Como, 31 marzo 2008 - La difesa dei coniugi Romano, Olindo e Rosa Bazzi, ha annunciato il trasferimento del processo che vede i due coniugi imputati per la strage di Erba. L'avvocato Enzo Pacia, all'inizio dell'udienza, ha annunciato che presenterà un'istanza di remissione del giudizio per il comportamento dei mass media locali che non garantiscono un processo equo.
Pacia ha parlato di «troppi angoli bui» e ha annunciato quindi il trasferimento del processo. Il legale ha infine ringraziato la stampa nazionale per lo spazio garantito a difesa e accusa.
Il processo comunque andrà avanti in attesa della decisione della Corte di Cassazione chiamata a decidere sull'istanza di remissione presentata dalla difesa dei coniugi Romano imputati per il quadruplice omicidio dell'11 dicembre 2006. Il presidente della Corte d'Assise di Como Alessandro Bianchi ha deciso che dopo 15 udienze per "l'economia processuale e per garantire la ragionevole durata del processo è opportuno proseguire fino alla fine dell'istruttoria dibattimentale".
La remissione di giudizio può essere chiesta dalla difesa nel caso in cui esistano "gravi situazioni locali (secondo Enzo Pacia una campagna denigratoria della televisione locale) tali da turbare lo svolgimento del processo". La Corte di Cassazione sarà chiamata a decidere sul trasferimento del processo ad altre sedi. La rimissione di giudizio obbliga comunque il giudice a sospendere il processo prima dello svolgimento delle conclusioni e quindi impedisce di pronunciare la sentenza prima della decisione della Cassazione.
La difesa dei coniugi Romano ha rinnovato due istanze: l'esperimento fonico all'interno dell'abitazione della famiglia Castagna per consentire di provare che nell'abitazione ci fosse qualcuno ad attendere le vittime e affidare ai Ris di Roma il riascolto del colloquio tra il pm e l'unico sopravvissuto alla strage del 15 dicembre 2006 quando il super testimone avrebbe fatto il nome dei suoi aggressori.
Un gruppo di donne manifesta davanti alla sede del quotidiano ''Il Foglio'', diretto da Giuliano Ferrara, a difesa della legge 194. 'La maternita' non e' una fatalita', ma una scelta responsabile'', è uno degli slogan