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RONDE CITTADINE

Mancuso arruola giovani anti-degrado
per presidiare la zona universitaria
Questore: 'I cittadini devono segnalare'

Entro l’estate, nelle previsioni, ci saranno anche loro a ‘pattugliare’ piazze e vicoli attorno all’ateneo". Militarizzare non è risolutivo - dice l'assessore Mancuso - Il metodo leghista mi allarma". Merolla (nella foto), il nuovo numero uno della questura, insediatosi ufficialmente oggi: "Da uomo di Stato non mi piace la parola ronde" Commenta
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questore bologna merolla BOLOGNA, 21 aprile 2008 - STUDENTI universitari contro il degrado. Li arruola il Comune rosso Pd di Sergio Cofferati. Entro l’estate, nelle previsioni, ci saranno anche loro a ‘pattugliare’ piazze e vicoli attorno all’ateneo, in centro. I bivacchi notturni dei ragazzi hanno fatto esplodere un’altra volta la protesta dei cittadini. Notti di alcol e droga e strade usate come bagni. Ma non solo quello: l’ultima violenza sessuale risale a un mese fa.

 

"Venga a cena da noi, così si rende conto", hanno appena chiesto i residenti all’assessore Libero Mancuso, che a un anno dalle elezioni ha ereditato la delega alla sicurezza dal Cinese legge e ordine.
Proprio l’ex magistrato, in giunta dal 2006, vuole sperimentare le pattuglie dei ragazzi. Ma si possono chiamare ronde di sinistra? "Ronde no — fa resistenza l’assessore —. Sono assistenti civici per educare al rispetto delle regole, contro il degrado, per responsabilizzare i cittadini. E’ un patto. Contiamo di partire entro l’estate. Gli studenti avranno solo il telefonino. Seguiranno un corso, per la loro sicurezza personale. La periferia è già partita con le squadre di pensionati".

 

 Assistenti civici come quelli inventati dal sindaco di centrodestra, Giorgio Guazzaloca. Mancuso per molti mesi è stato l’inviato del Cinese al tavolo del viceministro Pd Marco Minniti. Lo stesso che l’anno scorso, intervenendo alla Fiera, aveva messo in guardia la sua parte: "Sulla sicurezza si gioca la partita del consenso". E aveva fatto notare che la sinistra ci era arrivata troppo tardi. Insistendo poi che «sicurezza è anche l’illuminazione di una piazza. Questo è il federalismo». Profetico.



INSOMMA Bologna prova il dialogo dopo che è fallita l’esibizione muscolare, con i gipponi di polizia e carabinieri piantati fino a notte a sorvegliare i bivacchi. "Controllo inefficace, troppo passivo", la bocciatura dei residenti. "Militarizzare non ha risolto il problema — si limita a dire Mancuso —. Occorre una nuova strategia. Gli universitari devono parlare ai coetanei che occupano la piazza, far capire le regole della convivenza. Tutti devono rispettarle, anche i locali".

 

 Ad esempio certi bar che tirano tardi e, accusano i residenti, "vendono alcolici fino a notte fonda, nonostante l’ordinanza del sindaco che mette lo stop alle 22". L’assessore non si scoraggia. "Vogliamo mettere in campo tutte le risorse che abbiamo — è il suo programma — coordinare gli sforzi, con questura e prefettura. Tentare di modificare i comportamenti incivili e ascoltare i cittadini".

 

Pare quasi un metodo leghista. "Ma no, quello mi allarma — respinge il paragone —. Stare in mezzo alla gente è il dovere di ogni amministratore".

di RITA BARTOLOMEI

 

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