Roma, 23 marzo 2008 - Il Papa torna a fare un appello di pace per il Tibet e chiede "soluzioni che salvaguardino il bene e la pace" anche per il Medio Oriente, l'Iraq (dove di recente è morto tra le mani dei rapitori il vescovo caldeo di Mosul) e l'Africa, in occasione del tradizionale messaggio di Pasqua "alla città e al mondo" (Urbi et orbi).
"Lasciamoci illuminare dalla luce sfolgorante di questo giorno solenne", ha detto Benedetto XVI rivolgendosi alle decine di migliaia di pellegrini e fedeli raccolti sotto la pioggia battente in piazza San Pietro.
"Apriamoci con sincera fiducia a Cristo risorto, perché la forza rinnovatrice del mistero pasquale si manifesti in ciascuno di noi, nelle nostre famiglie, nelle nostre città e nelle nostre nazioni. Si manifesti in ogni parte del mondo", ha proseguito il Papa affacciato, come nelle occasioni più solenni, dal loggione centrale della basilica vaticana. "Come non pensare in questo momento, in particolare, ad alcune regioni africane, quali il Darfur e la Somalia, al martoriato Medioriente, e specialmente alla Terrasanta, all'Iraq, al Libano, e infine al Tibet, regioni per le quali incoraggio la ricerca di soluzioni che salvaguardino il bene e la pace!".
Sulla cristi tibetana Benedetto XVI, dopo un'iniziale prudenza, aveva già fatto appello affinché Dio "illumini le menti di tutti e dia a ciascuno il coraggio di scegliere la via del dialogo e della tolleranza". "La tolleranza non può esistere per i criminali essi devono essere puniti secondo la legge", aveva risposto a stretto giro di posta il portavoce del ministero degli Esteri cinese Qin Gang. Tra la Santa Sede e Pechino, peraltro, sono in corso contatti diplomatici - interrotti dal 1950 - e di recente una delegazione cinese è stata ricevuta dalla segreteria di Stato vaticana.
Vi sono "luoghi insanguinati dai conflitti" e dove "la dignità della persona umana continua ad essere vilipesa e conculcata" in cui è necessario portare la speranza cristiana: lo sottolinea il Papa nel messaggio pasquale Urbi et orbi.
"Quante volte le relazioni tra persona e persona, tra gruppo e gruppo, tra popolo e popolo, invece che dall'amore, sono segnate dall'egoismo, dall'ingiustizia, dall'odio, dalla violenza!", ha detto Benedetto XVI dal sagrato della basilica vaticana.
"Sono le piaghe dell'umanità, aperte e doloranti in ogni angolo del pianeta, anche se spesso ignorate e talvolta volutamente nascoste; piaghe che straziano anime e corpi di innumerevoli nostri fratelli e sorelle. Esse attendono di essere lenite e guarite dalle piaghe gloriose del Signore risorto e dalla solidarietà di quanti, sulle sue orme e in suo nome, pongono gesti d'amore, si impegnano fattivamente per la giustizia e spargono intorno a sé segni luminosi di speranza nei luoghi insanguinati dai conflitti e dovunque la dignità della persona umana continua ad essere vilipesa e conculcata. L'auspicio è che proprio là si moltiplichino le testimonianze di mitezza e di perdono!"
MIIGLIAIA SOTTO LA PIOGGIA
Sotto una pioggia battente, il Papa ha celebrato la messa di Pasqua, con il rito del 'Resurrexit', sul sagrato della Basilica Vaticana davanti a migliaia di fedeli e pellegrini accorsi al colonnato berniniano per seguire la cerimonia. Benedetto XVI non è salito, come è tradizione, al loggione centrale della basilica, per pronunciare il messaggio pasquale Urbi et orbi. Leggerà il testo e gli auguri in lingua dal sagrato.
Le migliaia di fedeli e pellegrini hanno fatto la comunione sotto una pioggia battente. Una distesa colorata di ombrelli riempie il colonnato berniniano e un centinaio di sacerdoti con gli ombrelli neri si sono disposti in vari punti della piazza per distribuire l'eucaristia. Diversi maxi schermi posti sui fianchi della basilica vaticana hanno permesso ai fedeli di seguire la messa in una piazza ornata di tulipani che quest'anno sono stati offerti dall'Olanda. Il Papa indossa, per l'occasione, il piviale di Benedetto XV, il Pontefice della prima guerra mondiale da cui ha preso ispirazione al momento di scegliere il nome.
Nel pomeriggio, verso le 16.30, il Papa si trasferirà nella residenza di Castel Gandolfo.
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