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Boselli sulla debacle socialista:
"Urgente un congresso di partito"

A telecamere accese, dirigenti e militanti giurano: nessun pentimento. La scelta dell'autosufficienza, d'altronde, è stata dettata dal rifiuto di Veltroni Commenta
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enrico boselli Roma, 14 aprile 2008 - Un debacle che va oltre le più nere previsioni e tradisce i sondaggi degli ultimi giorni. I Socialisti restano fuori dal Parlamento per la prima volta nella loro storia ultracentenaria: un rischio, quest'ultimo, messo nel conto fin dall'inizio. Ma il responso delle urne mortifica ogni aspettativa e la portata della sconfitta impone una riflessione e la convocazione d'urgenza di un congresso del partito, al quale Enrico Boselli si presenterà dimissionario. E c'è già chi parla di un "profondo rinnovamento" di tutta la classe dirigente.


Lontanissimi dalla soglia di sbarramento, Boselli e i suoi non superano l'1%, pagando come e più di altri la polarizzazione del sistema politico, e non riescono a 'perdere bene', costretti a rinunciare anche a quel potere negoziale che speravano di poter mettere sul tavolo, seppur fuori dal Palazzo, nel caso di un pareggio tra i due maggiori schieramenti. A San Lorenzo in Lucina la delusione non si nasconde.

A telecamere accese, dirigenti e militanti giurano: nessun pentimento. La scelta dell'autosufficienza, d'altronde, è stata dettata dal rifiuto di Veltroni a un apparentamento con i 'compagni' socialisti. Scelta che nemmeno al Pd sembra aver fruttato troppo: "Pentiti? Ma lo chiedete a noi o a Veltroni?", ironizza amaro Bobo Craxi, sintetizzando il sentimento dei socialisti. Duro Enrico Boselli: "Veltroni ha responsabilità gravissime, ha spalancato le porte del Governo a Berlusconi". Più pacata la reazione di Franco Grillini, impegnato sul fronte del Campidoglio: "Abbiamo condotto una buona campagna, il problema è che siamo stati deliberatamente oscurati".


Ma non mancano accuse reciproche e rimpianti per gli errori fatti in campagna elettorale: "Evidentemente - è il ragionamento rammaricato di Gianni De Michelis - non siamo riusciti a far passare il nostro messaggio. Al di là del simbolo, tutto il resto è mancato". Per questo, c'è bisogno di un congresso straordinario, "da tenere prima dell'estate: non c'è dubbio - dice il dirigente socialista - che il ruolo di Boselli è finito, c'è bisogno di un ricambio. Anche nel messaggio".

 

Il leader, d'altronde, ha già rassegnato le sue dimissioni: "di fronte a questo risultato, il segretario non può che presentarsi dimissionario al prossimo congresso", è stato il ragionamento con i suoi. Le assise socialiste, convocate d'urgenza, potrebbero tenersi già a maggio. Lì si giocherà il futuro della Costituente socialista: un modo per rispondere ai 75 mila iscritti e mettere a punto una strategia, magari che coinvolga tutta la sinistra, pensando alle amministrative e alle Europee del 2009.

 

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