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Plusvalenze false, deferiti
Garrone, Marotta e la Samp

Il procuratore federale della Figc Stefano Palazzi ha deferito alla Commissione Disciplinare nazionale il presidente della Sampdoria, l'amministratore delegato e la società blucerchiata
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sampdoria Genova, 14 aprile 2008 - Il procuratore federale della Figc Stefano Palazzi ha deferito alla Commissione Disciplinare nazionale il presidente della Sampdoria, Riccardo Garrone, l'amministratore delegato Giuseppe Marotta e la società blucerchiata con l'accusa di plusvalenze false. Per Garrone e Marotta la violazione ipotizzata riguarda l'articolo 1 comma 1 del Codice di giustizia sportiva (dovere di lealtà, probità e correttezza) e l'articolo 8 comma 1 (illecito amministrativo con mancata produzione, alterazione o falsficazione di documenti richiesti dalla giustizia sportiva).

 

Marotta, si legge nell'atto di deferimento, dovrà rispondere dell'accusa di "aver sottoscritto contratti di cessione dei diritti alle prestazioni sportive di calciatori, con abnorme e strumentale valutazione dei diritti medesimi", in riferimento alla violazione dell'articolo 1. L'articolo 8, invece, si concretizza secondo Palazzi in "condotte consistite nella mancata svalutazione nei bilanci successivi a quello chiuso il 30 giugno 2003 e nelle situazioni patrimoniali al 31 marzo 2004, al 31 marzo 2005 e al 31 marzo 2006 e delle poste attive connesse alle predette cessioni già contabilizzate al 30 giugno 2003, tutte condotte connesse fra di loro e tutte finalizzate a far apparire perdite inferiori a quelle realmente esistenti".

 

Garrone è accusato di "aver contabilizzato nel bilancio chiuso al 30 giugno 2003 plusvalenze (fittizie) derivanti dalla stipula di contratti di cessione di diritti alle prestazioni di calciatori con corrispettivi di gran lunga superiori a quelli realmente attribuibili ai diritti medesimi, nonché per aver posto in essere condotte consistite nella mancata svalutazione delle poste attive connesse alle predette cessioni iscritte nei bilanci successivi a quello chiuso il 30 giugno 2003, tutte condotte connesse fra di loro e tutte finalizzate a far apparire perdite inferiori a quelle realmente esistenti". La Sampdoria è stata deferita per responsabilità diretta.

 









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