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L'EDITORIALE

L'Italia vuole farsi governare alla lombarda

Non è per fare del localismo, ma questa volta è la Lombardia che viene scelta a modello per portare il Paese fuori dal declino. Una bella reponsabilità, che trasforma Milano da capitale morale a capitale politica
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Giovanni Morandi NON È PER FARE del localismo, ma questa volta è la Lombardia che viene scelta a modello per portare il Paese fuori dal declino. Una bella reponsabilità, che trasforma Milano da capitale morale a capitale politica.

Oggi finisce la "questione settentrionale", perché non potremo più dire che Roma non ci capisce, che ci ignora, che ci sabota. Il risultato è netto e fatto a immagine e somiglianza della Lombardia. Con un centrodestra che ha i numeri per governare, con un Popolo della libertà che viene messo al riparo dalle angosce grazie al trionfo della Lega in versione Second Life. Possiamo pur dirlo, non ci sarà bisogno che Umberto Bossi faccia il ministro o il vicepremier, basta la sua presenza, anche se lontana e non più improntata alle irruenze e alla fatica generosamente spesa in passato, per dare l’input.

 

Chi avrebbe scommesso che sarebbe stato capace di raddoppiare gli elettori che aveva? La Lega è il primo partito in tanta parte del Nord ed è riuscita a diventare partito di massa anche nelle aree urbane di Milano, sia popolari che borghesi. Questo significa che federalismo fiscale e sicurezza sono giudicate sempre più come priorità.

E una Lega meno folcloristica, meno legata al piccolo mondo antico delle valli, è vista come un partito affidabile anche da chi leghista finora non aveva votato. Nello stesso tempo sia la Lombardia che il Veneto ma anche il Piemonte e perfino quell’Emilia Romagna che ha dato un significativo consenso a Bossi hanno motivo di sentirsi meno isolate. Anzi, non hanno più alcun motivo di sentirsi emarginate. Il testimone della guida del Paese passa a loro e l’Italia votando sostanzialmente in modo omogeneo al Nord ha scelto la diversità, la concretezza e il pragmatismo del modo di pensare e lavorare del Nord.

 

 Il disastro di Malpensa con le decisioni sconclusionate del governo Prodi ha rafforzato la convinzione che la politica fallimentare del centrosinistra non avrebbe portato da nessuna parte. Da ora il cambiamento nel Paese parte da Milano e già questo è un gran bel risultato.

DI GIOVANNI MORANDI










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