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GIUSTIZIA

Napolitano: "Clamorose scarcerazioni
minano il prestigio della magistratura"

Per il capo dello Stato i magistrati non devono cedere alla tentazione di "protagonismi", "personalismi" ed "esposizioni mediatiche" ma "accostarsi al processo con coraggio e umiltà" Commenta

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Giorgio Napolitano Roma, 12 maggio 2008 - I magistrati non devono cedere alla tentazione di "protagonismi", "personalismi" ed "esposizioni mediatiche" ma "accostarsi al processo con coraggio e umiltà". Lo ricorda il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ricevendo al Quirinale i magistrati in tirocinio.

 

"Sono persuaso - dice il presidente - che, prendendo atto delle mie preoccupazioni e allontanando anche qualsiasi tentazione personalistica che non si confà alla funzione che avete scelto di svolgere, saprete apprezzare l'esercizio dell'attività di vigilanza cui sono deputati i capi degli uffici. La tempestività e il rigore del loro controllo sono doverosi e indispensabili.Essi rendono un importante servizio alla credibilità della Magistratura".

 

È "l'eccessiva lunghezza dei processi" la "più grave anomalia del nostro ordinamento interno". Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, incontrando i magistrati ordinari in tirocinio, torna a puntare il dito sulle lungaggini della giustizia italiana, un'anomalia che "indebolisce seriamente la fiducia dei cittadini nell'effettiva tutela dei propri diritti", esponendoci tra l'altro a "censure in sede europea". Il rimedio "passa anzitutto attraverso una buona organizzazione". Anche per evitare i non infrequenti "episodi di ritardo cui sono talvolta connesse clamorose scarcerazioni di imputati o indagati per delitti allarmanti o odiosi", episodi che "finiscono per minare il prestigio della magistratura e gettano discredito anche sui magistrati, e sono la maggioranza, che svolgono con professionalità e diligenza le loro funzioni". Ai giovani magistrati, infine, il Presidente della Repubblica ha ricordato la fedeltà alla Costituzione e ai suoi principi fondamentali, compreso il titolo quarto, che "da nessuna forza politica sono stati finora messi in discussione".

 

Un augurio 'speciale' per il neo-ministro della Giustizia, Angelino Alfano, nel giorno dell'incontro al Quirinale con i magistrati in tirocinio. A formularlo è il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che aprendo il suo discorso ai giovani magistrati si rivolge prima di tutto ad Alfano, uno dei ministri più giovani dell'Esecutivo Berlusconi IV, che è stato chiamato "a una così alta responsabilità di Governo". Per lui i fervidi auguri "di buon lavoro per lo svolgimento delle sue complesse e delicate funzioni" da parte di Napolitano che non si limita all'augurio ma ricorda anche la complessità dei problemi che il nuovo Guardasigilli dovrà trattare."Sono certo - dice Napolitano rivolgendosi ad Alfano - che saprà affrontare gli urgenti problemi da cui è attraversato il sistema giustizia con impegno assiduo e obiettivo favorendo quel clima di sereno confronto istituzionale e di fattiva collaborazione che auspico da sempre e in assenza del quale è difficile rinnovare e consolidare il rapporto di fiducia con i cittadini".

  • 12/05/2008 19:33
    vikingo
    Signor Presidente con tutto il rispetto che ho per la sua persona devo ricordarle che i giudici applicano e devono applicare le leggi che politici più o meno onesti hanno varato.
  • 12/05/2008 19:48
    inqbo
    parole sante signor presidente. un vero peccato che dal dopoguerra ad oggi personalità deduttive ed illuminate come lei non fossero presenti in parlamento ! ma ora, grazie al suo arrivo ed ai suoi ammonimenti le cose cambieranno, lo sappiamo tutti. graze a lei ed a quelli come lei soffia finalmente un vento nuovo, che sistemerà ogni cosa. grazie, grazie grazie !
  • 13/05/2008 08:37
    Aggiulien
    Non solo bisogna smetterla di scarcerare certi soggetti, ma bisogna anche cominciare a tagliare un pò di teste !!! C'è tanta voglia in giro di esecuzioni capitali. Il ceppo e la scure, ecco cosa ci vogliono per cominciare a rimettere qualcosa a posto in Italia.
  • 13/05/2008 13:45
    Salvatore
    La magistratura ha senso di esistere solo se la legge diventasse uguale per tutti. La gente informata sa che magistrati onesti e scomodi (Forleo, De Magistris, Imposimato) sono tagliati fuori per paura di far uscire la verità che si cela dietro le quinte del parlamento. Signor presidente, sarebbe ora di parlare chiaro e parlare in stampatello.
  • 13/05/2008 19:51
    IL CAVICCHIOLO
    Finalmente Presidente, era l'ora che anche la S.V. si facesse sentire. Ma quante ve ne dovrebbero essere di questi interventi, nei confronti di certi giudici. Comunque, meglio tardi che MAI !
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