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SCANDALO IN FORMULA UNO

Mosley chiede scusa alla Fia:
"Nessun connotato nazista"

Il presidente della Federazione internazionale dell'automobile scrive una lettera per scusarsi dalla sua partecipazione all'orgia sado-maso. "Resterò ai vertici dell'organizzazione"
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Max Mosley Roma, 1 aprile 2008 - "Nessuna connotazione nazista" nell'orgia sado-maso alla quale ha partecipato e che domenica era stata diffusa dal News of the World, ma le scuse a tutti i membri della federazione internazionale degli sport automobilistici per "l'imbarazzo causato" con la sua condotta e la ferma intenzione di restare al vertice dell'organizzazione. Lo ha scritto Max Mosley, numero uno della FIA, in una lettera inviata a tutti i presidenti delle federazioni nazionali, ai membri del senato della FIA e al consiglio mondiale.

 

Mosley ha spiegato di essere stato oggetto di una operazione attuata in maniera fraudolenta alle sue spalle con il tentativo di screditarlo. "Da informazioni che mi sono state fornite dalle mie fonti vicine alla polizia britannica, ho capito che nelle ultime due settimane è stata condotta ai miei danni un'indagine investigativa che aveva come oggetto la mia vita privata e promossa da esperti del settore, per ragioni e per clienti che al momento non mi sono ancora noti", ha scritto Mosley".

 

Mosley chiede scusa a tutte le federazioni, "ora al corrente di quanto prodotto da queste indagini" svolte ai suoi danni e che "hanno imbarazzato" tutti gli affiliati della FIA. "Ma è chiaramente falso dare una connotazione nazista alle immagini diffuse dal tabloid", scrive Mosley. "E' inoltre contro la legge in molti paesi diffondere e rendere pubblici i dettagli della vita privata di una persona senza buone ragioni. E quanto fatto dal The News of the World rappresenta una ingiustificata invasione della mia privacy che io intendo combattere attraverso le più idonee vie legali, in Gran Bretagna ed in altri luoghi".

 

Mosley spiega quindi di essere fermamente convinto che questa vicenda non gli impedirà di continuare a servire la FIA e rivela di avere ricevuto supporto e stima da più parti. "Un largo numero di persone, dentro e fuori lo sport automobilistico, mi hanno inviato messaggi di comprensione e di supporto, sostenendo - scrive il presidente della FIA - che quanto accade nella mia vita privata non ha alcun peso sul mio lavoro e che dovrei per questo conservare il mio ruolo. suggerimento che intendo accogliere".

 

Mosley ha intenzione comunque di riparare a quanto fatto: "La cosa che devo fare ora è cercare di recuperare il danno inferto alla mia famiglia, che è l'innocente vittima di questo deliberato e scientifico attacco alla mia persona".

 

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