Roma, 14 aprile 2008 - Si fa sempre più concreto per la Sinistra arcobaleno il rischio di trasformarsi in una formazione extraparlamentare, con tutte le conseguenze per il futuro del nuovo soggetto «unitario e plurale» della sinistra.
Le notizie che giungono alla sede del comitato elettorale di via Liguria sono sempre più allarmanti.
Al comitato durante la giornata si sono visti quasi tutti gli esponenti delle quattro formazioni (Rifondazione comunista, Verdi, Pdci e Sinistra democratica) che avevano candidato Fausto Bertinotti alla premiership, con la sola eccezione al momento del segretario dei Comunisti italiani, Oliviero Diliberto.
I dati relativi alla Camera appaiono ancora più negativi rispetto a quelli del Senato e l'obiettivo del 4 per cento appare sempre più lontano. La cifra del quorum viene superata probabilmente soltanto in Toscana e in Piemonte 1. La debacle è sorprendente nelle regioni rosse, ma le cose vanno male un pò dappertutto dalla Lombardia alla Campania. A quanto si apprende nessuno, neanche il più pessimista dei dirigenti della Sinistra arcobaleno aveva ipotizzato un risultato inferiore al 6 per cento, anche sulla base di un andamento considerato buono della campagna elettorale.
A chi gli chiede dell'eventualità di un futuro extraparlamentare, replica con un mesto sorriso il capogruppo uscente di Rifondazione comunista al Senato, Giovanni Russo Spena, già segretario di Democrazia proletaria: "Io almeno ci sono abituato, sarebbe un ritorno al passato...".
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