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L'Italia arranca: più che dimezzato il Pil

Nel 2008 il prodotto interno lordo si attesterà allo 0,6%, nel 2009 all'1,2% e nel 2010 all'1,5% e nel 2001 all'1,7%. E' quanto prevede la relazione unificata sull'economia e la finanza pubblica

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Tommaso Padoa Schioppa Roma, 12 marzo 2008 - Il Tesoro taglia le stime di crescita sul Pil italiano. Nel 2008 il prodotto interno lordo si attesterà allo 0,6%, nel 2009 all'1,2% e nel 2010 all'1,5% e nel 2001 all'1,7%. E' quanto prevede la relazione unificata sull'economia e la finanza pubblica (ex Trimestrale di cassa) trasmessa al Parlamento.

 

Per quest'anno le ultime previsioni erano di un Pil all'1,5%. Riviste a rialzo per le stime sul deficit/Pil per il 2008. La relazione previsionale e programmatica sull'economia e la finanza pubblica (ex Trimestrale di cassa) prevede per quest'anno un disavanzo al 2,4% del Pil, rispetto al 2,2% delle ultime stime. Nel 2009 l'indebitamento scende all'2,1%, nel 2010 all'1,7%, e nel 2011 all'1,4%.

 

Le stime contenute nella Relazione unificata sull'economia e la finanza pubblica "sono improntate a notevole prudenza. Questo fa ritenere che le sorprese in corso d'anno possano essere prevalentamente positive e che i risultati possano essere migliori del previsto". Lo afferma il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa.

 

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