dell'Interno, altri si sono messi in fila nelle prime ore del mattino. Per primo è arrivato il 'Grillo parlante'