Non so se l’avete capito, ma oramai il livello di sopportazione è abbondantemente superato: di questi episodi, continui, ripetuti, incontrastati, non ne possiamo più. Forse siamo esagerati. Forse le statistiche non sono poi così drammatiche. Forse l’insicurezza è più percepita che reale, ma sta di fatto che è ora di metterci un freno. Freno vero, e non quello promesso e mai attuato sul serio anche dopo il delitto della povera signora Reggiani.
Dunque, cari ministri uscenti e entranti, cari magistrati giudicanti o inquirenti, è il momento di rimboccarsi le maniche, e le toghe, e di incominciare a fare sul serio il proprio dovere. Che è molto semplice: applicare le leggi. Quelle che già ci sono, ovviamente, e che in gran parte basterebbero ad arginare certi fenomeni. Se tante donne, ad esempio, sono aggredite e violentate da persone che non dovevano nemmeno essere sul nostro territorio, la colpa non è della fame nel mondo, dei flussi migratori o di altri sociologismi oziosi. La colpa è vostra che non li avete fermati o espulsi. Tutto qui. Perchè le leggi prevedono delle sanzioni per chi le viola. Ma se queste sanzioni non sono applicate, è come vivere nel Far West, con licenza di delinquere. Licenza, ovviamente, che non abbiamo noi cittadini normali, che alla prima detrazione mancata subiamo un accertamento del fisco, al primo eccesso di velocità abbiamo la patente mutilata. Giustamente, per carità. Peccato che per altri, segnatamente per gli stranieri che vivono malamente e abusivamente nel nostro Paese, e che spesso delinquono, non ci sia altrettanta severità. Anzi. Dunque, è ora di voltare pagina. Perchè vogliamo vivere in pace con chi è nato qui e con chi viene da fuori. Perchè nessuno di noi è xenofobo. Né, per colpa vostra, vuole diventarlo.
Pamela Anderson col figlio Brandon Thomas Lee prima della partita di basket Nba tra Charlotte Bobcats e Lakers al Staples Center di Los Angeles. Ma l'ex bagnina protegge il piccolo dai fotografi o dalla vista delle majorette?