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TERREMOTO NEL SICHUAN

Apocalisse Cina, i morti sono 12mila
"Sì agli aiuti stranieri, no agli esperti"

La scossa, la più forte da trent'anni, ha avuto un'intensità pari a 7,8 gradi della scala Richter. Strage nelle scuole, i dispersi sono 20mila. Stanno bene i 35 nostri connazionali presenti nella zona

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Terremoto in Cina Pechino, 13 maggio 2008 -  Non cambia il suo percorso in Cina la fiaccola olimpica, nonostante il devastante terremoto di ieri che ha fatto almeno 10 mila morti.
Lo ha detto Zhang Zhaonan, portavoce Bocog, Comitato organizzatore dei Giochi di Pechino 2008, con riferimento al percorso della torcia olimpica che passerà per sette città dal 15 al 18 giugno. Tra queste, Mianyang e Guanghuan, molto vicine all'epicentro del sisma, e Chengdu, capoluogo della provincia di Sichuan.
 È stato però deciso di ridurre il programma delle staffette della fiaccola olimpica, per favorire lo sforzo di assistenza alle vittime.

 

Dopo l'Apocalisse si contano le vittime del terribile terremoto in Cina, l'esercito riesce ad arrivare nelle zone martoriate dell'epicentro ma i soccorsi sono resi difficoltosi da una nuova forte scossa di assestamento che è stata avvertita a Chengdu, capoluogo della provincia del Sichuan, alle 15.10 ora locale (le 9.10 in Italia). Lo riferisce Xinhua.E' la più forte scossa di assestamento dopo il sisma di ieri del 7.8 grado della scala Richter.

 

Il bilancio della catastrofe si aggrava a ogni ora che passa, e ora sfiora i dodicimila morti, il bilancio ufficiale delle vittime provocate dal terremoto di ieri nel sud-ovest della Cina: fonti governative hanno infatti aggiornato il computo, rendendo noto che risulta confermato il decesso di 11.921 persone, quasi duemila in più rispetto alla cifra fornita in precedenza dalle autorità cinesi.

 

Sono oltre due decine di migliaia i dispersi nella contea cinese di Mianzhu, situata nella provincia sud-occidentale del Sichuan, la più colpita dal terremoto di ieri: lo ha reso noto l'agenzia di stampa 'Xinhuà, aggiungendo che soltanto nell'omonimo capoluogo i morti accertati ammontano a duemila, e che sotto alle macerie restano sepolte circa 4.800 persone. I feriti sono circa diecimila. In tre località limitrofe, peraltro, sono ben ventimila coloro che mancano tuttora all'appelo. Mianzhu, città dalla popolazione complessiva di mezzo milione di abitanti, si trova appena 35 chilometri a est rispetto al sito ove è stato localizzato l'epicentro. La stessa 'Xinhuà aveva anteriormente riferito che le onde telluriche hanno devastato una fabbrica di turbine a vapore nel sobborgo di Hanwang, mentre erano impegnati al lavoro circa seimila operai.

 

L'ammontare dei dispersi nel Mianzhu rafforza i timori di un bilancio della catastrofe ancora peggiore di quanto finora accertato, tenuto conto che il computo dei morti confermati nella sola provincia più colpita sfiorava già le diecimila unità. 

 

 

AIUTI DAL MONDO

Il governo cinese ha fatto sapere che accetterà le offerte di aiuto giunte dall'estero dopo il violento terremoto che ha colpito ieri la Cina, in particolare la provincia del Sichuan.  Il portavoce del ministero degli Esteri, Qin Gang, ha detto ai giornalisti che molti paesi stranieri hanno offerto il loro aiuto alla Cina dopo il forte terremoto di ieri e che l'unità di crisi cinese prenderà contatto con queste nazioni e con le organizzazioni che hanno offerto supporto.

Il governo ritiene però che le condizioni non siano mature per l'invio di squadre di esperti stranieri nelle zone colpite dal terremoto. Il portavoce Qin Gang, ha detto  che la "comunità internazionale ha offerto sostegno e solidarietà alla Cina" e che il popolo cinese li avrebbe accolti "favorevolmente". Poco dopo, durante una conferenza stampa a Pechino, il Capo dei Soccorsi del ministero Affari Civili, Wang Zhenyao, ha precisato che tutti "gli aiuti materiali o in denaro" sarebbero stati i benvenuti.

A proposito di un eventuale arrivo di squadre di soccorso dall'estero, Wang ha detto che le condizioni non sono ancora favorevoli soprattutto a causa dei problemi di comunicazione con le aree più colpite. "E' impossibile anche per le nostre squadre di soccorso raggiungere le zone interessate dal disastro", ha detto Wang. "Le condizioni non sono quindi mature per autorizzare (ad entrare) delle squadre straniere", ha aggiunto.
Gli Stati Uniti, l'Unione Europea e molti altri paesi hanno offerto la loro assistenza alla Cina dove le squadre di soccorso sono impegnate in una corsa contro il tempo per trovare sopravvissuti e salvare i feriti.
 


 

FRANA UCCIDE 37 TURISTI BRITANNICI

 Trentasette turisti che viaggiavano in un pullman sono mortI a causa di una frana nella provincia del Sichuan (Cina sudoccidentale) colpita ieri da un forte terremoto. Le autorità hanno riferito di aver perduto il contatto con 15 turisti britannici, secondo quanto riferisce oggi la stampa.


Il pullman che trasportava i turisti è stato sepolto da uno smottamento di terreno che si è prodotto nel distretto di Maoxian, nella prefettura autonoma tibetana di Aba, situata nella provincia del Sichuan, ha riferito l'agenzia ufficiale Xinhua che cita un portavoce dei servizi di soccorso della regione.
Il portavoce ha riferito inoltre che 15 turisti britannici figuravano tra i 2.000 turisti bloccati nella provincia del Sichuan e se ne sono perse le tracce. Secondo il portavoce, i turisti britannici probabilmente si trovano a Wolong, nel Centro di ricerca e protezione dei panda giganti.

 

GLI ITALIANI STANNO BENE

''Ho personalmente visto praticamente, ieri sera, tutti gli italiani'', circa 35, presenti a Chongqing e ''fortunatamente stanno tutti molto bene''. Cosi' l'ambasciatore d'Italia in Cina, Riccardo Sessa, questa mattina a Sky Tg 24.
Ma l'unità di crisi della Farnesina non ha ancora ultimato la verifica sulla presenza degli italiani in Cina, colpita da un violento terremoto nella regione del Sichuan. In ogni caso, precisa l'ambasciatore, ''la situazione e' abbastanza tranquilla'' .

 I nostri connazionali si trovano in maggioranza nel capoluogo Chengdu, che si trova accanto a Chongqing (metropoli che per le sue dimensioni ha lo status di regione, ma che geograficamente si trova nel Sichuan). Purtroppo, ha aggiunto l'ambasciatore Sessa, anche a Chongqing, ''ci sono state distruzioni e sono stati registrati 10 morti di cui sei bambini''.

 

IN UNA CITTA' 500 MORTI E 2.000 SOTTO LE MACERIE

Circa 500 persone sono morte e duemila sono rimaste sotto le macerie in una città del sudovest della Cina, vicino all'epicentro del violento sisma di ieri. Lo ha riferito oggi la televisione cinese.
Nella città di Shifang, nella provincia del Sichuan, a una cinquantina di chilometri a nordovest di Wenchuan, epicentro del sisma, altre tremila persone sono rimaste ferite, ha aggiunto il corrispondente della televisione citando autorità locali.

 

FRATTINI OFFRE AIUTO

Il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha inviato  un messaggio all'omologo cinese Yang Jiechi, dopo il terremoto nella provincia cinese del Sichuan. Lo fa sapere la Farnesina.
"Profondamente addolorato e colpito della notizia della forte scossa di terremoto che ha colpito questa mattina la provincia cinese del Sichuan provocando ingentissime perdite di vite umane, desidero esprimerle la partecipe solidarietà dell'Italia", si legge nel messaggio.

"In questa dolorosa circostanza, l'Italia è vicina alle sofferenze del popolo cinese, al quale è unita da tradizionali vincoli di amicizia e collaborazione. Nel manifestarle sin d'ora la piena disponibilità del governo italiano a fornire tutta l'assistenza che potesse essere ritenuta nella circostanza utile e necessaria, la prego altresì di voler trasmettere alle famiglie delle vittime, unitamente al nostro cordoglio, i sentimenti di sincera vicinanza, assieme ad auguri di pronta guarigione per le persone ferite".

 

 

STRAGE NELLE SCUOLE

Tra studenti e professori sono almeno mille le vittime del crollo di una scuola media a Beichuan. Un reporter dell'agenzia Nuova Cina afferma che la scuola e' stata completamente rasa al suolo. Un migliaio di poliziotti e volontari stanno ancora scavando tra le macerie, cercando eventuali sopravvissuti.

 

L'ELOGIO DEL DALAI LAMA

La tempestiva reazione delle autorità cinesi all'emergenza scatenata dal terremoto ha trovato un estimatore di eccezione nel Dalai Lama che, oltre a offrire le proprie condoglianze per le vittime del cataclisma, ha pubblicamente elogiato la velocità e l'efficienza dei soccorsi subito approntati da Pechino. Il Sichuan confina con il Tibet, teatro in marzo di proteste di piazza che hanno scatenato una brutale repressione da parte della Cina, il cui regime accusa lo stesso Dalai Lama e il governo tibetano in esilio di aver fomentato i disordini per conquistare l'indipendenza; solo di recente, in seguito alle crescenti pressioni internazionali, il governo centrale ha accettato di riprendere i contatti con la controparte.

 

"Siamo colmi di solidarietà per le famiglie prostrate da questa immane tragedia", ha dichiarato un portavoce del leader spirituale dei buddhisti tibetani, Thubten Samphel, parlando da Dharamsala, la cttadina nel nord dell'india dove il premio Nobel per la Pace 1989 vive in esilio da quasi mezzo secolo.
"Nutriamo ammirazione per la rapida risposta delle autorità cinesi nel dispiegare così in fretta squadre di soccorso allo scopo di strappare i superstiti alle macerie", ha aggiunto.

Un anonimo esponente del governo esiliato a sua volta ha riferito che il Dalai Lama invierà un messaggio di cordoglio al presidente cinese Hu Jintao.

 

I PANDA SONO SALVI

Sono sani e salvi sessanta panda giganti che si trovavano nel Centro di Riproduzione e Protezione di Chengdu vicino a Wenchua, epicentro del sisma, nella provincia del Sichuan.

Non si hanno ancora notizie però dei 280 panda della Riserva Naturale di Wolong, non lontano da Chengdu. Circa 1600 panda vivono ancora allo stato selvaggio nelle regioni montane nell'ovest della Cina mentre 180 plantigradi vivono in cattività.Questo il sito del Centro di Chengdu: http://www.panda.org.cn/english/index.htm

 

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