Mentre il governo prova a ricucire con AirFrance, il leader del Pdl mostra di non credere all'ipotesi Lufthansa. E il Financial Times: "C'è bisogno di uno specialista in risanamenti" Commenta
Roma, 4 aprile 2008 - Il governo si muove per cercare di riannodare i fili della trattativa all'indomani della rottura tra sindacati e Air France-Klm. Intanto il consiglio di amministrazione della compagnia ha nominato Aristide Police nuovo presidente dopo le dimissioni di Maurizio Prato.
Il Governo tenta di giocare le sue carte e così il sottosegretario Enrico Letta ha avviato contatti informali con Spinetta e i sindacati con l'obiettivo di ricucire nelle prossime 48 ore il dialogo e consegnare la società, sempre più in affanno, ai francesi. Da Bucarest dove sono in corso i lavori del vertice Nato, il presidente del consiglio, Romano Prodi ha auspicato 'che prevalga il buon senso e che riprenda il filo della trattativa'. Una soluzione, quella di Air France-Klm, che anche il cda della Magliana continua a ritenere l'unica che possa garantire 'il ritorno ad una crescita profittevole'.
BERLUSCONI: MEGLIO LA STRADA ITALIANA
Da parte sua il leader della Pdl insiste a dire che "la strada italiana resta la migliore: io ho rivolto un appello all'orgoglio degli imprenditori italiani affinche' Alitalia rimanga italiana e credo che la strada migliore sia continuare in quella direzione'':
Così Berlusconi, arrivando all'appuntamento con la Confapi, replica ai cronisti che gli chiedono se sia possibile che i tedeschi di Lufthansa facciano da apripista a una cordata per cercare di trovare una soluzione alla vicenda della compagnia di bandiera.
SANTANCHE': QUELLA DI SILVIO E' UNA BOUTADE
"Su Air France bisognerebbe ripensarci, mentre l'appello all'italianità fatto da Berlusconi è una boutade perchè non basta mettere un cip per comprare Alitalia". Così la candidata premier de La Destra, Daniela Santanchè sul caso Alitalia, ad 'Omnibus', LA7, nel dibattito condotto dal direttore del Tg Antonello Piroso.
Santanchè ha aggiunto: "Questa situazione dimostra la debolezza della politica e dei politici che per anni l'hanno usata come ammortizzatore sociale, assumendo migliaia di dipendenti con voto clientelare".
FASSINO E LE COLPE DEI SINDACATI
"Cosa farei se fossi io al governo? Alzerei il telefono, chiamerei Spinetta e gli direi di tornare a Roma.
Poi chiamerei i dirigenti sindacali per spiegare, ancora una volta, che la soluzione Air France è la meno onerosa di qualsiasi altro scenario". Lo dice Piero Fassino intervistato da 'Il Sole 24 Ore'.
Fassino insiste anche sui sindacati che "in tutti questi anni non hanno mai voluto accettare una ristrutturazione seria".
Quanto al ruolo di Silvio Berlusconi nella vicenda, l'esponente del Pd osserva che "certamente il comportamento del leader del Pdl non ha facilitato le cose: evocando una cordata italiana, che in realtà non è mai esistita, e manifestando una ostilità a Air France, ha assunto i connotati di una vera turbativa di un negoziato in corso".
IL FINANCIAL TIMES LANCIA BONDI
Visto che per rilanciare Alitalia, quale che sia la strada scelta, c'è comunque bisogno di uno specialista dei risanamenti 'alla Parmalat', è proprio all'amministraziore delegato del gruppo di Collecchio, Enrico Bondi, che va affidato questo compito. Lo afferma l'editorialista del Financial Times Paul Betts, mentre oggi il quotidiano Gb da ampio spazio alla vicenda del vettore italiano, con un articolo di punto e due di commento, tra cui quello su "l'uomo che può ancora salvare Alitalia".
Bondi "potrebbe esser pronto per una nuova sfida. E se il governo sta cercando un esorcista" per salvare Alitalia, come amaramente suggerito dall'amministratore delegato Maurizio Prato quando si è dimesso a seguito dell'abbandono delle trattative da parte di Air France-Klm - non potrebbe esserci candidato migliore del 72ennne toscano, un po' austero e senza fronzoli".
ENRICO LETTA: ACCORDO CON AIRFRANCE
L'accordo tra Alitalia e Air France "è un'occasione troppo importante» perchè potrebbe portare alla costituzione della «più grande compagnia del mondo": pertanto, "un'occasione come questa non si può perdere". Lo sostiene il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta, in un'intervista a Radio Popolare.
"L'alternativa - prosegue l'esponente del Partito Democratico - è molto negativa: un'alternativa dagli scenari e dai profili molto incerti sia per i lavoratori, sia per i viaggiatori, sia per il sistema-paese". Anche per questo "bisogna tentare fino in fondo e non possiamo arrenderci all'idea che non ci siano margini per provare a chiudere positivamente questa intesa".
CONFINDUSTRIA, APPELLO AI SINDACATI
Sul caso Alitalia "bisogna tenere la politica fuori, ma bisogna anche che i sindacati siano ragionevoli", dice Pasquale Pistorio, vicepresidente di Confindustria, top manager, commentando gli ultimi sviluppi della compagnia di bandiera. "Ricette non ne ho -ha aggiunto-a mio parere ci sono già troppi esperti...È necessario anche però che il mercato agisca secondo le sue regole".
E poi ha fatto l'esempio della Swissair: «Ho vissuto per molto tempo in Svizzera -ha proseguito ancora Pistorio- ed è emblematico il caso della Swissair dove è stata fatta fallire ed è stata presa dalla Lufthansa. Il mercato, insomma, deve fare il suo corso».
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