CHI TROVA un amico trova un tesoro. Chi trova un tesoro trova tanti amici. Da ieri la signora Letizia Moratti ha tantissimi amici. Ma dire che il merito della vittoria di Milano per l’Expo sia solo suo è un falso. A lei va riconosciuta la caparbia determinazione di non essersi mai arresa e di essersi sempre preoccupata che quel progetto, quell’ideuzza diventata ideona, diventata sogno, e passata da un’altalena di speranze e di scetticismi, venisse condivisa da un consesso il più ampio possibile.
E questo è il primo risultato che Milano porta a casa di fronte ad un Paese che è diviso e lacerato dagli scontri e non solo da quelli inevitabili della campagna elettorale. La vittoria dell’Expo ridà fiducia e indica un metodo, che può arrestare la caduta libera in cui sta precipitando l’Italia, condannata nella convinzione dei più ad un inarrestabile declino. Il metodo è quello che divisi si perde, uniti si può vincere. Anche sfide difficili come quella con la turca Smirne, certo non paragonabile a Milano ma con molti santi in paradiso, a cominciare dagli Stati Uniti a cui piaceva una sua vittoria per motivi geopolitici, di sostegno a un paese islamico moderato, che sarebbe stato il primo paese musulmano a ospitare un’Esposizione universale.
UN’OCCASIONE persa per loro ma non per le loro idee, visto che la Moratti ha subito offerto ospitalità ai progetti che erano stati pensati da e per Smirne e che potranno invece trovare realizzazione all’ombra della Madonnina. Un’occasione anche questa per sottolineare la massima apertura di Milano, non tanto verso gli sconfitti quanto quel mondo afro-asiatico da cui proviene l’umanità che noi chiamiamo gelidamente manodopera extracomunitaria. E’ un modo di interpretare le relazioni politiche e non solo, secondo il rito ambrosiano, e a questo punto la scommessa sarà vedere se il metodo riuscirà ad affermarsi anche nel Paese. Ci sono già gli oppositori pronti a gridare all’inciucio, al governissimo, a definizioni più o meno spregiative di un nuovo modo di relazionarsi tra gli schieramenti politici.
Il fatto è che la vittoria dell’Expo viene caricata di significati, al di là della sua natura, e questo non accade a caso: l’Italia sta attraversando giorni bui, è sfiduciata e aveva bisogno di una vittoria come questa. Aveva bisogno di trovare una rivincita, un nuovo punto di partenza. E’ da Milano che ripartono le speranze, perciò questa non è una vittoria del Nord ma dell’Italia.
di Giovanni Morandi
Pamela Anderson col figlio Brandon Thomas Lee prima della partita di basket Nba tra Charlotte Bobcats e Lakers al Staples Center di Los Angeles. Ma l'ex bagnina protegge il piccolo dai fotografi o dalla vista delle majorette?