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PARMA

Sequestrate 16mila bottiglie di vino
addizionate con anidride carbonica

I Carabinieri dei NAS, nel corso delle loro ispezioni, hanno scoperto l'utilizzo fraudolento di anidride carbonica, contenuta in bombole, addizionata artificialmente a vino da tavola rosso e bianco, oltre a vino D.O.C. e vino I.G.T.
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Un calice di vino Parma, 11 aprile 2008  - Sedicimila bottiglie di vino da tavola rosso e bianco, oltre a vino D.o.c. Gutturnio, Bonarda e Malvasia dei Colli Piacentini e vino I.G.T. Riesling Italico sono state sequestrate dai Carabinieri del Nas di Parma perché addizionate con anidride carbonica.


I Carabinieri del NAS di Parma, nell'ambito dei controlli straordinari a livello nazionale volti a scoprire pratiche illecite di vinificazione, hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Piacenza il titolare di uno stabilimento di imbottigliamento ed il responsabile di un'azienda agricola presso il comune di Ziano Piacentino (PC), per il reato di frode in commercio.


I militari, nel corso delle loro ispezioni, hanno scoperto l'utilizzo fraudolento di anidride carbonica, contenuta in bombole, addizionata artificialmente a vino da tavola rosso e bianco, nonchè a vino D.O.C. (Gutturnio, Bonarda e Malvasia dei Colli Piacentini) e vino I.G.T. (Riesling Italico).

16.000 bottiglie già etichettate e pronte per essere commercializzate (sia all'ingrosso che al dettaglio) sono state sottoposte a sequestro penale. Sotto sequestro anche 500 ettolitri di vino sfuso contenuto in cisterne (ancora da imbottigliare, ma già addizionato di anidride carbonica); 8 bombole, alcune già utilizzate, contenenti anidride carbonica; un manometro con erogatore professionale.

Il valore complessivo del prodotto sequestrato, qualora posto in commercio, sarebbe ammontato a euro 150.000. La pratica di addizionare il vino D.O.C. e I.G.T. con l'anidride carbonica è espressamente vietata dai disciplinari di produzione. Questo escamotage, comunque non pericoloso per la salute del consumatore, riduce drasticamente i costi di produzione dei vini frizzanti, ovviando a prolungate tecniche di vinificazione e rifermentazione in cantina, ma ottenendo un prodotto finale di inferiore qualità merceologica.

L'ispezione dei Carabinieri del Nas ha inoltre fatto rilevare anche numerose violazioni amministrative per carenti condizioni igieniche sanitarie e strutturali presenti nello stabilimento d'imbottigliamento e nell'annessa cantina.

 

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