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IL PUNTO DEL DIRETTORE

Quegli atleti Ponzio Pilato
che vanno ai Giochi e scaricano il Tibet

Uno. Ce ne fosse almeno uno, nel ricco e dorato mondo degli aspiranti olimpionici italiani, che dica una parola per il Tibet, contro l'oppressione del regime cinese... di Xavier Jacobelli Commenta
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Xavier Jacobelli Firenze, 11 aprile 2008 - Uno. Ce ne fosse almeno uno, nel ricco e dorato mondo degli aspiranti olimpionici italiani, che dica una parola per il Tibet, contro l'oppressione del regime cinese, contro le persecuzioni, contro gli arresti, contro il genocidio culturale di un popolo. Macchè.

 

Sono giorni e giorni che canoisti, tuffatori e altri noti sportivi ci ammanniscono dichiarazioni sterilizzate dal politicamente corretto e dlala paura fottuta di non andare a Pechino ("Lo sport non c'entra con la politica". "Il problema bisognava porselo quando le Olimpiadi sono state assegnate ai cinesi". "Gli atleti hanno lavorato per quattro anni e ora non si può mandare tutto in fumo").

 

Per carità di patria vi risparmiamo i nomi e i cognomi dei Ponzio Pilato che il Coni di Petrucci si accinge a benedire perchè dall'8 agosto facciano incetta di medaglie, infischiandosene del Tibet. Per questi campioni dell'ipocrisia, mai come stavolta l'importante è partecipare. Ma la faccia l'hanno già persa.

di Xavier Jacobelli

  • 11/04/2008 21:14
    Luca ot
    Sono da vedere come macchine preparate esclusivamente per la gara, non possono rilassarsi in pensieri ed opinioni che li distaccherebbero dal loro intento primario. Finite le olimpiadi ci sarà un' " abbuffata " di elargizioni, nei tanti programmi mediatici, frutto delle loro testa pensanti oramai sgombre da finalità di vincita. Riscopriremo l'uomo altre il campione, con un po' di ritardo.
  • 11/04/2008 22:02
    etruscaccio
    Lei mi parla di atleti come se spettasse a loro gettar il guanto di sfida alla Cina!!!! E che mi dice allora degli industriali e dei politici. quando i giochi venivano assegnati alla Cina dove erano? Credo che solo il potere economico possa incidere sulla oppressione cinese in tibet
  • 11/04/2008 23:06
    Gaetano Carcone
    Pancia piena non pensa a pancia vuota. Questi sportivi conoscono solo il guadagno, quindi perche' preoccuparsi del TIBET che sta tanto lontano? Al tempo della Grecia antica per le OLIMPIADI si fermavano le guerre. Le olimpiadi cinesi dovrebbero essere boicottate solo perche' preparate con il sangue versato di un popolo innocente. ( c'e` differenza con i NAZISTI ) Ero piccolo di eta', ma ricordo ancora il disegno sulla Domenica del CORRIERE sull'invasione del TIBET. Vergogna a tutti i membri del Comitato Olimpico. ATLETI MERCENARI PER UNA VOLTA SIATE ATLETI DI CORAGGIO BOICOTTATE QUESTE OLIMPIADI DI SANGUE Lunga vita al Dalai Lama. PS Vergogna ai nostri attuali membri del governo italiano che vigliaccamente si sono esentati di colloquiare con il Dalai Lama al suo arrivo a ROMA CHE SCHIFO
  • 12/04/2008 00:09
    unicosano
    il tibet è una questione politica e si deve intervenire politicamente ed economicamente contro la cina oppure deve decidere il CIO spostando o annullando le manifestazioni
  • 12/04/2008 00:29
    fabrizio
    un atleta è un atleta e basta. certo può esprimere il proprio punto di vista, questo mi sembra giusto, può anche avere paura di andare a Pechino ad esprimerlo o a gareggiare ma non possiamo pretendere che gli sportivi si facciano portavoce degli stati. Oltretutto lo spirito olimpico è quello di unire non di dividere, quindi boicottare è contrario alle olimpiadi. Ora che gli stati si sono accorti che la cina è la cina sono tutti a chiedersi se e come. Troppo tardi
  • 12/04/2008 09:24
    Giotibet
    Egregio direttore ho avuto più volte il piacere di evidenziare sul sito www.giotibet.com ho segnalato come nella testata del suo giornale fosse presente prima il giovane tibetano che protesta e oggi l'esplicito slogan free tibet. Io che da tempo mi interesso della questione e ho a cuore le sorti di questa millenaria cultura e di questo popolo la ringrazio profondamente. Ancora di più oggi che con la lucidità professionale e l'onestà intellettuale che la contraddistinguono lancia un j'accuse reale e quanto mai pertinente. Quando si parla di una partita di beneficienza o di una gara di beneficienza si parla dello sport al servizio dell'umanità... quando però gli interessi sono veri e necessari e un intervento o una presa di posizione potrebbero davvero incidere, lo spirito, il valore morale dello sport vanno a farsi fottere. E purtroppo a essere fottuti siamo anche noi che apprezziamo lo sport, lo seguiamo e ne amiamo i protagonisti.
  • 12/04/2008 10:36
    Claudio
    Non sono d'accordo sulle macchine non pensanti..Credo invece che tutti quelli che saranno laggiù tra le trionfanti coreografie del regime avvertiranno un oscuro e profondo malessere. Credo che quando guarderanno le loro medaglie o le faranno vedere a figli o nipoti sentiranno un imbarazzo e un senso di vaga vergogna che li accompagnerà tutta la vita. "Ah..il nonno è stato medaglia d'oro a Pechino..." "Pechino?? le olimpiadi delle repressioni in Tibet.??.degli arresti indiscriminati preventivi degli auguri? degli organi espiantati ai membri della Falun Dafa?? del record delle condanne a morte?? eccetera eccetera eccetera...Le Olimpiadi sono GIA' COMPROMESSE. La festa è guastata. Mi viene in mente una delle tante frasi sprezzanti dei governanti cinesi "Non permetteremo a nessuno di rovinarci la festa..!!" Mi spiace per loro ma la loro festa è già rovinata.
  • 12/04/2008 10:40
    Claudio
    I cinesi dicano solo "mea culpa". La loro arroganza ha superato l'intelligenza. Bastava una concessione minima di disponibilità al dialogo. Al riconoscimento dell'esistenza del problema Tibet (evidente). No. Zero virgola zero..Solo insulti e dictat. E allora si becchino la fiaccola blindata e sbeffeggiata e tutto il resto..Non mi fanno nessuna pena. Forse a Vattimo dispiacerà vedere i suoi beniamini giovanili sputtanati in tutto il globo terraqueo. A me no. D'altra parte è evidente che quello che doveva essere il "nuovo mercato" e "un'opportunità" comincia a rivelarsi per quello che è. Un'opportunità per alcuni certamente, ma un serio problema per molti altri. La maggioranza...
  • 12/04/2008 10:46
    Alessandro Corbetta
    L'unico è Valentino Rossi, che però ai giochi non ci deve andare.
  • 12/04/2008 11:16
    ivan
    Come insistete con il Tibet! Sono vicino ai tibetani, ma non capisco perchè non date altrettanto spazio al Darfur (dove capita ben di peggio che in Tibet) alla Corea del Nord (dove capita ben di peggio che in Tibet) alla Cecenia (dove capita ben di peggio che in Tibet)etc. Inoltre non capisco perché gli atleti dovrebbero boicottare i giochi e non lo debba fare la F1 oppure il motomondiale, che in Cina corrono tutti gli anni. Inoltre, non capisco perchè gli atleti debbano fare qualcosa quando l'intera società occidentale nulla ha fatto, arrivando a rifiutare di ricevere il Dalai Lama. Siamo una società che, interamente, è votata all'agio a discapito della giustizia e allora mi spiega cos'è tutta questa ipocrita campagna contro i Giochi?
  • 12/04/2008 15:23
    roberto-rieti
    Ho sempre apprezzato suoi autorevoli commenti ma stavolta.come sportivo mi ha deluso. Ma che c'entrano gli atleti,quando ipocriti politici hanno assegnato l'olimpiade? a che sono serviti i boicottaggi di mosca e los angeles?-Le olimpiadi sono il più alto e solenne segno di fratellanza tra i popoli -gli altleti sono la parte più nobile e sublime della nostra gioventù, meravigliosi ragazzi hanno sofferto inimmaginabili sacrifici, per realizzare il grande sogno di partecipare non solo nei 4 anni di preparazione ma spesso sin dall'infanzia-vietare loro di partecipare sarebbe l'atto più crudele. Non spegnamo la loro volontà di vivere, non mortifichiamo le loro speranze, non avviliamo le loro anime e i loro cuori. Se vogliono contestare siano i politici ad astenersi da inaugurazione-il loro posto è abusivo - pechino è già tanto inquinata, non ci si mettano anche loro -giù le mani dai nostri fantastici ragazzi. Sono la migliore speranza del futuro
  • 12/04/2008 15:27
    vikingo
    ogni popolo deve avere la sua indipendenza, lei mi insegna che la libertà si può conquistare da soli, nessuno te la può regalare, si è visto quanti lutti ha arrecato la democrazia imposta in Irak con le armi.Il Dalai Lama si oppone al baicottaggio, ne sappiamo più di lui! Ogni manifestazione è buona per far casino, ma i sopprusi, la fame, i poveri ci sono tutto l'anno, non ricordiamolisolo in certe occasioni per incensare noi stessi.
  • 12/04/2008 19:41
    Massimo
    Caro Direttore, Lei ha ragione, ma siamo sicuri che il boicottaggio sia la soluzione migliore per dare visibilità al problema? Se tutti i partecipanti usassero la bandiera del Tibet invece della bandiera nazionale, come qualcuno ha proposto, non crede che il problema Tibet riceverebbe ancor più attenzione di quella che otterrebbe con il boicaottaggio? E non crede che le autorità cinesi sarebbero ancora più in imbarazzo, a veder sfilare un'infinità di bandiere tibetane alla cerimonia d'apertura ed ogni volta che un atleta non cinese (ossia quasi sempre) sale sul podio?
  • 12/04/2008 23:21
    Piero
    ... e bravo sig. Direttore! Prendiamocela con gli atleti, che sono persone mediamente di vent'anni (poco più che bambini)! Però abbiamo il coraggio, prima ancora, di prendercela con gli imprenditori che con la Cina ci fanno gli affari, spesso sporchi e senza nessuno scrupolo per lo sfruttamento del lavoro e per la repressione tibetana, con quelli che delocalizzano in Cina ... Con i politici di tutte le fazioni, che quando è venuto in Italia il Dalai Lama solo Beppe Grillo lo ha incontrato! No. Lei se la prende, ma guarda un po', con gli ATLETIIIII!!! Ma mi faccia il favore!
  • 13/04/2008 02:23
    matteo
    Caro direttore stavolta non condivido il suo intervento. Gli atleti certo potrebbero fare di più ma sento troppi moralismi provenienti da tutti i fronti che mi fanno imbestialire. Tutti quegli imprenditori che continuano ad investire in Cina sono i primi che si dovrebbero mettere una mano sulla coscienza. E che dire di quei politici, e sono tanti, che qualche mese fa quando il Dalai LAma è venuto in visita in Italia hanno fatto di tutto per non riceverlo??? Smettiamo di essere ipocriti, se non ce l'avesse fatto vedere Beppe Grillo non avremmo nemmeno saputo che quell'omino era passato dalle nostre parte, con grande merito dei nostri mezzi d'informazione così indipendenti dai poteri forti.... Saluti, Matteo
  • 13/04/2008 08:12
    francesco
    Nel "ricco e dorato mondo degli aspiranti olimpionici italiani" vanno inclusi anche alcuni atleti, esponenti di sport "minori" che, magari plurititolati mondiali, sono sconosciuti alla maggioranza del pubblico. La conquista di una medaglia d'oro per loro significherebbe una seppur limitata ed effimera notorietà e, per alcuni non del tutto irrilevante economicamente, un'onorificenza nella consueta cerimonia al Quirinale. Se poi qualcuno di loro, in totale autonomia, si sentisse in dovere, sul podio, di esprimere il proprio dissenso con qualcosa di simile al "silent gesture" di Tommie Smith e John Carlos a Messico 68, credo riscuoterebbe la stima di molti. Di più credo non si possa chiedere loro.
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