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TIBET & OLIMPIADI

Cina, arrestati oltre 100 monaci
Domenech: "In agosto spegnere la tv"

La torcia intanto è stata portata in un lussioso albergo in Thailandia. La principessa Sirindhorn presiederà la cerimonia di benvenuto. Il ct francese propone il suo boicottaggio. Commenta
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Un manifestante pro Tibet in India Bangkok, 18 aprile 2008 - La fiaccola olimpica è arrivata oggi in Thailandia sotto rigide misure di sicurezza per l'ultima parte del giro del mondo della staffetta ed è stata subito portato in un lussuoso albergo ad attendere il benvenuto ufficiale dei reali del paese.


Esercito e migliaia di poliziotti sono stati mobilitati per consentire domani alla staffetta olimpica di muoversi a Bangkok in piena sicurezza, prevenendo le incursioni dei manifestanti che protestano per i diritti umani in Cina.
La fiaccola olimpica è giunta all'aeroporto militare di Bangkok questa mattina prima dell'alba, scortata da responsabili della sicurezza cinesi. All'aeroporto è stata accolta da un gruppetto di thailandesi di origine cinese che hanno sventolato bandierine cinesi e olimpiche.

La principessa Sirindhorn nel pomeriggio presiederà la cerimonia di benvenuto. Domani la staffetta partirà dalla Chinatown di Bangkok, per un giro di circa 10,5 chilometri.

 

IL NO DEL TEMPIO BUDDISTA

Uno dei principali templi buddisti del Giappone, che doveva essere il punto di partenza della staffetta della fiaccola olimpica nel paese, ha rifiutato di accogliere l'avvenimento, secondo quanto riferisce oggi l'agenzia Kyodo.
I responsabili del tempio Zenkoji, nella regione montagnosa di Nagano, hanno preso la decisione di non accogliere la cerimonia dopo la divulgazione di voci che riferivano di una possibile partecipazione dei monaci ai movimenti di protesta contro le autorità cinesi.

 

NUOVI ARRESTI

Oltre 100 fra monaci e laici di etnia tibetana sono stati arrestati in nuove proteste avvenute nella provincia occidentale cinese di Qinghai, ha denunciato oggi il Tibetan Centre for Human Rights and Democracy, un centro d'informazioni degli esuli tibetani basato a Dharamsala, in India.


Tutto è cominciato domenica con l'arresto di tre monaci buddisti che avevano partecipato ad una marcia per la pace. Ieri, al mercato della contea di Rebkong, 22 monaci del monastero di Rong Gonchen sono stati arrestati subito dopo aver inscenato una manifestazione per la scarcerazione dei tre religiosi. Poco dopo altri 80 monaci dello stesso monastero sono arrivati al mercato chiedendo che tutti fossero liberati e a loro si sono aggiunti molti laici.


Nuove forze di sicurezza sono arrivate e hanno iniziato a picchiare e arrestare i dimostranti. Le autorità impediscono ora ai monaci di Rong Gonchen di uscire dal monastero o ricevere visite.
Intanto l'International Campaign for Tibet ha denunciato una serie di arresti nella vicina provincia cinese di Gansu avvenuti luendì nel monastero di Labrang dove il 9 aprile i monaci si sono lamentati della respressione anti tibetana con i giornalisti giunti in un viaggio organizzato dalle autorità di Pechino. Non è chiaro quanti monaci siano stati arrestati e dove siano detenuti.

Secondo quanto riferito, le forze di sicurezza cinesi hanno perquisito le celle dei monaci, distruggendo gli arredi sacri e strappando le immagini del Dalai Lama, leader spirituale dei tibetani.

 

IL BOICOTTAGGIO DI DOMENECH

Il ct della Francia Raymond Domenech ha annunciato che non guarderà le Olimpiadi di Pechino in televisione per manifestare il suo disaccordo con la politica del governo cinese, invitando tutti i francesi a fare altrettanto.
"Tutto il mondo dice oggi che bisognerebbe boicottare i Giochi - ha detto Domenech in un'intervista che Le Monde pubblicherà domani - se uno non vuole i Giochi, ha un buon modo per dimostrarlo: spegnere la tv nel mese di agosto!".


Domenech chiede ai suoi connazionali un atto di coerenza. "I francesi dicono che non vogliono questi Giochi perché è scandaloso in rapporto ai diritti umani in Cina. Io allora dico alla gente: 'se siete contro i Giochi in Cina allora non guardateli e spegnete la televisione'. Questo - ha sottolineato il tecnico - è un atto coraggioso e civile. Invece di criticare gli altri, si fa qualcosa di concreto. Io non li guarderò".


Il ct transalpino ha voluto lanciare anche un appello ai media a non recarsi in Cina per coprire l'evento olimpico. "Voi criticate però poi inviate giornalisti e spendete soldi per qualcosa che definite scandaloso. Direte - ha aggiunto Domenech - che andate lì per fare informazione, ma non non avrete il diritto di uscire, di fare reportage". Anche il tecnico della nazionale francese, tuttavia, si schiera contro il boicottaggio degli atleti. "Se fossi un atleta, andrei a Pechino per le Olimpiadi. E' un avvenimento che appartiene loro e che preparano da quattro anni".

 

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