Madrid, 9 aprile 2008 - Lo Stato e la burocrazia in Italia bloccano le riforme e frenano l'economia: a sostenerlo è Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, in due interviste pubblicate oggi dai quotidiani 'El Pais' e 'Le Figaro'.
Oltre al grande debito pubblico, dice Marcegaglia al giornale francese, "abbiamo un settore pubblico molto pesante, costoso e inefficace, che frena l'economia italiana" e "una burocrazia che costa mezzo punto di crescita all'anno". Per questo, Marcegaglia dice a 'El Pais' che l'Italia dovrebbe imitare il modello spagnolo nell'amministrazione pubblica: "Costa abbastanza meno di quella italiana e questo mi produce una forte invidia".
Sullo sviluppo industriale, invece, si dice a favore "del modello tedesco nell'industria tecnologica". Oltre a criticare i sindacati nella gestione della crisi Alitalia e a sostenere che la Bce dovrebbe abbassare il tasso di riferimento per sostenere la crescita, la presidente degli industriali critica "un sistema di privilegi fissi e di categorie professionali, lobby molto forti che impediscono il progresso".
Secondo Marcegaglia, lo Stato dovrebbe spendere meno sulle pensioni e più sui giovani e le donne: e su quest'ultimo punto afferma che servono regole che promuovano il lavoro femminile, ma dice che non le piacciono le "quote rigide". Infine, la first lady dell'industria italiana sostiene che per integrare gli immigrati legali "c'è bisogno anche di quadri alti", e non solo di operai.
Il Cavaliere nel 2006 ha dichiarato quasi cinque volte rispetto all'anno precedente: 139.245.570 euro. Seconda, a grande distanza, la Santanché, terzo Bertinotti