Italia News
        

Leggi il giornale         Prova GRATUITA
Scopri le nostre edizioni locali

CONTRO LA BRUTALE REPRESSIONE DEL REGIME DI PECHINO

A Roma manifestazione per il Tibet
Il Dalai Lama: "Riprendere il dialogo"

A Campo de' Fiori tante bandiere in sostegno del Tibet. Dopo il 'silenzio' di domenica all'Angelus, che aveva suscitato roventi polemiche, finalmente oggi Benedetto XVI ha parlato della dolorosa situazione in Tibet: "La violenza non risolve nessun problema"

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Papa Benedetto XVI Roma, 19 marzo 2008 - Una manifestazione no-partisan per il Tibet. Chiamati a Campo dei Fiori dal Riformista e da Radio Radicale, sotto la statua di Giordano Bruno sono arrivati alla spicciolata esponenti di tutti gli schieramenti per chiedere una cosa sola: l'autonomia del Tibet e la fine della repressione cinese. Sulla via che l'Occidente e l'Italia devono percorrere per fare pressioni sulla Cina le ricette però divergono: decisamente a favore del boicottaggio di Olimpiadi e nel caso merci cinesi gli esponenti del Pdl e della Sinistra arcobaleno, più favorevoli a pressioni diplomatiche gli esponenti del Pd, radicali compresi.

 

A Campo dei Fiori ci sono in tanti. I radicali, innanzitutto: Marco Pannella, Emma Bonino, Sergio D'Elia, Marco Cappato, Sergio Stanzani, Rita Bernardini. Poi sfilano i candidati sindaco di Roma: Gianni Alemanno, Francesco Rutelli, Maurizio Chiocchetti. E infine, alternati sul palco e nella piazza esponenti del Pd, a partire dal ministro Barbara Pollastrini e dal coordinatore Goffredo Bettini, parlamentari della Pdl, con in testa Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto, della Sinistra Arcobaleno come Angelo Bonelli e Carlo Leoni, della Rosa bianca Savino Pezzotta. Con loro Luigi Zanda, Roberto Giachetti, Marco Boato, Franco Bassanini, Umberto Ranieri, Alfredo Mantovano Franco Grillini, Loredana De Petris, Valdo Spini. Sotto le bandiere del Tibet, unite a quelle dei radicali, dei socialisti, del Pdl, dell'Ugl e della Lista Ferrara c'è anche una rappresentanza del mondo della comunicazione e dello spettacolo: il direttore di Europa Stefano Menichini, Lucia Annunziata e l'attrice Pamela Villoresi.

 

Sul palco salgono tre tibetani. Il rappresentante dei tibetani in Italia è netto: il boicottaggio delle olimpiadi è l'unico strumento. Più sfumata la posizione del monaco Tenzin. Una diversità di impostazione che sta vivendo tutta la popolazione tibetana e che si riflette sui politici italiani.

 

Contrari al boicottaggio D'Elia ed Emma Bonino. Favorevoli gli esponenti del Pdl. Fabrizio Cicchitto afferma che «o i cinesi danno segnali di distensione o il problema del boicottaggio delle olimpiadi è da sostenere». E Lucio Malan va anche oltre e dopo aver sostenuto che il primo passo è quello diplomatico, ipotizza anche come extrema ratio il boicottaggio dei prodotti cinesi.

 

Una linea che sostengono anche alcuni esponenti della Sinistra arcobaleno. Angelo Bonelli, Verde, sollecita il governo a fare «passi concreti: constatiamo che gli accordi commerciali sono venuti prima dei diritti umani. Il nostro appello è perchè si fermi il bagno di sangue ed è difficile fare le Olimpiadi mentre si ammazza la gente».
Goffredo Bettini distingue e afferma che «va fatto tutto ciò che rende efficace la pressione internazionale sul governo cinese ma non danneggiamo la popolazione. Escludo il boicottaggio, come chiesto dal Dalai Lama, ma lo sport non deve restare fuori da tutto e dunque la Cina deve arrivare a quel passaggio avendo fatto passi avanti concreti».

 

E Barbara Pollastrini cita un esempio concreto di pressione internazionale andata a buon fine: la moratoria sulla pena di morte. «Per i diritti umani non si fa mai abbastanza, bisogna immaginare nuove frontiere di battaglia e di lotta. Con la moratoria sulla pena di morte abbiamo superato muri che sembravano invalicabili ora non indietreggiamo difronte ai diritti umani calpestati».

 

Al di là delle diverse ricette, la piazza e il palco si sono uniti in un solo coro: non dimentichiamo il Tibet. Un appello giunto da D'Elia, appena rientrato da Dharamshala, che ha chiesto di «aiutare il Dalai Lama», da Nicola Zingaretti, per il quale la manifestazione è un messaggio al Tibet: «non siete soli». E la richiesta di non oscurare la battaglia dei monaci buddisti è giunta da Marco Pannella: «Quello che accade è uno schifo, a cominciare dalla Rai Tv. Noi lottiamo anche per lo scandalo Rai, che tra i vari format non ne ha uno sui diritti umani». Ma anche da Goffredo Bettini che ha ricordato anche la tragedia birmana, da Francesco Rutelli, da Maurizio Gasparri e da Marco Boato.

 

BENEDETTO XVI

Appello di Benedetto XVI alla pace in Tibet. "Con la violenza non si risolvono i problemi, ma solo si aggravano", ha detto il Papa al termine dell'udienza generale del mercoledì nell'Aula Paolo VI, davanti a oltre 10mila fedeli.


"Seguo con grande trepidazione - ha affermato il Pontefice - le notizie che in questi giorni giungono dal Tibet. Il mio cuore di Padre sente tristezza e dolore di fronte alla sofferenza di tante persone. Il mistero della passione e morte di Gesù, che riviviamo in questa Settimana Santa - ha proseguito - ci aiuta ad essere particolarmente sensibili alla loro situazione. Con la violenza non si risolvono i problemi, ma solo si aggravano. Vi invito ad unirvi a me nella preghiera. Chiediamo a Dio onnipotente, fonte di luce - ha concluso il Papa - che illumini le menti di tutti e dia a ciascuno il coraggio di scegliere la via del dialogo e della tolleranza".


E' arrivato, dunque, l'atteso appello del Papa alla pace nel Tibet. Dopo il 'silenzio' di domenica all'Angelus, che aveva suscitato alcune polemiche, Benedetto XVI ha parlato oggi della dolorosa situazione in Tibet.

  • 19/03/2008 14:46
    odino
    perchè dormiva. Che continui almeno fa meno danni al popolo di Dio.
  • 20/03/2008 06:06
    Abbate maria Francesca
    prima dei trattati commerciali vanno salvaguardati i diritti umani, il boicottaggio delle olimpiadi e il chiudere le relazioni commerciali con la Cina e' vera umanita' e solidarieta' verso chi viene violentato, e' necessaria una unione di tutte le nazioni per fermare la Cina. Altrimenti siamo complici tutti quanti di questa violenza e degli omicidi commessi ai nostri fratelli Tibetani....
  • Sono presenti 2 commenti
 

Cerca  su Quotidiano.net nel Web

LA FOTO DEL GIORNO

La sfilata delle Pussycat Dolls

Sexy fashion

Dalla musica alla passerella: un momento della sfilata della linea di lingerie Pussycat Dolls, alla settimana della moda di Los Angeles

GUARDA LE IMMAGINI