Palermo , disperati i genitori dei piccoli ricoverati. "Mia figlia ha 15 anni e aspetta un trapianto di cuore...". "Il professore cura il mio Michele, ora come faremo?". E assicurano: "Nessuno ci ha chiesto denaro" Commenta
Palermo, 7 maggio 2008 - "Mia figlia ha 15 anni e aspetta da mesi un trapianto di cuore, adesso senza il professor Marcelletti chi la farà l'operazione? Vogliamo che il professore venga scarcerato subito". A parlare è Mariella Luvarà, un'energica donna di 40 anni che si fa portavoce di tutte le mamme e i parenti dei bambini cardiopatici ricoverati nel reparto di cardiochirurgia pediatrica dell'ospedale Civico di Palermo, da ieri 'orfanò del professor Carlo Marcelletti.
Questa mattina il reparto è off limit ai giornalisti, il portiere continua a ripetere ai cronisti che arrivano che "non può salire nessuno" al secondo piano. Ma i genitori dei bambini sofferenti, curati da tempo, da Marcelletti, non ne vogliono sapere di stare zitti e scendono giù, uno ad uno, per parlare e sfogare la loro rabbia. Mariella Luvarà è una di loro: "Mi figlia Valeria è cardiopatica e aspetta da molto tempo un trapianto di cuore perchè rischia di morire da un giorno all'altro. l'ha sempre curata il professor Marcelletti. Adesso mi chiedo chi la deve operare?".
Unanime anche la risposta a chi chiede non solo alla signora Luvarà ma anche a tutti gli altri genitori presenti, se Marcelletti ha mai chiesto denaro in cambio di una 'corsia privilegiatà per il ricovero dei loro bambini. "No -grida la donna vestita di nero- non solo. Mia figlia potrebbe benissimo stare a casa, invece siamo qui dal 7 aprile proprio perchè il professor Marcelletti ci ha dato la possibilità di restare qui ed essere curata nel migliore dei modi. Va scarcerato subito, non ci ha mai chiesto una lira, neanche per le visite. Tutte queste accuse sono davvero incredibili".
Gli fa eco Michela Basile, una donna minuta di 30 anni, arrivata da Salerno insieme con il marito e il bambino di 8 anni cardiopatico dalla nascita. "Da nove mesi, -racconta la donna- giro per gli ospedali italiani per trovare qualcuno che possa operare mio figlio, alla fine siamo arrivati qua perchè abbiamo sentito che Marcelletti è il più bravo di tutti. È la terza volta che veniamo qui e ci siamo sempre trovati bene». Neanche a loro il professionista avrebbe chiesto soldi, ma sono stati gli stessi genitori, come confermano ai giornalisti, a fare una «donazione spontanea all'associazione Abc", gestita proprio da Marcelletti.
Secondo l'accusa, rappresentata dai pm Caterina Malagoli e Fabrizio Vanorio, i soldi dell'associazione, in realtà sarebbero stati intascati tutti da Marcelletti per viaggi e cene personali. "Il professore -dice la signora Basile- è l'unico ad avere un contatto umano con noi genitori, abbiamo girato tanti ospedali ma nessuno come lui ci aveva trattato così umanamente. Ci manca e vorremmo tanto che tornasse a lavorare in reparto". E quando qualcuno le chiede cosa pensa delle gravi accuse che gli vengono mosse, replica stizzita: "È tutto assurdo...".
In disparte c'è una donna che piange. Si chiama Rita Patania e arriva da Aci Catena (Catania). "Vorrei il conforto del professore -sussurra tra le lacrime- mia figlia ha 5 anni e mezzo e viene curata da lui dalla nascita". La bambina è sotto i ferri proprio in queste ore. "Ieri -dice la donna- quando abbiamo saputo dell'arresto io e mio marito volevamo portare via la nostra bambina, ma ci hanno detto che potevamo lasciarla perchè ad operarla sarebbe stata la stessa equipe del professor Marcelletti. Ma vorrei tanto che fosse lui oggi ad operarla. Sono molto preoccupata".
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