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PROTESTE IN TIBET

Governo in esilio: 'Sono 130 le vittime'
Attivisti irrompono durante
la cerimonia della fiamma Olimpica

Lo afferma il governo tibetano in esilio, che ha sede a Dharamsala, nel nord dell'India. Secondo le autorità cinesi sono invece 19 le persone morte e 623 quelle ferite nel corso dei disordini scoppiati a Lhasa, la capitale

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manifestazione pro tibet Dharamsala (India), 24 marzo 2008  - Circa 130 persone sono rimaste uccise in seguito alla repressione cinese delle manifestazioni in Tibet: lo afferma il governo tibetano in esilio, che ha sede a Dharamsala, nel nord dell'India. L'ultimo bilancio fornito dagli esiliati tibetani era di un centinaio di morti.


Secondo le autorità cinesi sono invece 19 le persone morte e 623 quelle ferite nel corso dei disordini scoppiati a Lhasa, la capitale del Tibet. 

 

"Questa cifra proviene dalle nostre fonti in Tibet. La cifra verificabile è di circa 130 (morti) in tutto il Tibet", ha dichiarato all'Afp il primo ministro del governo tibetano in esilio, Samdhong Rinpoche, a Dharamsala, dove vive il Dalai Lama, capo spirituale dei tibetani. Il bilancio è superiore ai 99 morti annunciati la settimana scorsa dalle fonti degli esiliati.










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