ROMA, 17 marzo 2008 - DA MEZZO secolo accompagna i giochi di milioni di bambini, gonfio di premi e attestati — dal ‘divertimento numero 1’ al ‘miglior oggetto di plastica’ — e praticamente inimitabile. Fino a ieri. Perché, almeno in Italia, il protezionismo che ha di fatto circondato il celebre mattoncino è finito. Nell’interesse dei consumatori e del libero mercato, la Cassazione ha infatti deciso di togliere allo società danese Lego il monopolio nella produzione e nella vendita dei mattoncini modulari per giochi componibili, inventati nel 1958 dall’ex falegname Ole Kirk Christiansen e così chiamati dall’unione di due parole, leg godf, gioca bene.
IN PRATICA, d’ora in poi nel nostro Paese possono essere venduti anche mattoncini fabbricati da altri produttori, compatibili per essere montati sulle creazioni Lego. In particolare, per effetto della sentenza 5437 della prima sezione civile della Suprema corte, che ha escluso la concorrenza sleale, è arrivato il disco verde alla società canadese Mega Block per vendere, nel mercato italiano, blocchetti che si incastrano perfettamente con quelli realizzati dalla holding danese.
Con questa decisione, Piazza Cavour ha totalmente ribaltato il verdetto con il quale la corte di appello di Milano, nel 2003, aveva vietato alla Mega Block di continuare la produzione, giudicandola una «scorrettezza commerciale». Secondo i giudici milanesi — che avevano accolto la domanda inibitoria avanzata dagli scandinavi preoccupati per la contrazione degli affari — «ciascun imprenditore ha un onere di differenziazione del prodotto modulare e deve realizzare autonomamente la propria serie con proprie caratteristiche senza necessità di agganciarsi a quella di un altro».
QUESTA TESI non è affatto piaciuta agli ‘ermellini’. «Non si vede perché — hanno detto — dovrebbe considerarsi sleale la contesa della clientela mediante offerta di vantaggi aggiuntivi per il consumatore», come quello di poter fare un «uso congiunto» di mattoncini di diversa produzione ma identico incastro. «La concorrenza — aggiungono i supremi giudici — viene favorita anche per offrire vantaggi al consumatore». Insomma, è il mercato, bellezza!
E IL GRUPPO DANESE ne conosce benissimo le regole. Oggi il marchio si è adattato all’evoluzione tecnologica dei giochi e produce motori e ingranaggi, luci e altoparlanti da combinare insieme ai classici pezzetti di plastica. Ma siccome la concorrenza è assillante, per contenere i costi ha ormai spostato quasi interamente la produzione in Messico e nella Repubblica Ceca.
Un gruppo di donne manifesta davanti alla sede del quotidiano ''Il Foglio'', diretto da Giuliano Ferrara, a difesa della legge 194. 'La maternita' non e' una fatalita', ma una scelta responsabile'', è uno degli slogan