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CAOS ALITALIA

Formigoni sulla cordata italiana:
"Ci sono anche le Ferrovie Nord"

Il Governatore della Lombardia ha fatto riferimento, tra gli altri, a Diana Bracco, i Benetton, Marcellino Gavio e Marco Tronchetti Provera. Consorte: "Pronto a fare la mia parte" Commenta
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Code degli aerei dell'Alitalia Milano, 5 aprile 2008 - Nella cordata italiana per Alitalia ci sarebbe un nuovo soggetto a sorpresa: le Ferrovie Nord. Lo sostiene un retroscena de "Il Messaggero", che aggiunge le Ferrovie Nord Milano Spa (Fnm) alla lista degli imprenditori pronti a scende in campo per la compagnia: il presidente della Regione Lombardia Formigoni ha fatto riferimento, tra gli altri, a Diana Bracco, i Benetton, Marcellino Gavio e Marco Tronchetti Provera, che dovrebbero mettere sul tavolo una somma ipotizzata di 300 milioni.


Formigoni, scrive il Messaggero, ha ribadito ancora una volta che "la cordata italiana è pronta. Ci sono imprenditori interessati, alcuni forti che si sono rivolti anche a me. Il dottor Ermolli, che sta seguendo la vicenda, ha in mano i nomi. Gli imprenditori, sostiene il governatore, avranno bisogno del tempo necessario per conoscere dall'interno la situazione di Alitalia, ricordando che ad Air France "sono stati concessi in esclusiva diversi mesi".


"Avranno bisogno - dice ancora - dello stesso tempo o poco meno per prendere la loro decisione, perchè nessuno mette la faccia senza conoscere in che paesaggio va a ficcarsi".


Secondo il Messaggero Bruno Ermolli, il superconsulente incaricato da Berlusconi di sondare gli imprenditori per la cordata, avrebbe sentito Norberto Achille, presidente della holding Fnm, già dallo scorso fine settimana. Achille non disdegnerebbe il coinvolgimento nella partita. Lunedì prossimo, 7 aprile, si riunirà il cda di Ferrovie Nord: potrebbe essere l'occasione giusta, come sostiene il retroscena, per cominciare a testare gli umori su una discesa in campo per Alitalia.


La cordata dovrebbe comunque coinvolgere un pool di banche per il supporto finanziario, che è indispensabile. Tra le candidate in prima fila ci sarebbe Intesa SanPaolo, anche se ieri Corrado Passera ha ribadito che "da dicembre non siamo più coinvolti in nessuna negoziazione".


Ferrovie Nord, scrive il Messaggero, è il principale gruppo integrato nel trasporto e nella mobilità in Lombardia. Il più importante operatore non statale italiano del settore, quotato al mercato Expandi a Piazza Affari. E' attivo anche nei collegamenti aeroportuali attraverso Malpensa Express, unico collegamento ferroviario tra Milano e l'aeroporto varesino che trrasporta oltre 52 milioni di passeggeri l'anno.

Opera anche nell'elitrasporto e nel monitoraggio aereo del territorio con AvioNord. La holding è presieduta da Norberto Achille e controllata dalla Regione Lombardia, che detiene una quota del 57,57%. Ferrovie dello Stato controlla il 14,74% del capitale, Marcellino Gavio (Aurelia Spa), tramite Civ e Sias, ha una partecipazione del 3,07%. Il restante 2,612% è sul mercato.

 

CONSORTE: PRONTO A FARMI AVANTI

"Io per Alitalia sono pronto a fare la mia parte. Lo dico perchè chi di dovere sappia fin da subito di poter contare su di me", dice Gianni Consorte, ex presidente di Unipol e ora a capo della banca d'affari Intermedia in una intervista a 'Il Sole 24Orè.

"Credo sia doveroso salvaguardare l'italianità della compagnia.Di qui la mia intezione di dare il mio contributo".
Consorte aggiunge: "Intermedia è pronta a entrare in una cordata che faccia perno sull'Air One di Carlo Toto, industriale del settore".

Insomma, per l'ex presidente di Unipol la proposta di Air France su Alitalia "avrebbe dovuto essere l'ultima spiaggia, non la prima". E anche se viene considerato un finanziere 'rosso', Consorte spiega: "non si tratta di sposare o meno i piani di Silvio Berlusconi. Su Alitalia non ci dovrebbe essere nulla di politico". Si tratta, dice, di una questione di interesse nazionale. "E destra e sinistra dovrebbero marciare unite, così come è stato per l'Expo di Milano".

  • 05/04/2008 12:42
    Franco
    E questi sarebbero gli imprenditori che salveranno l'Alitalia? Ma se hanno distrutto tutto quello che hanno toccato
  • 05/04/2008 12:58
    ULISSE
    Se vi fosse la possibilità, megli che si venda agli industriali italiani. Almeno la compagnia Alitalia, resterebbe a tutti gli effetti , in Italia. E qualcuno, resterebbe a " bocca asciutta ", ci siamo capiti ? Basta avere un pò di memoria del passato ! Ulisse
  • 05/04/2008 13:49
    marzia
    se si vuole veramente risanare Alitalia e togliere una buona volta tutto il marciume di favoritismi. clientelismi ecc. va venduta ad Air France, anche a costo di qualche riunncia. Se invece sra' la cordata Italiana, lo zampino della politica e dei favoritismi rimarrà inalterato e sempre vivo come il made in Italy.
  • 05/04/2008 14:34
    Bruno Benzi
    Ma quale cordata vaneggia Formigoni è ora di finirla.Berlusconi è stato al governo per 5 anni e non ha risolto nulla.Malpensa è nato vecchio.Volo dal 1962 e ho vissuto in tanti aereopori.Malpensa è da cestinare.
  • 05/04/2008 15:14
    Mario
    Vi pare che Silvio lasci fare gli annunci agli altri?Sarà una delle tante bufale! Alitalia è da un casino di anni che rischia...potevano anzi dovevano uscire prima allo scoperto non si può aspettare l'ultimo istante su cose di importanza nazionale! Il motivo è l'accattonaggio di voti! a che condizioni è arrivato! Spero che i"creduloni"si ravvedano! Delle sparate siamo stufi.
  • 06/04/2008 00:52
    Amelia S.
    Ragazzi, la facciamo anche noi una cordata? Io ci metto 24 Euro, un pacchetto di Marlboro, tre etti di mortadella e un tubolare da bicicletta. Se otteniamo la collaborazione del gelataio Piretta, due bidelli, un albanese che fa il parcheggiatore abusivo, l' orologiaio qui all' angolo e la vecchierella con la baracchina delle piadine dietro la Standa, siamo a posto e compriamo Ah l' Italia! Forza Berlusconi, annuncia la nostra cordata, che almeno questa è vera e non sono balle!
  • 06/04/2008 01:43
    ALBERTO CAROSI
    Fallimento!
  • 06/04/2008 07:16
    nino
    l'arrivo di Consorte è la ciliegina sulla torta. Il branco di "imprenditori italiani" guidati da Berlusconi e Formigoni, abituati a vivere alle spalle dello stato e dei contribuenti, è pronto a qualsiasi operazione. Se invece di duemila, si perdono 18 mila posti di lavoro, chi se ne frega, l'importante è imbrogliare le carte e vincere le elezioni. Poi c'è anche il rischio di avere i soldi pubblici, ed è il vero obiettivo di questi masnadieri.
  • 06/04/2008 19:12
    LUPO
    Domanda: sento tanto parlare di "par condicio"; e' vera o solo propaganda? Se e' vera, quando se ne fa uso?
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