L’INTENZIONE È NOBILE, la tempistica un po’ meno. Dopo un’intera legislatura passata a governare in nome dell’autosufficienza, il Governo, a poco più di una settimana dalle elezioni, lancia all’opposizione un appello a mettere una toppa al portafoglio degli italiani contro i rincari di luce, gas ed energia. Un appello che sembra un po’ tartufesco: mosso forse più che dalla virtù del dialogo, dalla necessità di non poter far diversamente vista la campagna elettorale in corso.
Ma questo, in fondo, poco importa se il risultato può far bene alle nostre tasche. Il problema, semmai, è che anche in zona Cesarini va in scena un film già visto: il ministro dell’economia Padoa-Schioppa pare freni moltissimo — poco convinto ad aprire i cordoni della borsa — mentre il ministro Ferrero tira la corda dall’altra parte con l’aiuto della cordata di sinistra, da Mussi a Pecoraro. A proposito di cordate, sembra la replica di una delle ultime puntate della telenovela Alitalia quando Padoa-Schioppa sosteneva che i soldi stavano finendo e Bianchi gettava acqua sul fuoco. Insomma, forse, nel lanciare l’appello all’unità, il Governo ha sbagliato destinatario.
di Paolo Giacomin
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