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IL COMMENTO

Il migliore esempio per ripartire

 
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Giovanni Morandi CHI TROVA un amico trova un tesoro. Chi trova un tesoro trova tanti amici. Da ieri la signora Letizia Moratti ha tantissimi amici. Ma dire che il merito della vittoria di Milano per l’Expo sia solo suo è un falso. A lei va riconosciuta la caparbia determinazione di non essersi mai arresa e di essersi sempre preoccupata che quel progetto, quell’ideuzza diventata ideona, diventata sogno, e passata da un’altalena di speranze e di scetticismi, venisse condivisa da un consesso il più ampio possibile.

 

 

E questo è il primo risultato che Milano porta a casa di fronte ad un Paese che è diviso e lacerato dagli scontri e non solo da quelli inevitabili della campagna elettorale. La vittoria dell’Expo ridà fiducia e indica un metodo, che può arrestare la caduta libera in cui sta precipitando l’Italia, condannata nella convinzione dei più ad un inarrestabile declino. Il metodo è quello che divisi si perde, uniti si può vincere. Anche sfide difficili come quella con la turca Smirne, certo non paragonabile a Milano ma con molti santi in paradiso, a cominciare dagli Stati Uniti a cui piaceva una sua vittoria per motivi geopolitici, di sostegno a un paese islamico moderato, che sarebbe stato il primo paese musulmano a ospitare un’Esposizione universale.

UN’OCCASIONE persa per loro ma non per le loro idee, visto che la Moratti ha subito offerto ospitalità ai progetti che erano stati pensati da e per Smirne e che potranno invece trovare realizzazione all’ombra della Madonnina. Un’occasione anche questa per sottolineare la massima apertura di Milano, non tanto verso gli sconfitti quanto quel mondo afro-asiatico da cui proviene l’umanità che noi chiamiamo gelidamente manodopera extracomunitaria. E’ un modo di interpretare le relazioni politiche e non solo, secondo il rito ambrosiano, e a questo punto la scommessa sarà vedere se il metodo riuscirà ad affermarsi anche nel Paese. Ci sono già gli oppositori pronti a gridare all’inciucio, al governissimo, a definizioni più o meno spregiative di un nuovo modo di relazionarsi tra gli schieramenti politici.

 

Il fatto è che la vittoria dell’Expo viene caricata di significati, al di là della sua natura, e questo non accade a caso: l’Italia sta attraversando giorni bui, è sfiduciata e aveva bisogno di una vittoria come questa. Aveva bisogno di trovare una rivincita, un nuovo punto di partenza. E’ da Milano che ripartono le speranze, perciò questa non è una vittoria del Nord ma dell’Italia.

di Giovanni Morandi

  • 01/04/2008 11:58
    Luca
    Presumo che venti miliardi di investimenti, per dotare la SOLA Milano delle infrastrutture necessarie ad ospitare una manifestazione del genere; corrispondano al medesimo sforzo economico che l'Italia avrebbe dovuto affrontare per rifare il look e gli stadi di 5, 6 O PIU' città, nel caso in cui i prossimi europei si fossero giocatia casa nostra. A prescindere i parametri di giudizio (platini che vuole allargare le frontiere del pallone e i tifosi di casa nostra che non aiutano a migliorare l'immagine del Paese); anche un anno fa si diceva che le casse sono a secco... Considerato che la situazione s'è oltremodo aggravata...c'è da stare tanto allegri?
  • 01/04/2008 12:41
    Silvius
    Indubbiamente l'Italia,dovendosi confrontare con la Turchia, presentava ovviamente maggiori chances! Si sarebbe caduti nel paradosso se fosse avvenuto altrimenti! Prima di gridare evviva, evviva aspetterei i risultati finali: che venga completato tutto nei tempi previsti, magari con un certo anticipo per mettere tutto a puntino e non arrivare sulla linea d'arrivo col...fiatone. E sperando, infine, che i costi restino nell'ambito dei preventivi senza...sforare. A quel punto ognuno potrà gridare evviva, evviva! Buon lavoro a TUTTI!
  • 01/04/2008 14:33
    Silvio
    Quando esprime il suo pensiero, Prodi mi ricorda molto Fellini che, un giorno, confessò : ''Le cose più sincere che ho detto sono quelle che ho inventato''. La verità sulla candidatura delle città italiane all'Expo 2015 è un'altra. Eccola, senza tema di smentite : 1- il governo Prodi promise l'Expo prima a Milano, poi a Torino, Genova, Napoli (ipotesi lanciata dal ministro Nicholais). Ah! Dimenticavo ! Per qualche tempo, furono messe in corsa anche Treviso, Palermo, Venezia e Trieste . 2- mentre la Turchia ( per promuovere Smirne) mise in campo le massime figure istituzionali, D'Alema delegò quasi tutto al solo Bobo Craxi che, come si sa peso massimo non è; 3- premesso che l'Expo implica un flusso previsto di 26 milioni di visitatori, vi sembra credibile un governo che da un lato appoggia Milano mentre dall'altro la danneggia, destabilizzando Malpensa che è il suo scalo internazionale ?
  • 01/04/2008 19:09
    inqbo
    ieri la moratti ha detto di sentirsi orgogliosa di essere italiana. stavo guidando e tra me e me mi sono detto : aspetta a dirlo 'dopo', non adesso. chi si ricorda più gli scandali post italia 90, e chi era a capo della faccenda? se non ricordo male uno che poi ha fatto carriera, e che carriera...ma dopo 18 anni cosa è rimasto dello stadio delle alpi, e degli altri obbrobri, se non il deficit? vedremo alla fine, perciò: a consuntivo.
  • 01/04/2008 19:23
    giovanni T.
    Il merito non è ne di Silvio e tantomeno dell'antpatica sig.Moratti(anche lei ha ancora qualcosa con la giustizia se ben ricordo),ma degli Italiani e dell'Italia. Basta prendersi dei meriti falsi,perchè chi si loda si imbroda.Burlasconi basta prenderti meriti che non hai,perchè fra l'altro non ne hai nessuno.Ricordiamoci di certe cose rimandate per via delle elezioni!!!!!!
  • 02/04/2008 10:35
    Pippo
    E' sicuramente un'ottima cosa che Milano abbia ottenuto l'Expo, ma credo che la vittoria sia l'altra faccia di una medaglia che potrebbe non piacere. Partiamo da un presupposto: a livello globale, Roma e quindi tantomeno Milano non sono comparabili alle grandi megalopoli mondiali, come Londra, New York, Dubai, Singapore, Hong Kong, Sydney, etc. Inoltre sono stati persi i grandi eventi mondiali normalmente destinati alle città di primo livello come quelle succitate (ad esempio le olimpiadi, perse a Roma), mentre abbiamo vinto con Milano quelle di fatto relegate alle città secondarie (olimpiadi invernali, expo, etc). Basta scorrere l'elenco delle ultime città ospitanti degli ultimi expo per capire: Aichi, Hannover, Taejon, Siviglia, etc. Insomma, da una parte la vittoria dell'expo è la ''certificazione''di Milano come città di secondo livello, mentre le mancate vittorie di Roma riflettono al contrario il declassamento di Roma.
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