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IL PUNTO DEL DIRETTORE

Per un Tibet libero: se Napolitano ricevesse il Dalai Lama al Quirinale

 

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Xavier Jacobelli Se andate sul sito del governo tibetano in esilio (www.tibet.com) e cliccate sulla sezione riservata a Sua Santità il Dalai Lama, trovate il puntiglioso elenco delle personalità mondiali che hanno incontrato il simbolo della lotta del Tibet per la libertà. Naturalmente, non vi figurano né un Capo dello Stato italiano né il presidente del Consiglio in carica né Berlusconi che l'ha preceduto. Stamane, su Repubblica,ha scritto Timothy Garton Ash, uno dei maggiori politologi inglesi, professore di studi europei all'Università di Oxford: "Chiunque abbia vissuto l'esperienza di un regime epressivo, sia esso il Sudafrica sotto l'apartheid, la Cecoslovacchia sotto il comunismo di stampo sovietico o la Birmania sotto l'odierno regime dei generali, sa quanto siano importanti per il popolo oppresso gli atti di riconoscimento simbolico, nei confronti di un Nelson Mandela piuttosto che di un Vaclav Havel o di una Aung San Suu Kyi. Le autorità cinesi sanno che questi incontri hanno un peso altrimenti non spenderebbero tante energie nel tentativo di impedirli".

 

Il 2 aprile, a Bucarest, si incontrano i Capi di stato e di governo dell'Unione Europea, della quale la Francia di Sarkozy assumerà la guida il 1° luglio. Guarda caso, proprio oggi il signore dell'Eliseo ha fatt sapere a Pechino che il boicottaggio delle Olimpiadi è una possibilità. In attesa del prossimo inquilino di Palazzo Chigi e, soprattutto, in attesa di sapere se, al pari dei predecessori se la farà sotto pensando a Pechino, il presidente della Repubblica Italiana potrebbe invitare il Dalai Lama al Quirinale, ricevendolo con tutti gli onori. Per informare il regime comunista cinese che può organizzare i suoi Giochi sporchi di sangue, di una repressione bestiale e disumana; può censurare internet, la radio, la tv e la foto con le manette al posto dei cinque cerchi che ha sventolato ad Olimpia.

 

Può calpestare i diritti umani. Ma non può più contare sul silenzio indecente della classe politica italiana che tre mesi fa, quando il Dalai Lama arrivò nel nostro Paese, si squagliò senza vergogna, ad eccezione del sottosegretario Vernetti, unico rappresentante del governo a ricevere l'ospite. La fiaccola olimpica ha cominciato il suo viaggio verso la Cina e l'ha cominciato male visto che la Grecia intende processare i coraggiosi reporter senza frontiere che hanno rovinato ai cinesi la recita di Olimpia. E' il momento di manifestare in ogni modo al Tibet tutta la solidarietà e tutto il sostegno che il Tibet merita. Il Presidente Napolitano può compiere un gesto di eccezionale rilevanza. Speriamo lo faccia e lo faccia presto.

di Xavier Jacobelli

  • 25/03/2008 19:27
    eleonora frescobaldi
    ..fermate quella fiaccola! Non si possono fare delle olimpiadi di sangue..è una vergogna!
  • 25/03/2008 21:38
    antonio
    napolitano nn ha ricevuto sua santita il dai lama quando avrebbe potuto e dovuto per poi liberarsi la coscienza con una squallida sortita solo di facciata pro tibet che per lui basta e avanza per cui da komunista qual era ed è nn inviterà mai sua santita e poco importa degli sviluppi futuri xkè cmq lui la sua sparata ufficialmente l'ha fatta e questo è cio che conta per un vero komunista pidiessini poi diessino ora p-democratico e domani democristiano
  • 25/03/2008 22:13
    POLLY
    sono d'accordo bisogna manifestare durante il tragitto del fuoco olimpico rallentandone il percorso in modo che tutti sappiano chi sono i "criminali"
  • 26/03/2008 06:47
    adriana
    Come si può pretendere da un presidente comunista, da un presidente del consiglio che è andto in Cina e ha elogiato quel paese, inneggiando alle importazioni, di poter boicottare le Olimpiadi, già allora non avevano ricevuto il Dalai Lama, e per Milano? Tutto a posto dopo i rimbrotti di Pechino, VERGOGNA
  • 26/03/2008 12:39
    Fiorella
    Come possiamo anche solo sperare che Napolitano possa ricevere il Dalai Lama, quando lo stesso ha appoggiato, a suo tempo, l'invasione di un paese da parte di un regime comunista identico alla Cina! Viviamo come polli cieci. Purtroppo. Fiorella
  • 26/03/2008 12:46
    BICIO
    Verso la Cina io vendo un bel po' di prodotti. Il Tibet non esiste commercialmente. Cina = commercio = sopravvivenza = Napolitano muto.
  • 26/03/2008 12:55
    ULISSE
    Ma il presidente Napolitano, a proposito del Tibet, è completamente " assente " Perchè ? Non ve lo siete mai chiesto, da quando la Cina ha vergognosamente cominciato ad usare metodi, che ricordano tanto l'unione sovietica. E quindi è semplice arrivare alla conclusione del silenzio del Colle ! Ulisse
  • 26/03/2008 13:00
    Augusto
    Secondo me i cinesi fanno bene! Io farei altrettanto con i testimoni di genoa la domenica mattina :@
  • 26/03/2008 13:19
    Lucia Rossi
    Si apra un forum, come ha la BBC (HYS) in cui si raccolgano i pareri degli italiani in merito. Si inizi un movimento di opinione serio (che non usi il popolo Tibetano per scopi elettorali) e intanto, inidvidualmente cominciamo a sbarazzarci di tutta la roba "made in China" che abbiamo inavvertitamente o in modo calcolato acquistato. E lo si faccia sapere. Quando un forte movimento sarà reale allora potremo appellarci ai nostri rappresentanti politici e smetterla di criticare senza agire in prima persona.
  • 26/03/2008 13:24
    Osvaldo
    Non credo ai miei occhi a quello che leggo. Da una parte abbiamo la provincia cinese del Tibet sottomessa dai monaci chiusa ad ogni novità e dall'altra il Tibet avviato al mondo moderno guidato dalla Cina. Che il popolo cinese in Tibet scelga tra le due opportunità. Basta con le offese al capo dello stato. Che centra l'Italia con problemi interne di una nazione?
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