Italia News
        

Leggi il giornale         Prova GRATUITA
Scopri le nostre edizioni locali

IL COMMENTO

Ancelotti è il Ferguson del Milan, sarebbe un errore rinunciare a lui

 

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Xavier Jacobelli Se qualcuno nutriva ancora dei dubbi sull’orgoglio del Milan, si è dovuto ricredere. Lo dimostra la sofferta quanto grintosa vittoria di Empoli, ottenuta in quattro minuti, ribaltando un avversario che avrebbe meritato quantomeno il pari. Soltanto una vera, grande squadra si sarebbe rialzata dopo la cocente delusione patita in Champions League e firmata da un Arsenal magistrale.

 

Il Milan è ancora una grande squadra, anche se logora e logorata da una stagione che non aveva come obiettivo il campionato. Qui sta il punto e non è soltanto la lunghezza che separa i rosssoneri dalla Fiorentina. La corsa alla Coppa dei Campioni si deciderà solamente sul filo di lana e il suo esito è di vitale importanza per
una società che comprensibilmente mena vanto dei suoi successi internazionali, consapevole anche di quanto contino i 40 milioni di eeuro appannaggio di chi conquista il titolo continentale.

 

Per ritentare l’impresa non si puo’ prescindere da Ancelotti che è il Ferguson di Berlusconi. Nei ventidue anni di gestione del Cavaliere, Carletto è il tecnico agonisticamente più longevo: ha vinto le stesse Coppe dei Campioni di Arrigo, non ha vinto gli stessi scudetti di Fabio, ma nessuno meglio di lui puo’ incarnare lo spirito di rivincita. Ecco perchè, rinunciare ad Ancelotti sarebbe un errore imperdonabile.

 

Il problema è un altro. Il Milan è stato eliminato dall’Arsenal perchè la società ha sbagliato il mercato. Perchè in difesa il trentanovenne Maldini è un gigante senza eredi e nemmeno aspiranti tali. Perchè a centrocampo, Ambrosini, Gattuso e Pirlo non hanno avuto sostituti alla loro altezza e sono stati costretti a sfiancarsi. Perchè in attacco, puntare su Pato è stata un’intuizione geniale, ma Ronaldo non c’è mai stato, Gilardino è prigioniero di una crisi d’identità (Empoli docet),lo straordinario Inzaghi non può più giocare tutte le partite, Kakà paga la maledizione del Pallone d’Oro ed è stanco morto.

 

Se Berlusconi pensa di cavarsela con Gourcuff mediano e il ritorno di Shevchenko, sbaglia strada. Per rilanciare il Milan occorrono almeno quattro grandi acquisti: un difensore, due centrocampisti e un attaccante. Rigorosamente da Milan. Il presidente dovrà investire massicciamente sul mercato. Che possa farlo è assodato, Che lo voglia fare, ancora non si sa. Meglio muoversi in fretta. Le altre non stanno a guardare.

di Xavier Jacobelli

Nessun commento presente
Clicca qui per inviare il tuo commento
 

Cerca  su Quotidiano.net nel Web

LA FOTO DEL GIORNO

giuliano ferrara in coda per presentare il simbolo del suo partito

In coda per i simboli
C'è anche Ferrara

Qualcuno ha pernottato nei pressi del ministero dell'Interno, altri si sono messi in fila nelle prime ore del mattino. Per primo è arrivato il 'Grillo parlante'

LEGGI LA NOTIZIA