MA ALLORA queste benedette ronde che piacciono ai leghisti ma non dispiacciono neanche a Cofferati, sono una cosa buona e giusta per fronteggiare la criminalità e rassicurare i cittadini oppure no, sono un’esagerazione oltre i limiti della legge e della Costituzione, che non piacciono nemmeno a tutori dell’ordine come Di Pietro e Gasparri?
E’ curioso notare che di ronde se ne parli solo a nord. Sotto Firenze spariscono; a Roma, a Napoli e a sud non sono un tema all’ordine del giorno pur avendo problemi di criminalità e di immigrazione clandestina mica da poco. E’ la presenza della Lega a suscitare questo rimedio o viceversa è l’emergenza insicurezza a suscitare col voto alla Lega anche l’invocazione delle ronde? Gli italiani, soprattutto al nord, vogliono sicurezza e sentono perdere il loro territorio sotto i piedi. Si sentono stranieri in casa loro, nelle loro strade, davanti ai loro condomini. E non si sentono abbastanza tutelati, pur avendo ben due corpi di forze dell’ordine, la polizia e i carabinieri, più un vasto campionario di altri corpi con compiti più specifici, fino alla polizia urbana.
Quando a sud si invoca l’intervento dei militari per presidiare zone dominate dalle criminalità e al nord si chiedono i volontari delle ronde, vuol dire che il bisogno di un presidio ad hoc, o la psicosi dell’assedio, è reale e diffusa. Il problema è che ci vuole una figura intermedia tra il cittadino e il carabiniere, qualcuno che possa avere familiarità col territorio, che sia direttamente interessato e non solo investito dal compito di ordine pubblico. Le ronde servono a questo.
Certo, non manca qualche suggestione americana, da giustiziere della notte, a cui si aggiunge anche una vena ideologica localista, da polizia padana, che curiosamente s’incontra a Bologna e Firenze con la vecchia logica del servizio d’ordine di matrice cigiellina e comunista. Meglio sarebbe potenziare le forze dell’ordine esistenti e legarle ai quartieri. Ma l’esistenza di volontari che facciano da supporto, che non si sostituiscano ma siano come dire gli avvistatori, i sensori territoriali, non è in fondo un’idea malsana.
Se serve ad avvicinare il cittadino alle istituzioni e farlo vivere meglio nella sua zona, ben vengano. Sullo sfondo assistiamo al polemico passaggio di consegne del Viminale da Amato alla Lega. Una ronda non fa primavera.
di MARCELLO VENEZIANI
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