Italia News
SPORT  TV   FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI
L'ALITALIA DEI PRIVILEGI/ DOSSIER ESPLOSIVO

Tutti i segreti della Casta hostess e piloti
Volano solo 98 minuti al giorno
Costano 45 milioni l'anno di soli alberghi

Grazie al libro di Livadiotti “L'altra casta" si entra in una impressionante giungla di benefit, difesi con le unghie e con i denti: nel loro contratto tutti i mesi durano quanto febbraio e il giorno di riposo comprende due notti Commenta
Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Da “Il Riformista”


Code degli aerei dell'Alitalia Pubblichiamo un brano su Alitalia tratto dal libro di Stefano Livadiotti “L'altra casta”. L'inchiesta sul sindacato, in uscita per Bompiani mercoledì 9 aprile.

Piloti e hostess lavorano molto meno dei loro colleghi di altre compagnie. Però costano tanto di più. Grazie a una giungla di benefit, difesi con le unghie e con i denti e puntigliosamente elencati in un contratto degno di Harry Potter, dove tutti i mesi durano quanto febbraio e il giorno di riposo comprende due notti.

Un giorno è un giorno. Dal Circolo polare artico fino alle isole di Tonga, è uguale per tutti. Ma non per i piloti dell'Alitalia. È scritto nero su bianco a pagina 2 del Regolamento sui limiti dei tempi di volo e di servizio e requisiti di riposo per il personale navigante approvato, con la delibera n. 67 del 19 dicembre 2006, dal consiglio di amministrazione dell'Enac, l'Ente nazionale per l'aviazione civile. Il terzo comma dell'articolo 2 disciplina il «giorno singolo libero dal servizio».



Che viene così descritto: «Periodo libero da qualunque impiego che comprende due notti locali consecutive o, in alternativa, un periodo libero da qualunque impiego di durata non inferiore a 33 ore che comprende almeno una notte locale». Un giorno di 33 ore o con due notti? Quando si tratta del personale di volo della ex compagnia di bandiera italiana, e dei relativi regolamenti di lavoro, bisogna abbandonare ogni convenzione, dal sistema metrico decimale all'ora di Greenwich: per loro non valgono.

Vivono in un mondo a parte, dove tutto è dorato. Da sempre veri padroni dell'azienda, piloti e assistenti di volo si sono dati delle norme di lavoro consone al loro status (a proposito: i capintesta dei sindacati degli autisti dei cieli hanno una speciale indennità economica che percepiscono anche se se ne stanno incollati a terra tutto l'anno). Secondo il regolamento dell'Enac, dove è specificato che hanno diritto a riposare su poltrone con una reclinabilità superiore al 45% e munite di poggiapiedi regolabile in altezza, non devono volare più di cento ore nel corso del mese.

Anzi nei 28 giorni consecutivi, come hanno preferito scrivere: e si vede che per loro è sempre febbraio. Nell'intero anno, cioè nei dodici mesi (se non hanno modificato a loro uso e consumo pure il calendario) il tetto non è, come da calcolatrice, mille e 200 ore (100 per 12) ma 900, e vai a sapere perché. Nel contratto, che l'azienda si rifiuta di fornire ai giornalisti, come del resto qualunque altro dato sulla produttività dei dipendenti, l'orario però si riduce. Nel medio raggio, la barriera scende a 85 ore al mese. Che nel trimestre non diventano 255, ma 240. E nell'anno non arrivano, come l'aritmetica sembrerebbe suggerire, a mille e 20, ma a 900.

Ma non è neanche questo il punto: fosse vero che volano così tanto (tra gli assistenti di volo l'assenteismo è all'11%). I numeri tracciano un quadro un po' diverso e dicono che nel medio-corto raggio gli steward e le hostess (alla fine del 2007, 480 di queste ultime su 4300, cioè l'11%, erano praticamente fuori gioco perché in maternità o in permesso in base alla legge che consente di assistere familiari gravemente malati) restano tra le nuvole per non più di 595 ore l'anno. Vuol dire 98 minuti al giorno, il tempo che molti Cipputi impiegano per fare su e giù tra casa e fabbrica. A titolo di raffronto, un assistente di volo della Lufthansa vola 900 ore, uno della Iberia 850 e uno della portoghese Tap 810. Restando in Italia, una hostess di AirOne si fa le sue belle 680 ore.

I piloti, poi, alla cloche sembrano quasi allergici: la loro performance non va oltre le 566 ore, che significano 93 minuti al giorno. I loro pari grado riescono a pilotare per 720 ore all'Iberia, per 700 alla Lufthansa e all'AirOne, per 680 alla Tap e per 650 all'Air France. I nostri, insomma, non sono esattamente degli stakanovisti: in media fanno, tra nazionale e internazionale, 1,8 tratte al giorno, contro le 2,4-2,75 dei colleghi di AirOne. In compenso, sono molto più cari di tutti gli altri. Un assistente di volo con una certa anzianità può arrivare a costare ad Alitalia 86 mila e 533 euro, contro i 33 mila che deve mettere nel conto la compagnia di Toto (AirOne, ndr ).

Il comandante di un Md80 dell'azienda della Magliana ha un costo del lavoro annuo pari a 198 mila e 538 euro. Per la stessa figura professionale i concorrenti italiani non sborsano più di 145 mila euro. Sempre restando allo stesso tipo di aereo, per pagare il pilota Alitalia ha bisogno di 108 mila e 374 euro, tra i 28 e i 33 mila in più di AirOne o di un'altra azienda italiana. Il mix di orari da impiegati del catasto e stipendi da superprofessionisti crea un cocktail che risulterebbe micidiale per qualunque azienda: facendo due conti viene infatti fuori che alla fine dell'anno Alitalia spende per ogni ora volata da un suo comandante qualcosa come 350,8 euro. Contro i 207,1 di AirOne. Una differenza del 69,4% che manderebbe fuori mercato chiunque. Soprattutto se si considera anche che un aereo della ex compagnia di bandiera viaggia con un equipaggio superiore di un buon 30% rispetto alla media dei concorrenti.



Il risultato finale è che in Alitalia il tasso di efficienza per dipendente è pari, secondo i calcoli dell'Association of European Airlines, a poco più della metà di quello che può vantare la Lufthansa. Che i passeggeri trasportati sono 1.090 per dipendente, contro i 10 mila e 350 di Ryanair. E che nel 2004 il ricavo medio per ogni lavoratore impiegato non andava oltre i 199 mila euro, poco più di un terzo rispetto a quanto registrava ad esempio Ryanair (513 mila euro).

In Alitalia comandano i sindacati (che nel solo primo semestre del 2005 hanno proclamato scioperi per 496 ore: quasi 3 ore ogni 24). E si vede. Il contratto in vigore dal 1° gennaio 2004 dice che, nel medio raggio, una hostess o un pilota non possono essere utilizzati per più di 210 ore al mese (che, con il solito giochino, diventano 600 nel trimestre e 1.800 nell'anno). Ebbene, se uno di loro parte da Roma per andare a prendere servizio a Milano la metà della durata del viaggio che lo vedrà impegnato nelle parole crociate viene considerata servizio.

La tabella dell'Enac che stabilisce, a seconda dell'orario di inizio del turno, su quante tratte continuative può essere impiegato il personale navigante prevede cinque diverse ipotesi. Che salgono a diciassette nell'accordo sottoscritto da azienda e sindacato. Dove è stabilito per il personale navigante il diritto a 33 giorni di riposo a trimestre (ad AirOne sono 30), che aumentano fino a 35 per chi è impegnato nel lungo raggio. In base al contratto, al termine di ogni volo deve essere garantito un riposo fisiologico di 13 ore, che sul lungo raggio deve risultare invece pari al numero dei fusi geografici attraversati moltiplicato per otto, con un minimo però di 24 ore. Boh.

Semplicemente geniale è poi il nuovo sistema retributivo, in vigore dal 1° gennaio 2005. Sono rimasti, ovviamente, lo stipendio base (quattordici mensilità) e l'indennità di volo minimo garantito: quaranta ore, che uno le faccia o meno. Le dieci voci che componevano la parte variabile della retribuzione di un pilota (compreso il cosiddetto «premio Bin Laden» corrisposto, dopo l'attentato alle Torri gemelle di New York, a tutti quelli che viaggiano in Medio Oriente e dintorni) sono state tutte sostituite da un'unica indennità di volo giornaliera (per un comandante è pari a 177 euro se è impegnato sul lungo raggio e a 164 se vola sul medio, cifre alle quali va sommata la diaria, che sono altri 42 euro, per un totale che può quindi arrivare a 219 euro). Indennità che scatta tutta intera anche se il pilota sta alla cloche solo per mezz'ora o semplicemente si trasferisce all'aeroporto da dove prenderà servizio. E perfino se il suo volo viene cancellato dopo che lui ha già raggiunto quello che doveva essere lo scalo d'imbarco. Per di più, aumenta se c'è uno spostamento dei turni rispetto al calendario originale.

Siccome poi lavorare stanca, il contratto prevede l'istituzione di una Banca dei riposi individuali dove confluiscono i crediti che si ottengono per esempio quando l'aereo viaggia con personale ridotto (un riposo ogni due giorni) e dalla quale hostess e piloti possono attingere pure degli anticipi. Non è invece dato sapere se le parti hanno raggiunto un accordo su una nuova indennità graziosamente prevista nell'ultima intesa: il premio di puntualità, che per i passeggeri assume davvero il sapore della beffa. Mentre è alla direttiva dell'Enac che bisogna tornare se si vuole conoscere la dettagliatissima disciplina della cosiddetta «riserva», i periodi di tempo nei quali il personale navigante deve essere pronto a rispondere a un'improvvisa chiamata.

Premesso che si può essere messi in riserva solo dopo aver goduto di un riposo, si stabilisce che la metà del tempo trascorso a casa con le pantofole ai piedi va considerata come servizio. Bingo. Di più: che se l'attesa si consuma inutilmente perché il telefono non trilla, e dev'essere proprio per lo stress, scatta un successivo periodo di riposo di almeno otto ore, che in alcuni casi salgono a dodici. Ed è sempre il premuroso Enac a stabilire che a piloti e hostess, una volta a bordo, deve essere dato da mangiare una volta ogni sei ore, come ai pupi, e adeguatamente, «in modo da evitare decrementi nelle prestazioni».

Di alcuni privilegi o istituti incomprensibili nessuno ricorda neanche l'esatta origine. Ci sono e basta. Così, le hostess continuano ad avere una franchigia di ventiquattr'ore al mese, che in pura teoria dovrebbe coincidere con l'inizio del ciclo mestruale, ma si racconta del caso di una di loro che ha chiesto la giornata del 31 come permesso per il mese di dicembre e quella del 1° per il mese di gennaio: misteri del corpo femminile. Sempre le assistenti di volo, quando vanno in maternità vengono retribuite per tutto il tempo con lo stesso stipendio guadagnato nell'ultimo mese di servizio, che, guarda un po', svolgono regolarmente sul lungo raggio, per far salire l'importo della busta paga. I piloti, invece, non possono atterrare due volte nello stesso scalo in un solo giorno. La logica della regola, che pare non sia neanche scritta ma frutto della consuetudine, è imperscrutabile.

La conseguenza, però, è chiara: la crescita delle spese per le trasferte. A partire da quelle per gli alberghi, che in Alitalia vengono scelti da un'apposita commissione dopo attento esame dei loro requisiti: con il risultato che l'importo medio è superiore del 45% a quello sostenuto dagli altri vettori. Solo per le 300 stanze prenotate tutto l'anno per i dipendenti che, anziché essere trasferiti a Malpensa, vanno su e giù da Roma, la compagnia ha in bilancio 45 milioni. Nella babele dei benefit, per un certo periodo tutto il personale viaggiante ha poi goduto di una speciale indennità per l'assenza del lettino a bordo di alcuni 767-300: alcune centinaia di euro che venivano corrisposte anche a chi volava su aerei dotati delle cuccette in questione.

I lavoratori più coccolati d'Italia quando viaggiano per piacere godono di una politica di sconti davvero generosa. Argomento sul quale l'azienda ha di nuovo una tale coda di paglia da rifiutarsi di fornire chiarimenti. Ma è il segreto di Pulcinella: i dipendenti (e con loro i pensionati) hanno diritto ad acquistare (anche per i loro cari: figli e coniugi o conviventi) i biglietti con una riduzione del 90% sulla tariffa piena, se rinunciano al diritto alla prenotazione. Il taglio scende invece al 50% se vogliono il posto garantito, magari perché vanno a festeggiare l'ultima promozione, che in Alitalia non si nega davvero a nessuno. Nel 2007 la direzione per la finanza dell'azienda della Magliana poteva contare su 152 persone: 20 dirigenti, 52 quadri e 80 impiegati. In quella per il personale i soldati semplici (61) prevalevano di una sola unità sui graduati (60: 25 dirigenti e 35 quadri).

Dev'essere anche per questo che il consiglio di amministrazione dell'azienda ha sentito la necessità di garantirsi l'ombrello di una polizza assicurativa a copertura di possibili azioni di responsabilità nei confronti di chi ha guidato la baracca. E si è reso così complice dei sindacati. Ai quali invece nessuno potrà mai presentare il conto.

  • 09/04/2008 15:47
    Maurizio
    Che pena!! (ho sbagliato tutto nella vita.....ma se torno a nascere..!)
  • 09/04/2008 15:55
    James Hair
    Non c'e' un'altra casta in Italia. In Italia ogni organizzazione, ogni gruppo ed ogni ente e' una casta! Io rimango sempre della mia opinione, e piu' passa il tempo e piu' ci credo, la frase storica che il Re Vittorio Emanuele pronuncio' a Teano rimane attuale ed incompiuta: "L'Italia e' fatta ora bisogna fare gli italiani". Quest'ultimi non sono stati fatti e non si faranno mai: sarebbe come voler far sposare il diavolo e l'acqua santa!?! Auguri Italia ( o forse sarebbe meglio dire" "Auguri Alitalia" ).
  • 09/04/2008 16:21
    andrea
    A queste condizioni l'Alilalia la compro io e la faccio tornare immediatamente in attivo. Ed è facile intuire come anche per uno che non è un economista....
  • 09/04/2008 16:55
    ititrefen
    Interessanti considerazioni James! Comunque, dei privilegi dell'alitalia si parlava abbondantemente già 15 anni fa. Benvenga quanto ribadiscono al riformista, ma è roba trita e ritrita.... purtroppo! Si sono accorti dei low-cost 10 anni dopo il loro boom. Aziende che incassano per legge non possono più stare in piedi, se non in un economia chiusa, come quella che vorrebbe Tremonti.
  • 09/04/2008 17:23
    GIANNI IL BAFFO
    Non volevo fare nessun commento, ma dopo aver letto tutto ciò non posso farne a meno. Bisogna tenere presente che ho scritto su altri commenti e sostenevo che alitalia doveva rimanere italiana,ma dopo aver letto tutto ciò è da rimanere veramente allibiti. Perchè quando sentiamo, intervistato da Fede qualche funzionario o qualche sindacalista, non sono mai saltati fuori discorsi del genere. Ora capisco perchè la compagnia francese si comporta così,vorrei altrsì sapere perche alitalia governo e sindacati non hanno mai messo a disposizione questi dati agli Italiani dal momento che la compagnia è pure loro.Sig. FEDE io sono un suo assiduo ascoltatore (oltre che pensarla come lei) per favore faccia anche di queste domande ai suoi interlocutori: e spero di non sentirli rispondere che sono tutte cose già accuisite! Sig. Direttore forse domande di questo genere non le farà mai, ma non le sembra che sia una vera schifezza?
  • 09/04/2008 17:40
    massimo
    Spero che i sindacati anche stavolta non accettino le condizioni poste da Air France così stavolta vanno tutti a casa questi fannulloni! e per fortuna stavolta non può intervenire lo stato con le solite baby pensioni per i nullafacenti in quanto l'Unione Europea non lo consentirebbe in quanto considerati aiuti di stato. Maledetti sindacati stavolta siete con le spalle al muro ed io ci godo, anzi se avessi dei soldi scommetterei al ribasso sulle azioni alitalia, il fallimento è sicuro! Una azienda che ha costi tripli rispetto alle sue concorrenti non può sopravvivere nel mercato senza aiuti, se consideriamo poi che oltre ad essere pagati di più i dipendenti alitalia sono anche in un numero eccessivo.. è evidente quello che succederà.
  • 09/04/2008 17:54
    ivano
    l'italia della vergogna non ha mai fine... giusto il fallimento e la galera per i dirigenti alitalia e per i sindacalisti che hanno permesso tutto questo spreco con i soldi dei cittadini. Come al solito la magistratura dormiva o faceva finta di niente...povera italia (uso minuscolo per italia perche' non ritengo degno il maiuscolo per una nazione come la nostra...)
  • 09/04/2008 17:55
    LEONARDO
    Il problema é semplicissimo: Alitalia ovverosia AirROMA é uno dei tanti cancri italiani. Ho circa 40 anni e che sento parlare di questo bidone che va male sono circa 20 anni. Tagliare, vendere e in CUBA i sindacati che hanno distrutto il giá Belpaese, con una previsione di crescita del 0.11 fino al 2011!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
  • 09/04/2008 18:11
    alchimista
    Mi pare che i sindacati un pò di autocritica dovrebbero cominciare a farla, e anche a chiedersi se non sia arrivato il momento di fare sindacalismo in un modo diverso. Cari signori, considerando che l'alitalia era ed è una azienda di proprietà dello stato, vi siete mai chiesti nelle tasche di chi lo stato andava a prendere i soldi per pagare questi privilegi?.
  • 09/04/2008 18:24
    Agostino
    Da uno studente universitario: Tagliando i privilegi si salvano i posti di lavoro. Ecco la mia proposta da tempo resa pubblica che in sintesi si riassume così: "Taglio del venti per cento medio dello stipendio ai dipendenti e tutti i posti di lavoro sono salvi". LETTERA SCRITTA E RESA PUBBLICA IL 22 MARZO 2008 %u201CAlitalia: salvare 20.000 posti di lavoro%u201D ultima chiamata. Pubblicata anche sul blog: http://agostino01.blog.lastampa.it/agostino/ F.to: Agostino, studente universitario di economia e commercio Facoltà Insubria - Varese.
  • 09/04/2008 18:24
    ENIO
    e pensare che io devo lavorare dieci ore al giorno,di cui solo sette retribuite emi devo pure stare zitto per non perdere il posto di lavoto.IO farei fallire la compagnia e manderei tutti a casa.
  • 09/04/2008 18:24
    italus
    Tutti i dipendenti Alitalia li manderei a lavorare in CINA...! Non parliamo poi dei dirigenti multimiliardari, vorrei confiscare tutti i loro beni, rubati al popoli italiano, e mandarli in galera a vita. Saluti a tutti
  • 09/04/2008 18:43
    Massimo
    Fallimento, fallimento, chiudere il baraccone, mandare tutti a casa e che si cerchino un lavoro vero. Vergogna, in primis ai sindacati, vero cancro del Paese!
  • 09/04/2008 18:44
    nanyukj
    ma come alitalia non si tocca adesso vi accorgete che fanno schifo, ma adesso arriva il (messia berluscaz) con il suo tocco magico mette ha posto tutto il mondo.
  • 09/04/2008 18:51
    rudy
    Ecco i risultati scandalosi dell'azione dei sindacati autonomi rincorsi maldestramente da quelli confederali. Ed il popolo bue paga!
  • 09/04/2008 18:51
    massimo
    proprio qualche giorno fa ho stracciato la mia tessera sindacale, mi sono reso conto che stanno rovinando l'italia, e non solo per l'affare alitalia. quando è troppo è troppo
  • 09/04/2008 19:33
    Giovanni
    L'azienda della Magliana??? Ma questa è la NUOVA BANDA DELLA MAGLIANA!!! Ma come fa Air France a voler acquistare sto carrozzone? Sono diventati babbi natale??? FALLIMENTO, ecco cosa serve
  • 09/04/2008 21:58
    Federico
    Io sono francamente allibito nel vedere la marea di stupidate che si sono riuscite a concentrare in questo, diciamo, articolo. molto rapidamente, tanto per non entrare nel dettaglio di ogni imprecisione, (se proprio le vogliamo chiamare così, anche se per numero e ricorrenza a me sembrano più sintomi della volontà di sbranare il mostro del giorno, tanto ai giornalisti chi chiede mai i conti, loro che lavorano per "aziende" che si intascano miliardi di denaro pubblico erogati in maniera assolutamente slegata dalle copie vendute..?) possiamo dire che: - i regolamenti enac si chiamano enac, che sta per "ente nazionale aviazione civile", ed alitalia non appare da nessuna parte. questo per dire che un regolamento enac non vale per i "pupi" di alitalia, ma vale per tutte le compagnie nazionali, e se un giorno di riposo comprende due notti ci sono ragioni di sicurezza che sono identiche sia per alitalia che per airone che per meridiana, eurofly e così via...
  • 09/04/2008 22:49
    Ste
    Vorrei segnalare che cmq l'articolo presenta numerose falsità e tende a sviare il lettore poco avvezzo al settore, sono un assistente di volo non di alitalia (quindi non ho nessun interesse, ma ho la competenza per poter chiarire dei punti), vorrei chiedere al signor autore del libro perchè non ha fatto una prefazione in cui spiega come è regolamentato il settore (che è un settore molto particolare, che prevede turni di lavoro in condizioni assolutamente non normali e nocive per la salute..volare rende esposti al rischio di tumori e leucemie per le radiazione, la pressurizzazione crea gravi problemi circolatori quindi non è come andare in ufficio),
  • 09/04/2008 22:50
    Ste
    ), molti punti che vengono additati come dei privilegi di alitalia in realtà sono delle normative internazionali che seguono tutte le compagnie del mondo proprio per i motivi prima citati (come le 900 ore di volo all'anno, non è un capriccio di alitalia ma è una normativa mondiale e sono un limite già piuttosto alto), poi da quello hce c'è scritto sembra che il numero di persone di equipaggio sia a discrezione dell'azienda, in realtà è regolato anch'esso per legge e alitalia non mette personale in più (a parte il lungo raggio dove viene fatto per motivi commerciali, ma viene fatto da tutte le compagnie di bandiera, quindi è molto scorretto paragonare una compagnia che fa anche lungo raggio con una che fa solo corto come airone) e poi gioca molto sul non aver definito ore di volo e ora di turno
  • 09/04/2008 22:50
    Ste
    turno (anche se si fanno 4 ore di volo, spesso il turno dura 12 14 ore quindi non si ha lavorato 4 ore, ma 14 che non mi sembrano poche sul lungo raggio si può arrivare anche a quasi 20 ore di turno, vorrei sapere se il signore che ha scritto il libro ha mai lavorato per 20 ore di fila dove non c'è una pausa pranzo garantita e fisasta ma solo la possibilità di mangiare (vorrei ben dire!) sempre in piedi e sempre in 5 minuti insomma alitalia è uno scandalo ma i problemi non sono questi, un libro inchiesta dovrebbbe fare informazione non divulgare falsità per voler dimostrare una certa tesi. le 13 ore di riposo dopo un lungo raggio sarebbero illegali, la normativa di legge parla di almeno il doppio del volato (quindi su un volo da 12 ore almeno 24, ma per alcuni tipi di volo particolarmente lunghi con diversi scali, ci sono altre normative che sono europee, non certo solo di alitalia).
  • 10/04/2008 09:16
    Daniele
    Scusa Ste, ma non ci puo essere una differenza cosi' abissale di ore e paga come c'e' tra alitalia ed il resto del settore E poi e' ovvio che la societa' sia in rosso, come del resto il paese che viene mandato avanti da incapaci raccomandati... e adesso con le elezioni verra' scelto un'altro incapace..BASTA!!!
  • 10/04/2008 14:15
    Stefano
    Ste... ma i gli accordi internazionali che citi dicona anche delel prenotazioni in alberghi fisse e del tempo passato a non lavorare ben retribuito? Meno male che la causda di tutto era malpensa
  • 10/04/2008 18:04
    Ste
    molti dei dati postati sono assurdi e non si sa nemmeno da dove sono stati presi. non credete a tutte le cavolate che vengono scritte, se si vuole inchiodare alitalia lo si faccia pure, ma con argomentazioni serie e veritiere non con abili trucchetti di manipolazione come questo
  • 11/04/2008 08:31
    federico
    stefano, gli accordi internazionali dicono che se sei di riserva vieni pagato anche se non voli (vieni pagato la metà). la riserva,significa dover stare una giornata o più a completa disposizione della compagnia, ricevere una telefonata ed essere in volo in pochi minuti.ora, se per te stare in uno stanzino in aeroporto o a casa con la divisa addosso e la valigia in macchina significa essere in vacanza, dovresti provare... mica che sia un'ammazzata di lavoro, bada bene, ma di certo non è vacanza. è un po' come essere un autista a disposizione, e mi sembra che pure gli autisti vengano pagati per restare a disposizione del cliente.per gli alberghi non ho capito:ancora le fantomatiche camere prenotate a milano? io ho solo colleghi che a milano hanno comprato casa, io tutte le settimane mi sparo un migliaio di chilometri da una cittadina della pianura padana perchè mia moglie non ha voluto trasfersi, 2 ore e mezza di macchina dopo un volo di 4 ore alla fine di tre giorni di turno: bella la vita del pupo...
  • 11/04/2008 14:02
    Ste
    meno male che ho dato via a un'indagine un po' più critica su queste assurdità.Allora, facciamo la premessa che l'articolo non parla degli stagionali che come tutte le soscietà in italia sono ricattabili e quindi altro che privilegi gli viene chiesto di partire ddi giorno off (io mi chiedo a quanta gente capiti che venga chiamata a lavorare durante un giorno di riposo e se non lo fa non lgi rinnovano il contratto) quindi questi si sono spostati da roma a milano ovviamente e cmq l'hanno fatto anche molti indeterminati. poi che formalmente se uno ha base roma e la compagnia decide di trasferirlo su milano essa non possa obbligarlo a trasferirsi (anche qua è la legg e mica capita solo in alitalia succede anche in austria, in germania etc...)
  • 11/04/2008 14:02
    Ste
    dall'articolo traspare solo un grande odio e invidia per cose che manipolate come sono state manipolate e divulgate al grande pubblico che non conosce nulla di com'è l'organizzazione della vita del personale navigante, sembrano meravigliose, ma che in realtà si traducono in una vita d'inferno e di grandi sacrifici, ma che facciamo solo ed esclusivamente perchè c'è una grandissima passione nel lavoro altrimenti non ci andrebbe nessuno. se uno di noi (pilota o av) facesse il suo lavoro come il signor giornalista ha raccolto informazioni, cadrebbe un aereo al giorno, invece raprresentiamo l'attività umana con la più alta percentuale di successi, ecco qua la differenza
  • 12/04/2008 18:42
    Antonello
    Il Signor Livadiotti e' totalmente ignorante in materia Volo.Parlo da pilota (non Alitalia) e mi sento imbarazzato per lui.Il fatto che si riferisca sempre ad Enac (l'unica Autorita' per quanto riguarda l'aviazione civile) dovrebbe far capire che molte delle regole non sono sfizi ma norme che esistono in tutte le compagnie del mondo.Il lavoro del pilota e' altamente usurante e la fatica e' la causa principale degli incidenti di volo,di qui nasce la tutela dei riposi e dei cicli fisiologi per di piu' influenzati dallo sbalzo dei fusi.Invece di parlare di cose che non conosce sarebbe meglio scrivesse articoli su Eva tremila questo IGNORANTE!...
  • 14/04/2008 09:56
    Ste
    Antonello, dev'essere un po' frutto di una certa (a)cultura italiana in materia. pensa che ogni volta sul lungo raggio quando si sta per atterrare c'è sempre qualche passeggero (dopo 14 ore di turno o magari di più perchè si sono fatti degli scali) che chiede se torniamo subito indietro... probabilmente preferirebbero (soprattutto se magari pagassero ancora meno). il problema che su questo tema in italia si sa praticamente niente e coloro che dovrebbero divulgare un po' più di informazione (come il signore in questione) sanno solo confondere ancora più le idee
  • Sono presenti 29 commenti, invia il tuo commento!
 

Cerca  su Quotidiano.net nel Web

LA FOTO DEL GIORNO

Pamela Anderson col figlio Brandon Thomas Lee

Cuore di mamma

Pamela Anderson col figlio Brandon Thomas Lee prima della partita di basket Nba tra Charlotte Bobcats e Lakers al Staples Center di Los Angeles. Ma l'ex bagnina protegge il piccolo dai fotografi o dalla vista delle majorette?