Il leader religioso ha rinnovato il suo appello al dialogo al regime comunista cinese. Commenta
Ultime notizie dal Tibet. Il Dalai Lama, oggi in visita a Tokio, ha rinnovato il suo appello al dialogo al regime comunista cinese che in queste settimane ha massacrato i tibetani. A una a una, il Premio Nobel ha smontato le balle colossali del governo cinese: non ho mai chiesto il boicottaggio delle Olimpiadi alle quali, invece, auguro un grande successo; non ho mai chiesto l'indipendenza del Tibet; sono un monaco e non sono un politico; reclamo da sempre il rispetto del mio popolo, dei suoi diritti civili, della sua autonomia, della sua cultura, delle sue tradizioni.
Naturalmente, le dichiarazioni del Dalai Lama non arriveranno mai alle orecchie dei cinesi perchè saranno censurate da radio, tv e giornali di regime che continuano a dipingerlo quale un nemico del popolo. Intanto, come sempre, l'Occidente si spacca: ci sono i leader che non se la fanno sotto e i codardi che o spariscono o belano.
Ci sono gli statisti che non temono di inimicarsi Pechino anche se i rispettivi Paesi fanno affari con la Cina e annunciano che boicotteranno la cerimonia d'apertura dei Giochi. E c'è il capo della prima superpotenza mondiale che, invece, l'8 agosto 2008 alle ore 8, siederà nella tribuna d'onore dello stadio Olimpico di Pechino come se in Tibet non fosse successo nulla, come se gli eccidi dei manifestanti non ci fossero mai stati, come se Lhasa non fosse una città martire. Nicholas Sarkozy, che all'epoca sarà anche il Capo dello Stato del Paese guida dell'Unione Europea e Angela Merkel, l'8 agosto non ci saranno. George Bush, lo stesso che cinque anni fa annunciò al mondo che in Iraq la guerra era finita, invece sì. E i politici italiani? E Il Capo dello Stato? E il presidente del Consiglio uscente? E i candidati premier? Avete notizia di una loro visita al Dalai Lama? O di un loro invito allo stesso perchè venga in Italia a ricevere la nostra solidarietà? La risposta è assolutamente no. Una delle campagne elettorali più noiose, stantie e deprimenti degli ultimi decenni evita accuratamente di occuparsi del Tibet come della politica estera del nostro Paese in generale. Aveva ragione Manzoni: il coraggio, se uno non ce l'ha non se lo può dare. E di questi tempi, in Italia girano troppi conigli.
di Xavier Jacobelli
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