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VERSO LE ELEZIONI

Libano, Iraq, Afghanistan: è scontro
D'Alema: "Danneggiano l'Italia"

 Ad accendere la miccia sono state le dichiarazioni dell'ex ministro della Difesa Martino: "Via dal Libano, più forze in Afghanistan e iraq". Il Cavaliere: "Istruttori militari in Iraq". Fini: "Sbagliato andarsene dal Libano" Commenta

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parisi passa in rassegna le truppe Roma, 14 marzo 2008 - Lo scontro tra Pd e Pdl sulla politica estera entra prepotentemente in scena nella campagna elettorale. Ad accendere la miccia sono state le dichiarazioni dell'ex ministro della Difesa Martino: "Occorre ridurre o cancellare la nostra presenza in Libano e aumentare il numero dei nostri uomini in Afghanistan nonchè inviare istruttori militari in Iraq e Kosovo".

Berlusconi conferma le parole di Martino eccetto la posizione sul Libano: "In Iraq non invieremo più truppe ma istruttori militari. Per quanto riguarda l'Afghanistan è l'Onu che chiede di aumentare il contingente militare. In Libano cambieremo le regole di ingaggio". Fini sul Libano corregge Martino: "Andarsene sarebbe sbagliato".

 

Immediata la reazione del ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, che accusa il Pdl di danneggiare l'immagine internazionale dell'Italia con "affermazioni sconcertanti" sulla politica estera. D'Alema cita in particolare le "reazioni del tutto sconnesse e strumentali" al suo auspicio che Israele dialoghi con Hamas (Berlusconi ha detto ieri: "È un lavoro contro gli ebrei. D'Alema parla a favore di una organizzazione terroristica") e le affermazioni di Martino sulla necessità di ritirare le truppe italiane dal Libano, riportarle in Iraq e di rafforzare il contingente in Afghanistan: "È ridicolo che Martino voglia tornare in guerra quando persino gli americani si vogliono ritirare".

 

Duro anche il commento di Romano Prodi per il quale le parole di Martino "sono gravissime" e costituiscono "affermazioni incomprensibili e drammatiche come messaggio politico" dal momento che, sottolinea, quella in Libano è "una missione di pace che tutti riconoscono indispensabile". Il premier fa sapere che il Libano ha convocato l'ambasciatore italiano: "Oggi c'è già una reazione da parte delle autorità libanesi. Il presidente del Parlamento ha convocato il nostro ambasciatore per avere spiegazioni" spiega Prodi.

 

Enrico Micheli, sottosegretario alla Presidenza con delega ai servizi segreti, giudica "una assoluta irresponsabilità" riversare temi delicatissimi di politica estera e di sicurezza internazionale "nel tritacarne della campagna elettorale". Il sottosegretario agli Esteri, Vittorio Craxi, pensa che "qualche governo straniero" stia facendo pressione "sulla destra italiana al fine di rimuovere il contingente italiano in Libano".

 

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