Dopo giorni di assedio gli insorti appartenti al Jem, dopo aver conquistato il sobborgo di Omdurman, hanno rivendicato di essere entrati nella capitale sudanese. In serata un alto responsabile del partito al potere, che accusa il Ciad di essere dietro all'assalto, ha affermato: "L'operazione è fallita"
Khartoum, 10 maggio 2008 - E' terminato con un "fallimento" l'attacco dei ribelli del Jem, (Justice and Equality Movement), secondo maggiore gruppo ribelle in Darfur, a Khartoum: lo afferma questa sera all'Afp un alto responsabile del partito al potere in Sudan, che accusa il Ciad di essere dietro all'assalto contro la capitale sudanese.
"L'operazione è fallita. Il Jem tenta di destabilizzare (il Sudan) ma le forze sudanesi si sono opposte", ha dichiarato Kamal Obeid, membro del Congresso nazionale, partito del presidente sudanese Omar al Bashir. Obeid accusa il Ciad di aver sostenuto l'attacco dei ribelli del Jem. "Ma il tentativo del presidente Idriss Deby di destabilizzare il Sudan è fallito", ha aggiunto.
I ribelli del Movimento per la Giustizia e l'Uguaglianza hanno affermato oggi di essere entrati a Khartoum dopo dei violenti combattimenti con le forze governative sudanesi a nord della capitale, dove è stato imposto il coprifuoco.
In serata il ministro dell'interno sudanese, Ibrahim Mahmoud Hamed, ha dichiarato alla tv di Stato, che le truppe governative sono riuscite a respingere i ribelli, ma che qualcuno potrebbe essere rimasto in città e nascondersi tra i civili e per questo sarebbe stato prorogato il coprifuoco. L'emittente statale ha riferito, inoltre, che negli scontri sono rimasti uccisi un leader del Jem e uno dei suoi aiutanti, ma i ribelli non hanno ancora confermato. Hames ha aggiunto che molti ribelli sono stati arrestati e che circa 40 veicoli sono stati distrutti o sequestrati.
L'AMBASCIATA ITALIANA IN CONTATTO CON I CONNAZIONALI
L'ambasciata italiana a Khartoum e' ''in stretto contatto con la comunita' di connazionali in Sudan, composta da 200 persone nelle capitale e circa 400 nel resto del paese'': lo ha detto l'incaricato di affari presso tale rappresentanza diplomatica, Alessandro De Masi, rilevando ''la frammentarieta' delle informazioni'' nel paese dopo l'attacco sferrato oggi in un sobborgo della citta' dai ribelli del Movimento per la giustizia e l'uguaglianza.
''Fin da ieri le autorita' ci avevano preavvertito di possibili tensioni nella capitale dovuta ad azioni del gruppo di ribelli."
''In stretto coordinamento con l'Unita' di crisi della Farnesina, ha aggiunto, abbiamo provveduto gia' ieri a inviare un messaggio, invitandoli ad adottare la massima cautela''.
I RIBELLI DEL JEM ENTRANO IN CITTA'
Dopo i violenti combattimenti contro le forze governative a nord di Khartoum, dove è stato imposto il coprifuoco, i ribelli del Jem (Justice and Equality Movement) stanno avanzando verso la capitale sudanese; secondo altre fonti sono già entrati in città. Il Movimento per la giustizia e l'uguaglianza, secondo maggiore gruppo ribelle in Darfur, provincia occidentale sudanese teatro di una guerra civile dal 2003, ha affermato inoltre di essersi impossessato della base aerea di Wadi Sayyedna, a nord di Khartoum.
"Secondo le mie informazioni, le forze del Jem si trovano nella capitale in questo momento. Hanno preso la base aerea di Wadi Sayyedna e sono scese nella capitale", ha affermato all'Afp al telefono da Londra il portavoce del Jem, Ahmed Hussein Adam. "Le nostre forze sono in tutta la capitale", ha aggiunto. Adam ha spiegato che la base aerea è stata presa di mira perchè "si tratta della base dalla quale partono tutti gli aerei militari sudanesi per il Darfur".
"Le forze armate fanno fronte a un attacco dei ribelli di Khalil Ibrahim (capo del Jem, ndr), nel nord di Omdurman", sul lato occidentale del Nilo, di fronte alla città gemella di Khartoum, ha spiegato l'esercito sudanese in un comunicato letto alla tv.
Il coprifuoco è stato imposto nella capitale sudanese dalle 17 locali (le 16 in Italia) fino alle sei di domani (le 5 in Italia), ha annunciato da parte sua il ministero dell'Interno in un comunicato. Il ministero ha invitato inoltre gli abitanti della capitale alla prudenza e a non uscire di casa. Non è chiaro se ci sono delle vittime.
Un abitante di Omdurman, Sadiq Babo Nimr, ha spiegato che i residenti della città non escono in strada: "Proprio davanti a casa sento i bombardamenti di artiglieria pesante", ha affermato.
"Siamo stesi a terra, ci sono dei proiettili vaganti che sibilano attorno all'abitazione. Mia moglie e i miei bambini hanno molta paura", ha aggiunto. I primi colpi li ha uditi in lontananza verso le 16.30 locali (le 15.30 in Italia), che gradualmente si sono avvicinati. Dopo di che, elettricità e rete dei telefoni mobili sono state interrotte.
Secondo il portavoce del Jem, i ribelli non attaccheranno i civili, perchè rispettano il diritto internazionale umanitario e i diritti umani. Intanto i soldati sudanesi sono stati dispiegati lungo le strade semi-deserte di Khartoum. I negozi sono chiusi, ha fatto sapere un testimone.
I media di Stato hanno riferito che l'esercito sudanese ha respinto un attacco delle forze ciadiane nella zona frontaliera di Kishkish. Un portavoce dell'esercito sudanese sostiene che il raid ciadiano era stato un tentativo di distogliere l'attenzione dall'avanzata del Jem nella capitale.
Secondo una fonte diplomatica occidentale, il governo sudanese aveva chiamato ieri gli ambasciatori di Khartoum per informarli che "ci sono ribelli che si stanno dirigendo verso est dalla frontiera del Ciad". La sicurezza nella capitale è stata rafforzata già ieri.
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