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La vedova Raciti: "La morte
di mio marito non avrà mai giustizia"

Marisa Grasso sulla sentenza della Cassazione che ha scagionato Antonio Speziale:  "Perché quei bravi ragazzi quella sera hanno fatto in modo che mio marito non tornasse più a casa? Alla fine risulterà una disgrazia"
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Catania, il luogo dell'omicidio. In alto Antonino Speziale, sotto la vittima Filippo Raciti Roma, 30 aprile 2008 - "Chi l'ha ammazzato? Risulterà una disgrazia: forse alla fine diranno che l'avrò ammazzato io, oppure che mio marito si è suicidato. A parole si arriverà a tanto. Sono sicura al cento per cento che mio marito giustizia legale non ne avrà". Così la vedova dell'ispettore Raciti, Marisa Grasso, ha commentato al Giornale radio la sentenza della Cassazione che ha scagionato Antonio Speziale.


"Questo bravo ragazzo, insieme agli altri bravi ragazzi, quella sera che cosa hanno fatto? Perché quei bravi ragazzi quella sera hanno fatto in modo che mio marito non tornasse più a casa: visto che tutti gli altri sono fuori effettivamente perchè uno, due dentro? Allora stia fuori insieme agli altri. Io quella sera - conclude la vedova - non ho visto scene di pace da parte di tutti. Ho visto scene di violenze di un bel gruppo di persone che si trovavano a Catania".

 

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