Un voto limpido. Gli italiani hanno chiesto un governo serio, compatto, con una definita maggioranza alla Camera e al Senato. Che governi per una intera legislatura, come fu tra il 2001 e il 2006. Anzi, meglio: con meno tensioni, meno polemiche. E nessun veto.
Il secondo dato è che le due mini-coalizioni - quella di Berlusconi e quella di Veltroni - totalizzano l’85% dei voti. Una riaffermazione del bipolarismo. In questo bipolarismo, gli elettori hanno sottolineato la semplificazione del quadro politico e realizzato una democrazia fondata su due grandi partiti: il Pdl e il Pd. Che assieme fanno più del 70% dei consensi.
La riforma elettorale confermerà il responso delle urne. Ridotta di conseguenza la frammentazione politica: in Parlamento avremo due gruppi - il Pdl e il Pd con l’Italia dei Valori di Di Pietro - e un gruppo aggregato, la Lega di Bossi. Fuori dal bipolarismo, solo un quinto soggetto: l’Udc di Pier Ferdinando Casini, che fa deputati e senatori e dovrà decidere se utilizzarli o lasciarli nel freezer.
Non ci saranno più i socialisti, ed è un peccato. Esce dalla ribalta parlamentare - ed è questa una delle più clamorose risposte del voto - la sinistra radicale. Il cartello Rifondazione di Bertinotti, Pdci di Diliberto, Verdi di Pecoraro Scanio, con l’aggiunta della Sinistra democratica (ex Ds) di Mussi non supera il 4%.
Anche nelle regioni rosse per eccellenza, Emilia-Romagna e Toscana, il risultato è deludente ed avrà ripercussioni sugli enti locali, a partire dalle comunali del 2009. Questo disastro è anche frutto di una frammentazione inspiegabile: a sinistra di Bertinotti c’erano almeno altre tre sigle, polemiche solo con l’Arcobaleno. La scomparsa della sinistra è una sconfitta per Veltroni, perchè non ha sfondato al centro, raccattando meno consensi di quelli andati all’Ulivo, sommatoria di Ds e Margherita e perchè ha cannibalizzato la sinistra di Bertinotti, probabilmente indebolita dall’astensionismo.
Da sottolineare il successo della Lega, protagonista sulle piazze reali del nord, e di Di Pietro, trionfatore sulle piazze virtuali del web. Una campagna sostanzialmente civile, una conclusione con stile: Veltroni fa gli auguri a Berlusconi e due leader sconfitti, Boselli e Bertinotti, si dimettono. L’Italia politica sta davvero cambiando?
DI PIERLUIGI VISCI