Roma, 6 aprile 2008 - «Tanti cosiddetti opinionisti politici in questi giorni continuano ad insistere su questa situazione del pareggio che, però, non è in vista. I sondaggi di cui disponiamo e l'entusiasmo che verifichiamo in giro per il Paese, al Nord, al Centro e al Sud, ci dicono che vinceremo queste elezioni e che, quindi, avremo l'onere, l'onore ed anche il dovere di governare».
Una stoccata per i commentatori indipendenti e Silvio Berlusconi torna ad escludere che si renda necessario un governo di larghe intese come conseguenza di un risultato zoppo, tra Camera e Senato. Il leader Pdl, nel corso dell'intervista a Rtl 102,5, batte ogni volta che può sul concetto del voto utile e mira a disincentivare l'elettorato potenziale di Udc e La Destra. Sottolinea che sarà necessaria «una maggioranza larga, e nei due rami del Parlamento» per condurre in porto le riforme indicate nel programma ma lascia intravvedere uno spiraglio di dialogo su un tema cruciale: quello della giustizia.
«Il tempo di una semplice causa di lavoro è di 4 anni, di una fiscale 4 o 5, di una per fallimento è di 8 anni. Non parliamo dei tempi della giustizia penale e del fatto che una sua frangia politicizzata, soprattutto quella costituita da pm, utilizza il suo potere giudiziario per fare lotta politica. C'è bisogna di una riforma profonda dell'ordinamento giudiziario. Io nei giorni passati ho anche giudicato - aggiunge - che per un'emergenza come questa sarebbe auspicabile che questa riforma potesse essere fatta bipartisan, cioè con l'accordo di maggioranza e opposizione».
«Speriamo che sia così - è la conclusione di Berlusconi - altrimenti sarà la maggioranza a portare avanti questa riforma indispensabile e urgente».
Pamela Anderson col figlio Brandon Thomas Lee prima della partita di basket Nba tra Charlotte Bobcats e Lakers al Staples Center di Los Angeles. Ma l'ex bagnina protegge il piccolo dai fotografi o dalla vista delle majorette?