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ECATOMBE BIRMANIA

Inaccessibili intere zone del Paese
Decolla il primo volo di aiuti Usa

Ufficialmente le vittime sono otre 28mila e i dispersi 33mila, ma secondo altre fonti i morti sarebbero almeno centomila. Il regime accetta gli aiuti ma vuole decidere come distribuirli Commenta

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Generali della giunta che distribuiscono gli aiuti Rangoon, 12 maggio 2008 - Intere zone della Birmania sono ancora inaccessibili dieci giorni dopo il passaggio del ciclone Nargis, ma il regime intende controllare la distribuzione dei soccorsi stranieri, riferiscono i media ufficiali birmani.
 "Ci sono ancora zone dove i responsabili non possono ancora recarsi" ha dichiarato il quotidiano "New Light of Myanmar", controllato dal governo dei generali, citando il ministro della pianificazione nazionale e dello sviluppo economico Soe Tha che si rivolgeva a diplomatici stranieri.


"Gli aiuti di qualsiasi paese sono accettati" ma "la distribuzione dei soccorsi può essere gestita da organizzazioni locali" ha aggiunto il ministro, secondo il giornale.
Il ritmo d'arrivo dei soccorsi per i sinistrati del ciclone Nargis si è un po' accelerato ieri in Birmania, ma i volumi sono lontano dall'essere sufficienti e le squadre di soccorso straniere continuano a dover affrontare difficoltà logistiche e amministrative, ha affermato l'Onu.


Il bilancio ufficiale provvisorio di una delle peggiori catastrofi naturali della storia recente è ora di 28.548 morti e 33.416 dispersi. Secondo diplomatici però le vittime sarebbero più di centomila.

 

PRIMI AIUTI USA

È decollato in giornata dalla base aerea di U-Tapao, in Thailandia, un cargo C-130 dell'Aeronautica Militare statunitense, diretto nel vicino Myanmar con aiuti destinati alla popolazione birmana, messa in ginocchio dieci giorni fa dal passaggio del ciclone Nargis: lo hanno riferito fonti gionalistiche presenti sul posto.

Si tratta del primo volo umanitario Usa autorizzato dal regime a raggiungere l'ex Birmania, che nelle intenzioni dell'amministrazione americana dovrebbe aprire la via a un ben più consistente ponte aereo di soccorso verso quello che è stato bollato da Washington come un «avamposto della tirannia».A bordo il C-130 trasporta acqua potabile, coperte e zanzariere.

 

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