Italia News
SPORT  TV   FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI
LA LETTERA

Un incubo che può capitare ad ognuno di noi

I nostri figli navigano su Internet, si innamorano on line e noi genitori siamo spesso incapaci di entrare in questo mondo. Non giudichiamo, ma vigiliamo Commenta 
Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Gabriele canè  CARI GENITORI, CARI RAGAZZI,

SUBITO una premessa: il mestiere del padre e della madre è molto più difficile di qualunque incarico ministeriale. E spesso, anche fare il figlio non è la cosa più facile del mondo. Non lo è mai stato, e lo è ancora meno oggi in una società complessa, dai ruoli confusi, in cui la famiglia è diversa da quella di qualche decennio fa, e molto probabilmente diversissima da come sarà fra quale decennio. Meglio o peggio che sia.

 Tutto ciò per dire che nell’approccio alla vicenda che raccontiamo in queste pagine, come e più che per ogni vicenda familiare, valgono il massimo rispetto e la massima attenzione. La cosa più sbagliata, insomma, sarebbe liquidare la storia con un sorriso ironico, con un commento sprezzante del tipo: «Poveracci, a me roba del genere non potrebbe mai capitare». Sbagliato, cari signori. La particolarità dell’incubo che stanno vivendo questa madre, questo padre, questo ragazzo è che una cosa analoga potrebbe capitare ad ognuno di noi.

Perché i figli navigano su Internet, si innamorano on line, intrecciano sentimenti virtuali profondi esattamente come quelli reali. E noi genitori, spesso incapaci di entrare in un mondo così diverso dal loro, facciamo di tutto per assecondarli, per accontentarli, li copriamo, li coccoliamo, tenendoli per mano anche nel passaggio difficile dal web alla realtà. Dunque, nessuna meraviglia che un diciassettenne ami «on line» una quindicenne lontana, e passo dopo passo il gioco diventi incubo. Non giudichiamo, allora, ma vigiliamo su noi stessi, prendiamo ad esempio la storia di questa famiglia. Che ha diritto al rispetto, alla solidarietà e all’aiuto, che le nostre autorità hanno il dovere di dare. Subito.

DI GABRIELE CANE'

  • 06/05/2008 08:41
    Marco
    Sinceramente mi pare ci sia qualche vuoto di sceneggiatura in questa storia. L'Inghilterra non è una dittatura del terzo mondo dove ti arrestano senza prove o motivi plausibili. Se la madre era un mostro, perchè avvertirla di tutte le proprie iniziative? Forse ci sarebbe bisogno di approfondire un po' meglio le notizie e non affidarsi solo al racconto di una parte.. detto questo è ovvio che il nostro Ministero degli Esteri deve attivarsi per fare chiarezza.
  • Sono presenti 1 commenti, invia il tuo commento!
 

Cerca  su Quotidiano.net nel Web

LA FOTO DEL GIORNO

Pamela Anderson col figlio Brandon Thomas Lee

Cuore di mamma

Pamela Anderson col figlio Brandon Thomas Lee prima della partita di basket Nba tra Charlotte Bobcats e Lakers al Staples Center di Los Angeles. Ma l'ex bagnina protegge il piccolo dai fotografi o dalla vista delle majorette?