LE ELEZIONI sono, da sempre, la più bella festa di popolo e di libertà. La festa dei cittadini che, secondo la Costituzione della Repubblica, mai così attuale come nel suo sessantesimo compleanno, si riappropriano pienamente della sovranità.
Tornare alle urne dopo appena due anni è anche il segno della vitalità e della forza di una democrazia: se un governo non va, lo si cambia. Il voto non può essere un esercizio segnato dalla stanchezza, bensì dalla vitalità propria di una società capace di interrogarsi, pronta all’autocritica, decisa a far sentire la sua voce.
Democraticamente, nell’urna elettorale. Per il cambiamento più opportuno. L’allarme disaffezione scatta a ogni tornata elettorale, poi - piacevole sorpresa - il lunedì pomeriggio scopriamo che più dell’80 per cento degli elettori hanno serenamente e ordinatamente votato. In queste nostre terre dell’Emilia - Romagna, delle Marche, del Veneto, poi, la percentuale è di molto superiore e sfiora addirittura il 90 per cento. Così sarà anche oggi e domani.
E’ vero, è stata una campagna elettorale un po’ noiosa, con pochi sogni, molto realismo, scarse promesse. Anche la politica ha capito il momento di grande difficoltà. E tuttavia i cittadini l’hanno seguita con attenzione se qualcosa significano gli ascolti delle trasmissioni politiche, da Porta a Porta di Bruno Vespa a Matrix di Enrico Mentana alle varie tribune elettorali.
E se qualcosa significa l’attenzione dei giornali, nonostante una legge elettorale che ha tolto il sale alla competizione individuale per la conquista dei seggi.
Il vostro giornale ha fatto il suo dovere di informazione, dando voce a tutti. Nei trenta giorni che hanno preceduto il voto abbiamo pubblicato, nella parte nazionale e in quelle regionali, senza conteggiare le cronache locali, oltre ottanta interviste (evitiamo il dettaglio numerico per non annoiare i lettori) a leader di partito o significativi candidati.
Abbiamo riportato il parere di undici candidati premier, da Berlusconi e Veltroni a quelli di Sinistra Critica, Alternativa Comunista e Partito Comunista dei Lavoratori. Valorizzati i grandi, non ignorati i piccoli. Molti ci hanno ringraziato. Abbiamo semplicemente fatto il nostro dovere per dare ai nostri elettori la libertà di scegliere con consapevolezza. Buon voto a tutti.
DI PIERLUIGI VISCI
Pamela Anderson col figlio Brandon Thomas Lee prima della partita di basket Nba tra Charlotte Bobcats e Lakers al Staples Center di Los Angeles. Ma l'ex bagnina protegge il piccolo dai fotografi o dalla vista delle majorette?