Italia News
SPORT  TV   FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI
CONFINDUSTRIA / MONTEZEMOLO

"I lavoratori più vicini a noi che ai sindacati"

Secondo il presidente uscente di Confindustria, i lavoratori si sentono più vicini alle posizioni degli industriali che non a quelle dei sindacati, definiti "una casta di professionisti del veto". Le reazioni, Epifani (Cgil): "Soffia sul fuoco" Commenta

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Emma Marcegaglia con Luca di Montezemolo Torino, 18 aprile 2008 - In questa fase della vita sociale ed economica del Paese, i lavoratori si sentono più vicini alle posizioni degli industriali che non a quelle dei sindacati. Ne è convinto il presidente uscente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo. "Il risultato delle elezioni conferma quanto andiamo dicendo da tempo: i lavoratori non si sentono più rappresentati da forze politiche e sociali incapaci di dare risposte vere ai loro problemi concreti. E sono molto più vicini alle nostre posizioni che non a quelle dei sindacalisti", ha affermato nel suo intervento al convegno organizzato da Confindustria a Torino.

 

"E' oramai chiaro che la trincea dei negoziati infiniti, del rifiuto di guardare con occhi obiettivi la realtà e soprattutto in che direzione va il mondo, serve solo e soltanto a difendere una casta di professionisti del veto", ha aggiunto. Montezemolo ha quindi esclamato: "in quattro anni le tre sigle sindacali non hanno voluto o potuto raggiungere un accordo, badate bene, non con noi, ma tra di loro". Secondo Montezemolo, la scarsa lungimiranza da parte del sindacato nell'evitare il confronto su temi fondamentali per il futuro è stata "clamorosa".

 

Secondo il presidente uscente di Confindustria è ora che il sindacato "apra gli occhi e si confronti con il mondo reale, rinunciando a pratiche vecchie". Il sindacato deve invece essere autorevole e capace di rappresentare gli interessi dei lavoratori. "Abbiamo bisogno di un sindacato moderno anche per affrontare l'urgenza sociale con cui ci confrontiamo", ha concluso.

 

L'ULTIMO INTERVENTO PUBBLICO

Una grande ovazione ha interrotto l'ultimo intervento pubblico di Luca Cordero di Montezemolo nei panni di presidente della Confindustria. Quando Montezemolo, già interrotto da altri applausi in precedenza, è giunto alla parte conclusiva del proprio discorso, tutta la platea si è alzata per applaudirlo e salutarlo. "Questo - ha detto - è l'ultimo appuntamento pubblico nel quale prendo la parola come vostro presidente e non posso che concludere ringraziandovi per questi quattro anni di lavoro insieme, anni difficili, segnati da campagne elettorali continue e da ripetuti cambi di quadro politico. E' stata per me un'esperienza impegnativa - ha commentato - ma soprattutto entusiasmante".

 

L'occasione per l'ultimo discorso di Montezemolo da presidente degli industriali è stato il convegno 'Cambiare per crescere' tenutosi oggi a Torino, al quale hanno preso parte, tra gli altri, l'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne, l'amministratore delegato di Intesa-Sanpaolo Corrado Passera, l'ex presidente della Fed Alan Greenspan, l'ex presidente del governo spagnolo José Maria Aznar, e il presidente della Commissione Europea, José Manuel Durao Barroso. Di grande rilievo il parterre, con l'auditorium del Lingotto, dedicato a Gianni Agnelli, gremito da un pubblico da grandi occasioni, affluito per salutare Montezemolo. 

 

 Montezemolo ha quindi ricordato quanto fatto da Confindustria nei quattro anni della sua presidenza, dimostrando "che è cresciuto un nuovo capitalismo moderno e vitale". In particolare, il presidente uscente ha posto l'accento sulla coerenza tenuta e ha poi ricordato l'ambizioso progetto di modernizzazione del sistema associativo portato avanti: "Abbiamo quotato il Sole 24 ore, assistito concretamente più di 7mila imprese nel difficile processo di internazionalizzazione. Abbiamo raggiunto il record storico di iscritti a Confindustria. Per la prima volta dopo moltissimi anni abbiamo ottenuto un taglio alla pressione fiscale sulle imprese".

 

Montezemolo ha poi rilevato come Confindustria sia rimasta "fuori dallo scontro partitico ma al centro del dibattito politico" e come abbia saputo tenere uniti e compatti piccoli, medi e grandi imprenditori, "anche nei momenti in cui i toni del confronto politico nel Paese si facevano accesi e in alcuni casi violenti e demagogici".
"Siamo e continueremo ad essere costruttori del futuro", ha concluso ringraziando poi la squadra di presidenza, i funzionari di Confindustria e i tanti presidenti di associazione con i quali ha lavorato in questi anni.

 

LE REAZIONI

"Con le sue dichiarazioni il presidente di Confindustria sta soffiando sul fuoco di una condizione sociale molto pesante con un linguaggio estremista e, come spesso gli capita in quest'ultima fase, senza alcun rispetto per il ruolo degli altri soggetti sociali: atteggiamento, questo sì, di casta". È il commento del segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, alle dichiarazioni di Luca Cordero di Montezemolo. "La Cgil", si legge in una nota, "lo lascia solo in questo esercizio di estremismo e non si fa trascinare sul terreno della rissa ma lavorerà, come sempre, per migliorare le condizioni retributive e i diritti dei lavoratori italiani, a partire dai temi della sicurezza sul lavoro. Lo lasceremo solo anche nella scelta di campo politica che ha prontamente assunto". Montezemolo però, conclude il segretario della Cgil, "dovrebbe spiegare cosa significa confondere il voto dei lavoratori, la loro adesione al sindacato, che non è stata messa in discussione, e gli interessi dell'impresa".

 

"Se fosse così saremmo tutti contenti. Gli industriali trattassero meglio i lavoratori, così questi saranno ancora più vicini". Così il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti risponde alle affermazioni del presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo secondo il quale i lavoratori sarebbero più vicini agli industriali che ai sindacati. "Gli dessero più soldi, visto che li pagano molto poco" aggiunge il leader della Uil che invece non commenta le affermazioni circa i sindacati come professionisti del veto limitandosi a dire: "Montezemolo è a fine mandato".

 

Contro il sindacato dal presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, è giunto "un attacco ingeneroso e generico", ha commentato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che rivolgendosi al leader degli industriali ha aggiunto: "non è con il populismo o peggio cavalcando le campagne strumentali contro il sindacato che si risolvono i problemi del Paese e delle imprese".

 
  • 18/04/2008 21:40
    Mario
    Ha ragione Montezemolo. Con un governo di centrosinistra i sindacati hanno le mani legate. Ora hanno la urgente necessita' di mettersi d'accordo a difendere i veri interessi dei lavoratori e formare una vera controparte.
  • 19/04/2008 00:14
    James Hair
    I lavoratori non sono mai stati vicini ai sindacati. I lavoratori sono stati illusi dai sindacati che si sono sempre presentati come i difensori dei loro diritti e dei loro interessi. Se l'Italia che lavora e' ridotta in queste condizioni e' perche' i sindacati hanno sempre fatto i loro interessi: economici e politici! I lavoratori devono essere lasciati liberi da ricatti politici e devono essere lasciati liberi di contrattare il proprio lavoro direttamente con il proprio datore di lavoro. I sindacalisti meglio faranno se andranno a lavorare anche loro!
  • 19/04/2008 05:02
    brunoderoma
    Ben disse er Ricucci: "E' facile fare il frocio..." il resto lo sapete e per il Monte dire una bestialita' del genere si puo' solo addebitare a malafede ed esibizionismo. Con il di lui stipendio, si puo' essere generosi di avvicinamenti fraterni ma la ciliegia sulla torta e' che se la classe media/operaia se la passa male, la colpa e' dei sindacati. Se fossi piu' giovane e vivessi in Italia mi adoprerei per far sorgere un partito strettamente proletario, unico argine ad una totale indifferenza alle difficolta' economiche di quelli che non non hanno una vita confortevole come la sua. Grazie alla sua uscita ci saranno gia' molti che rimpiangeranno la morte del PCI.
  • 19/04/2008 07:08
    adriana
    Mio padre, negli anni 60, era operaio FIAT, e diceva sempre, che i sindacati avrebbero rovinato la fabbrica.,ed era comunista. E' mancato nel 70, ma aveva ragione. Le tre grazie pensano solo a se stessi, a ingrassarsi. Forse, finalmente, gli operai lo hanno capito, chissà perchè nelle buste paga viene tolto un tanto per il sindacato nonostante sia stato fatto un referendum contro?
  • 20/04/2008 16:54
    loredana
    Premesso che ho votato a destra e non sono mai stata vicina ai sindacati,ma le aziende sono vicino ai lavoratori? e chi deve tutelarci? chi deve far rispettare i diritti dei lavoratori che fanno il proprio dovere tutti i santi giorni? Nel settore del commercio non è così non ci sono quasi più diritti devi lavorare sempre festivi non festivi con orari particolari e abbiamo un contratto scaduto da 3 anni e la confcommercio non vuole scendere a trattative se non con ancora più flessibilità di adesso e con maggiorazioni più basse di adesso ma non abbiamo diritto tutti ad una vita al di fuori del posto di lavoro? Mi dispiace dirlo ma la legge Biagi,sarà anche buona, ma viene applicata in maniera sbagliata. Spero che il prossimo ministro del lavoro prenda coscienza di questo e riveda alcune cose. Che sia lo stato in primis a tutelare la fascia dei lavoratori non si può tornare indietro di 30 anni
  • Sono presenti 5 commenti, invia il tuo commento!
 

Cerca  su Quotidiano.net nel Web

LA FOTO DEL GIORNO

Pamela Anderson col figlio Brandon Thomas Lee

Cuore di mamma

Pamela Anderson col figlio Brandon Thomas Lee prima della partita di basket Nba tra Charlotte Bobcats e Lakers al Staples Center di Los Angeles. Ma l'ex bagnina protegge il piccolo dai fotografi o dalla vista delle majorette?