Pur senza conoscersi, i giovanissimi responsabili (tutti tra i 16 e i 23 anni) avevano tolto l'audio da un'intervista del cardinale a Raidue e introdotto il doppiaggio di un uomo che bestemmiava Commenta
RAVENNA, 5 aprile 2008 - Lo scherzo è di quelli pesanti: mettere su YouTube un video con il cardinal Ersilio Tonini doppiando un discorso del religioso e facendolo bestemmiare.
La cosa ovviamente non è passata inosservata, è scesa in campo la polizia Postale di Ravenna, che ha individuato on breve i presunti colpevoli del doppiaggio e li ha denunciati.
A finire nel mirino degli inquirenti sono sette ragazzi tra i 16 e i 23 anni, provenienti da varie città d'Italia: sono accusati di offesa a una confessione religiosa mediante vilipendio di un ministro del culto. Il gruppetto pare non si conoscesse: avrebbero realizzato i video per un meccanismo di imitazione, non inconsueto per chi frequenta il web.
A divertirsi a scapito del cardinal Tonini sono stati un 16enne di Torino, un ventenne di La Spezia, un ventenne di Olbia (Sassari), un diciannovenne di Vicenza, un ventunenne di Palermo e due ventitreenni di Foggia e di Bari.
A far scattare le indagini sono state, nel febbraio del 2007, alcune persone vicine all'arcivescovo emerito di Ravenna, che dopo aver visto i video su YouTube hanno messo al corrente la questura di Ravenna.
Gli agenti della polizia postale hanno individuato in un attimo tre filmati della durata di circa tre minuti e 15 secondi, estrapolati da un'intervista del cardinale trasmessa da Rai Due. Ovviamente le reali parole dell'arcivescovo erano state eliminate e sostitute con la voce di un uomo che bestemmiava per tutta la durata dei video.
Per arrivare ai i responsabili, la polizia ha chiesto aiuto direttamente a Google, proprietaria del sito con i filmati incriminati. Immediatamente i video sono stati rimossi e in marzo Google ha fornito i dati relativi ai responsabili.
Ma l'incubo per Tonini non era finito, e circa un mese più tardi lo stesso cardinale ha chiamato la questura di Ravenna lamentando l'uscita su YouTube di altri video doppiati: quattro filmati, tre dei quali identici a quelli gia' individuati e uno nuovo, modificato con l'aggiunta di alcuni fotogrammi relativi a un conduttore televisivo.
La polizia ha nuovamente chiesto informazioni a Google, che ha fornito i dati e rimosso i filmati. A febbraio si sono chiuse le indagini con l' individuazione dei sette presunti responsabili, che sono stati denunciati.
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