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FESTA DELLA DONNA

Napolitano: "Ancora troppe discriminazioni"

Il presidente della Repubblica lancia l'allarme in occasione dell'8 marzo. "In Italia la componente maschile sopravanza ancora di molto quella femminile. Occorre intervenire". Commenta

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mimosa Roma, 8 marzo 2008 - In Italia lo "squilibrio di genere è ancora troppo ampio", ci sono troppe "disparità" tra uomini e donne. E' l'allarme di cui il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si fa interprete in occasione delle celebrazioni per il centenario della Festa della donna. "In Italia più che in altre democrazie economicamente sviluppate - dice il capo dello Stato - la componente maschile sopravanza ancora di molto quella femminile rispetto all'occupazione e questo - ha aggiunto - è un problema che riguarda soprattutto il Sud".

 

"Perciò - aggiunge il presidente - se non interveniamo presto con terapie efficaci, le speranze di colmare le disparità tra uomini e donne e il divario tra Nord e Sud si allontaneranno drammaticamente". Napolitano, nel suo discorso, sottolinea i diversi ostacoli e le disuguaglianze che caratterizzano i rapporti di genere. Squilibri, sostiene, che non permangono solo a livello di accesso al lavoro, ma anche "al reddito e alla carriera e il distacco diventa più evidente - spiega - a mano a mano che si passa a posizione e incarichi di maggior rilievo".

 

Ciò che Napolitano più sottolinea è il fatto che in Italia c'è una forte "disuguaglianza dei punti di partenza, che si radica nella famiglia e nel quartiere dove si è nati e in Italia più che altrove è difficile sconfiggere la lotteria della fortuna, perché il miglior strumento per farlo è una garanzia di attenzione e cura e quindi di buona istruzione, accessibile a tutti nei primi anni di vita del bambino. Rispetto a ciò - conclude Napolitano - il nostro Paese presenta ancora carenze e forti squilibri territoriali".

 

CORTEO A ROMA

 

A un secolo dalla prima marcia di 15mila donne in America nel 1908 per il miglioramento delle condizioni di lavoro e il diritto al voto la festa della donna compie cent'anni, Quest'anno le donne italiane tornano in piazza con manifestazioni e cortei in tutta Italia, una questione femminile che risorge sull'onda degli attacchi alla legge 194 e in vista delle elezioni e l'inevitabile riproporsi della questione dello spazio alle donne.

 

A Roma oggi scendono in piazza le donne dei sindacati confederali chiamate a raccolta da tutta Italia. Dopo oltre vent'anni dall`ultimo appuntamento unitario, manifesteranno insieme insieme, non solo per celebrare una ricorrenza per tutte le donne, ma anche per porre all`attenzione del Paese la necessità di portare a compimento il cammino delle loro conquiste e dell`affermazione dei loro diritti.

 

La manifestazione nazionale è promossa da Cgil, Cisl e Uil e il corteo partirà alle 14 da piazza Bocca della Verità per dirigersi in piazza Navona. Un palco tutto rosa è stato allestito per i saluti e le testimonianze al femminile, che si alterneranno agli interventi dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti.

 

Il primo intervento sarà dell'attrice Marisa Solinas. Poi sarà la volta di una lavoratrice dell'azienda tessile Guess di Firenze, un`immigrata proveniente dalla Polonia, una pensionata, una lavoratrice precaria di Atesia, una studentessa dell`università di Napoli, una lavoratrice del Comune di Bologna. Sempre e solo donne le straniere che porteranno il saluto della Ces (Confederazione europea dei sindacati), con la sua vicepresidente Maria Helena Andrè, del Sewa, sindacato indiano delle impiegate nell`economia informale, per il quale parlerà la presidente Namarata Bali, e dell`associazione indipendente delle donne birmane Bwu con Dudu Duwin.

 

Numerose le adesioni finora pervenute all`iniziativa sindacale con lettere, mail e fax. Tra le altre quelle dei ministri Barbara Pollastrini e Livia Turco, del sottosegretario Rosy Rinaldi e Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato.

 

Non saranno invece piazza a Roma i movimenti, che hanno scelto di sfilare ieri in ricordo del ventennale dello stupro di Maria Grazia Cammarata. In 500 tra veterane e giovani dell'Assemblea nazionale femministe e lesbiche, della Casa internazionale delle donne, dei nuovi collettivi femministi, hanno protestato contro la violenza e contro "gli attacchi alla libertà delle donne", e soprattutto per difendere la legge sull'aborto. Oggi i movimenti lasceranno la piazza della capitale ai sindacati "per dire no alle strumentalizzazioni", ma la rete nazionale delle donne ha organizzato eventi cortei, presidi in tutta Italia: a Perugia, Pisa, Mantova, Cagliari, Napoli, Genova, Milano, Firenze, Udine, Bari, Palermo, Bologna, Brescia, Torino, Nuoro, Catania, Chioggia ( dove il consiglio comunale ha approvato una mozione in linea con la moratoria sull'aborto proposta da Giuliano Ferrara).

 

Alle 15 a Piazza Farnese ci sarà anche Giuliano Ferrara, con la manifestazione indetta dalla sua lista pro-life a favore della moratoria per l'aborto.

 

Anche al Quirinale si celebra la 'Giornata internazionale della donna', che quest'anno coincide con altri due importanti anniversari: i 60 anni della Costituzione repubblicana e i 60 anni della Dichiarazione universale dei diritti umani. Alla cerimonia, presieduta dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sono invitate 400 donne per la consegna della medaglia d'oro al valor civile alla memoria di Antonella Russo, la ragazza uccisa mentre cercava di difendere la madre dal convivente violento e l'assegnazione a 6 donne delle onorificenze dell'Ordine al merito della Repubblica italiana.

 

Nonostante siano stati venduti ben 15 milioni di ramoscelli di mimose, quest'anno si preannunciano meno fiori e più slogan che promettono l'avvio di una stagione calda della questione femminile.

 
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