Roma, 31 marzo 2008 - Una nonna che da più di 30 anni va allo stadio a seguire la sua squadra era ieri sul pullman dei tifosi juventini che è stato aggredito dai tifosi del Parma ed a Studio Aperto delle ore 12.25 ha raccontato gli attimi di paura vissuti: "Mi sono spaventata molto, sono ancora terrorizzata, aver visto quei ragazzi che correvano contro la corriera e meno male che a noi ci hanno lasciato stare eravamo già in partenza, non potevano mettersi davanti, ho visto che correvano...ho visto -ha aggiunto- un ragazzo con la bottiglia, era caduto nel correre o era inciampato, l'ha presa su e correva ancora dopo".
ULIVIERI
"Fatalità? Fino a che non sappiamo la dinamica dell'episodio, credo che si debba tutti aspettare per fare una valutazione. Di certo c'è che quando noi andiamo fuori, quando ci sono le trasferte, si deve cambiare mentalità. Parlerei sul modo di essere tifoso ma prima di tutto di essere uomo, di come ci rapportiamo agli altri".
Lo ha detto Renzo Ulivieri, presidente dell'Assoallenatori, intervenuto ai microfoni di "Non Solo Sport", trasmissione sportiva di Radio Vaticana, in merito alla morte del tifoso del Parma, deceduto ieri pomeriggio in un'area di servizio tra Asti e Alessandria. "Come viviamo il calcio? C'è stato un momento nel quale non si voleva inserire questi problemi in un contesto generale. Ora si deve vedere la missione dell'uomo, la missione di ognuno di noi, si deve ripensare al modo di essere uomini, atrimenti andiamo fuori nella dinamica della vita - spiega ancora Ulivieri - il calcio da passione a business? Abbiamo fatto passare troppe cose. La televisione in tante occasioni ha cambiato il rapporto tra passione e calcio, è venuta meno la funzione educativa ma tutti l'hanno persa: la tv, l'ha persa la scuola, l'hanno persa i genitori quando accompagnano i loro bimbi alle partite di calcio. Vengono negati i diritti fondamentali ai bimbi, viene negato il diritto di divertirsi".
"Sulla violenza qualcosa sta cambiando, non vorrei dover pensare tristemente di eliminare le trasferte. L'uomo deve ritrovare il gusto di stare insieme - ha aggiunto Ulivieri - la voglia di camminare insieme e tenersi per mano. Se non riavremo questi valori non possiamo parlare di sport e di come stare negli stadi, bisogna riscoprirci. La società malata? Sembra di sì, da tante parti sta diventanto un dramma, lo stiamo facendo passare per un dramma, la sconfitta la facciamo pesare e i ragazzi crescono in modo sbagliato".
STRISCIONI
In ricordo di Matteo Bagnaresi, sono spuntati striscioni, scritte, messaggi; in particolare vicino a due luoghi che 'Bagna' aveva frequentato nella sua vita: lo stadio Tardini e l'ex centro sociale 'Mariano Lupo'.
''Il tuo sorriso non si spegnerà'' e' il testo di uno striscione affisso dal gruppo anarchico di Parma, ''Ciao Teo sarai sempre con noi'' campeggia invece piu' volte lungo o muri a pochi passi dall'impianto sportivo del Parma.
MANGANELLI
"Nei vari campionati, a tutti i livelli, quest'anno si sono giocate oltre 1.800 partite, e rispetto allo stesso periodo nella stagione precedente all'omicidio Raciti gli incidenti sono diminuiti del 40%, e il numero dei feriti del 60%. Credo di poter dire che, grazie agli accorgimenti adottati e al lavoro del quale ci sentiamo di rivendicare una parte di merito, la situazione è nettamente migliorata". Lo dichiara Antonio Manganelli, capo della Polizia, in un'intervista al 'Corriere della Sera'.
"È vero - prosegue Manganelli - il cammino è ancora lungo, anche perchè è la cultura stessa del tifoso che deve cambiare. Purtroppo possiamo immaginare che in futuro si verificheranno nuovi incidenti, anche se ovviamente ci auguriamo il contrario e faremo di tutto per evitarli. Ma di strada ne abbiamo percorsa, e potremmo andare ancora avanti se dal prossimo campionato riuscissimo a introdurre almeno parzialmente la 'carta del tifosò. Una sorta di carta-bancomat con la quale il sostenitore si qualifica con nome, cognome e squadra per la quale fa il tifo, acquista i biglietti e accetta di farsi riconoscere. In questo modo si crea un meccanismo di 'fidelizzazionè e affidabilità grazie alla quale il tifoso potrà assistere, ad esempio, alle partite in trasferta che l'Osservatorio dovesse vietare ai tifosi ospiti. Succede già in altri Paesi d'Europa".
"La partita Juventus-Parma non s'è giocata in segno di lutto - continua il capo della Polizia - non per motivi di ordine pubblico nè per il timore di incidenti. L'indagine - conclude Manganelli - è in corso e stabilirà quello che è accaduto verificando ogni particolare. Secondo quanto mi è stato riferito dovrebbe comunque trattarsi di una situazione diversa rispetto a quella in cui fu ucciso il giovane Sandri. Dalle prime informazioni sembra che sia avvenuto un tragico incidente, e mi auguro sia andata realmente così".
"Le situazioni a rischio restano - sottolinea Manganelli - i campanelli d'allarme ci sono e un primo banco di prova arriverà già martedì sera con l'incontro Roma-Manchester United",
Pamela Anderson col figlio Brandon Thomas Lee prima della partita di basket Nba tra Charlotte Bobcats e Lakers al Staples Center di Los Angeles. Ma l'ex bagnina protegge il piccolo dai fotografi o dalla vista delle majorette?