Roma, 7 marzo 2008 - La strage terroristica di ieri sera alla scuola rabbinica di Gerusalemme che ha provocato la morte di 8 studenti ed il ferimento di altri decine di persone, in prima pagina sulla stampa araba di oggi: Toni e commenti dei titoli per? sono decisamente diversi da quelli occidentali.
Il termine 'terroristico' non viene mai usato. 'Attentato' è sostituito con 'attacco. Mentre l'attentatore è indicato come 'attaccante', 'martire' oppure 'fidayyin'. Su tutti, il titolo d'apertura del quotidiano palestinese edito a Londra al Quds al Arabi che senza mezzi termini recita: "E' stato un attacco per vendicare Gaza". Lo stesso quotidiano mette in evidenza la paternità dell'attentato rivendicato da un inedito gruppo che si fa chiamare "Ahrar al Jalil - il gruppo Mughaniyeh". (Liberi della Galilea associati al capo militare degli Hezbollah libanese ucciso il mese scorso in un attentato a Damasco -ndr).
Mentre per il quotidiano libanese vicino all'opposizione, Assafir, colpendo "la scuola sionista", "la resistenza palestinese ha modificato lo scenario della guerra contro il nemico". "Con Bush, Obama e Clinton, tutta l'America è al fianco di Israele" è invece il commento dell'altro giornale palestinese al Quds.
Tra i quotidiani moderati, il panarabo edito a Londra, al Sharq al Awsat è l'unico che usa il termine "attentato", mentre il quotidiano libanese anti-siriano Annahar rimane sul vago e parla di: "8 vittime cadute dal piombo sparato a Gerusalemme".
Forse per l'ora tarda in cui è stata annunciata, la condanna del presidente dell'Anp, Abu Mazen, non è riportata da alcun giornale.
Qualcuno ha pernottato nei pressi del ministero dell'Interno, altri si sono messi in fila nelle prime ore del mattino. Per primo è arrivato il 'Grillo parlante'