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IL COMMENTO

Caro Silvio, quando torni a Palazzo Chigi, ricordati del Tibet

  
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Xavier Jacobelli Tibet. Post it di cinque lettere per Silvio Berlusconi, da leggere se possibile non appena rimette piede a Palazzo Chigi. Ci rendiamo perfettamente conto che in questi giorni il Cavaliere ha un milione di cose da fare. Ma al popolo del Dalai Lama che lotta per la libertà basterebbe una parola, un gesto, un segnale di attenzione del nuovo Presidente del Consiglio per dire chiaro e forte al mondo: l'Italia sta con il Tibet che il regime comunista cinese opprime da cinquant'anni e che intende opprimere ancora di più, a mano a mano si avvicina l'8 agosto, giorno d'inizio dei Giochi di Pechino 2008.

 

Conosciamo molto bene il ritornello degli affari che non si possono non fare con la Cina, degli interessi economico-finanziari che legano il nostro Paese alla Cina, dello strapotere della Cina nei rapporti di forza internazionali. Ma, vivaddio, la nostra è ancora una nazione dove ci si può battere anche per la libertà degli altri popoli. In questi anni abbiamo contato troppi conigli, di qualunque colore politico, agitarsi nel Palazzo e scappare ogniqualvolta sentivano parlare di Tibet, Dalai Lama, persecuzione cinese, genocidio culturale della gente.

 

Se Berlusconi intende imprimere una svolta anche in politica estera, la questione tibetana è fatta apposta per misurarne la volontà di cambiamento. Magari cominciando a ricevere il Dalai Lama a Palazzo Chigi, come non ha fatto la penultima volta che è stato premier e come, naturalmente non ha fatto Prodi.Magari cominciando a disertare la cerimonia d'inaugurazione delle Olimpiadi dove, invece, intende andare George Bush, grande amico di Cavaliere. Ma si sa come si dice: dagli amici ci guardio Iddio.

di Xavier Jacobelli

  • 15/04/2008 15:28
    roberto-rieti
    Innanzi tutto mi vorrei congratulare con il suo bravo collega Mazzocchi che (se non sbaglio) è stato eletto al senato - per tibet concordo pienamente, ma perchè dimenticare i monaci mianmar, darfur, kurdi, palestinesi e tanti altri popoli che soffrono inumane ingiustizie - un segno di solidarietà va bene, ma qui abbiamo drammatici problemi di sopravvivenza ben peggiori del tibet - per la cina non dimentichi che tremonti è il primo a voler dichiarare guerra con i dazi doganali - condivido con lei anche il boicottaggio "politico all'inaugurazione, ma "non" degli atleti
  • 15/04/2008 17:48
    Fabio Ganassa
    con il comportamento che ha avuto con Putin, anche nei momenti più caldi di Cecenia ed annessi, aspetta e spera ....; e quindi nel caso facesse qualcosa (continuo a dubitare) suonerebbe come strumentale nei confronti degli odiati "comunisti" (a proposito: ma Putin non è un (ex-)KGB?)
  • 15/04/2008 18:05
    Giuditta Avellina
    Proporrei a Berlusconi un vernissage con uno, dieci, cento, mille europei da portare ad Arcore. Un party mega-galattico cui partecipi l'Europa tutta, che, di conseguenza, boicotterebbe le "sacre" Olimpiadi del sangue. E darebbe un segnale forte alla Cina. Le Olimpiadi sono meno di niente se uno degli ideali veicolati, la libertà di giocare, viene negato a chi ne ha diritto. Desidero segnalare un'organizzazione italiana senza scopo di lucro che si prodiga nel sostenere il popolo tibetano e il riconoscimento dei loro diritti.L'auotodeterminazione è una delle massime libertà, ed è diritto di tutti. Ecco il link: http://www.italiatibet.org
  • 15/04/2008 20:54
    Alberto
    Alcuni commenti che leggo questa sera (su vari argomenti)sono offensivi della persona di Berlusconi che magari proprio un santo non sarà, come tanti altri imprenditori sinistrorsi, ma ha ancora vinto le elezionio. Vorrei chiedere, a proposito del Tibet: ma i nostri pacifisti, le bandiere arcobaleno i sit-in dove sono? Ah, già, dimenticavo i cattivi sono i cinesi e non gli americani!
  • 15/04/2008 21:39
    toni
    ci si ricorda del tibet ora.sono 50 anni che la cina opprime la liberta di quella povera gente con la forza e nessuno a fatto mai niente.questa e'la politica del mondo democratico americano e europeo ora si vuole salvare il tibet.dopo i giochi tornera'tutto come prima.
  • 15/04/2008 23:34
    Eflamma
    Altro che Tibet -.- Sarà il caso di pensare all'Italia?
  • 16/04/2008 10:03
    Silvius
    Quando la Cina invase il Tibet nel 1950 la stampa internazionale non diede grande risalto anche perchè c'era in atto il problema Corea. Il Tibet è sempre stata considerata, anche in passato, terra di conquista: ma giustamente ora richiede una sua autonomia a difesa della propria cultura, delle proprie usanze e della propria religione. In Italia abbiamo risolto un p/b analogo, a dire il vero non sempre facilmente, creando delle regioni ad ampio statuto autonomo e ormai la convivenza è a acquisita e ben consolidata. Ritengo doveroso che l'Italia possa esprimere la propria contrarietà alla Cina e suggerire il modello da noi adottato. Non intervenire e far finta di niente si perde il rispetto e la dignità dalla Cina stessa che si sentirebbe autorizzata ad una sempre maggior arroganza. Ma l'Europa Unita esiste veramente? se sì dov'è? che fine ha fatto?
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